Il Musicastrada Festival giunge alla sua ottava edizione con una crescita in “leggera controtendenza” .
27 appuntamenti in quaranta giorni tra paesaggi, natura, luoghi storici, buona cucina, comunità accoglienti, per un festival di musica e fotografia, che (oltre ad essere la Rete musicale territorialmente più ampia d’Italia) continua ad essere integralmente ad ingresso gratuito!!!
Un lavoro lungo un anno, fatto di analisi dei problemi e di momenti di confronto e collaborazione con i soci, con i Comuni, con la Provincia, con enti culturali e di promozione turistica, con sponsor. Non scopriamo niente di nuovo ma vorremmo ribadire come l’esibizione del musicista diventa un luogo dove è possibile conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi eterogenei appartenenti a culture o dottrine diverse. La nostra epoca è caratterizzata da grandi e veloci cambiamenti, ai quali alle volte si fa fatica ad abituarsi, a comprendere, ma proprio la musica, forma di espressione spontanea ma non banale, sia per chi si esibisce che per chi ascolta, crea naturalmente uno spazio dove è possibile l’accettazione reciproca. La tecnologia, si sa, porta grandi innovazioni nella vita quotidiana e, se usata bene, la migliora notevolmente. Il programma di quest’anno ne è un esempio. Attraverso quello straordinario mezzo che è Internet siamo riusciti a contattare e a dialogare in tempo reale e assolutamente in completa simbiosi con la maggior parte degli artisti che vedete nel cartellone. Ultima considerazione e dovuta citazione: 40 anni fa il Monterey Pop Festival sarebbe passato alla storia come uno dei primi happening dove le culture di mondi diversi convivevano perfettamente. Varie coincidenze ci riportano uleriormente alla memoria questo straordinario evento. La ricerca di un nuovo modo di concepire la società, la diffusione di nuove sorgenti per la diffusione della musica (le Radio FM allora, Internet adesso) e la nascita di nuove riviste (i periodici allora i blog adesso).
E allora grandi eventi di blues (Ford B.B., A.Schultz, S.R. Norcia, M. Powers…), ma la visuale si divide tra le due americhe grazie alla partecipazione di grandi artisti da Cile, Brasile, Mexico (Berrù, Guzman, Umami, Baticumbando), due modi di sentire l’arte che sarà interessante osservare quanto siano distanti o vicini (Bob Brozman); e poi il jazz con concerti di valore assoluto che vedono coinvolti musicisti italiani e stranieri (Giovagnoli, Innarella, Tavolazzi, Dalla Porta, Bluemlein, Berg, Tolga Quartet) in progetti originali e consolidati e non in abusate jam; a proposito vi sarete accorti della attenzione data ai fiati e c/bassi, ma anche per chi ama la voce c’è da divertirsi (Vocal Sister, Viulan…); e poi, che la si chiami world, ethno o più genericamente folk.
Grande spazio alle tradizioni dei popoli che siano quello toscano (Viulan), quello basco (Munain-Goicoxtea), inglese (Ken Nicol) o siberiano (Nadishana) in un percorso non solo musicale che terminerà con due celebrazioni dell’uomo e del suo spirito attraverso la musica (Gnawa di Essaouira, Monaci Tibetani dell’Hardong). Infine ci teniamo a farvi notare che all’interno del programma c’è ampio spazio per interessanti progetti personali che coinvolgono musicisti del nostro territorio e toscani, che rappresentano concretamente la qualità dell’humus culturale sul quale il festival si appoggia e cresce (Camillocromo, T. Mazzoni, Milvus…) e ci dispiace non aver potuto includerne altrettanti.
Un consiglio: se potete arrivate nel pomeriggio…Guardatevi attorno, scattate qualche foto,
godetevi un tramonto (sempre diverso e sempre gratuito!) e soprattutto
provate anche ciò che di buono ha da offrire la nostra terra…
Andrea Lupi e Davide Mancini
P.s: segnaliamo la quarta edizione del concorso “Fotografando la Musica”; cercheremo di agevolare al massimo i fotografi che sono comunque pregati di muoversi con grande discrezione per non disturbare gli artisti e il pubblico, evitando possibilmente l’uso del flash. Il concorso è assolutamente aperto a tutti.
Dedichiamo il festival a Carey Bell, James Brown, Clarence “Gatemouth “ Brown e tutti quei musicisti che avremmo voluto conoscere ed ascoltare.
IL PROGRAMMA