All’esterno del Punk – Band a Confronto: Buzzcocks, Jam, Subway Sect, Vibrators, X Ray Spex

Band a Confronto: Buzzcocks, Jam, Subway Sect, Vibrators, X Ray Spex

A cura di Alfredo Cristallo

Stavolta ci occupiamo di quei gruppi che sorti all’inizio del punk, rimasero tuttavia all’esterno dei suoi clichè: rabbia generazionale, teppismo, disgusto e depressione. Molti di loro sperimentarono nuove vie e nuovi sottogeneri, alcuni ebbero vita stentata, quasi tutti popolarissimi a quel tempo sono ora dimenticati. I più famosi furono i Buzzcocks di Howard Devoto (voce) e Pete Shelley (chitarra, voce), coevi dei Sex Pistols e come questi controparte inglese dei Ramones, stesso trash ultraveloce ma più melodici. Chitarre guizzanti, batteria poliritmica e voce frustante erano la caratteristica dominante dello storico EP d’esordio Spiral Scratch (1976; il 1° disco indie inglese con gli immortali inni Boredom e Time’s Up) doppiato dal grande e controverso singolo Orgasm Addict (1977). Quando Devoto se ne andò, Shelley divenne il nuovo front-man e il  gruppo puntò verso un punk pop altamente accattivante riciclando su Another Music In A Different Kitchen (1978) pezzi del primo periodo (What Do I Get, No Reply, I Don’t Mind) e nuovi brani (Fiction Romance) in stile Who. Il LP Love Bites (1979; Nothing Left, Promises) e i singoli Harmony In My Head/Something’s Gone Wrong Again segnarono il periodo della maturità.

Altrettanto celebri furono i Jam di Paul Weller (voce, chitarra), il cui punk con sovratoni di Who e Small Faces lanciò la moda mod-punk. Esplosero letteralmente nel 1977 con i singoli All Around The World e In The City (title-track del 1° album) e poi con le più grintose The Modern World (sul 2° LP This Is The Modern World) e News Of TheWorld. Il 3° LP All Mod Cons (1978) aprì la fase più matura (l’antirazzista Down In The Tube Station At Midnight) confermata dai singoli del 1979 Strange Town e Eton Rifles (poi sul 4° LP Setting Sons), quasi un omaggio ai Kinks. Il 5° LP Sound Affects (1980) fu un’incursione fra ritmi reggae e ballabili (Start, il singolo Going Underground), mentre i singoli del 1981 Funeral Pyre e Absolute Beginners furono esperimenti melodici su un tema psichedelico e un tema funky. Da lì Weller prese l’abbrivo per la fase finale del gruppo dominata dal soul nell’album The Gift (1982; Town Called Malice) e nel singolo Beat Surrender. I Jam cambiarono stile ad ogni LP: furono creativi, dispersivi ma commercialmente vincenti.

All’opposto dei Jam, la vicenda dei Subway Sect è altrettanto emblematica. Fra i gruppi punk-ma-non-proprio, la loro storia è avvolta nel mistero. Molto è dovuto naturalmente all’assenza di dischi ufficiali. Parteciparono al Punk Fest del 1976 e al White Riot Tour con i Clash (avevano lo stesso manager, Bernie Rhodes), colpendo il pubblico con il loro look sciatto, le pose esistenzialiste del colto leader Vic Godard (voce, chitarra), le melodie neo-beat, il sound corrosivo, e inquieto e i testi impegnati e obliqui. Di loro restano una manciata di singoli (Nobody’s Scared, Don’t Split It, Parallel Lines, Ambition, Different Story); abbandonati da Rhodes, non riuscirono mai a pubblicare l’album d’esordio. Il vero filone creativo fu intrapreso dagli Alternative TV di Mark Perry (fondatore della leggendaria fanzine Sniffin’ Glue) che allargarono i panorami del punk-rock con l’uso di tastiere e la pratica della sperimentazione libera. I singoli del 1977 (Love Lies Limp, How Much Longer, You Bastard), del 1978 (Life After Life, Life After Dub) e il LP The Image Has Cracked (1978; Action Time Vision, Still Life) accoglievano indifferentemente punk, reggae, dub e noise aprendo la via punk modernista (l’elettronica dei singoli Lost In A Room e Force Is Blind nel 1979).

Altrettanto creativi furono i Vibrators di Knox Carnachan, i maggiori interpreti di quella vena comica che fu sempre patrimonio comune del punk. A loro si devono le novelty demenziali di Pogo Dancing (il singolo del 1976) e gli anthem vibranti dell’album d’esordio Pure Mania (1977; Into The Future, Yeah Yeah Yeah, Baby Baby, London Girls, Stiff Little Fingers, Bad Time) e ancora il singolo We Vibrate (1977).

Infine gli X Ray Spex formato dalle 2 compagne di scuola PolyStyrene (Marion Elliott, voce) e Lora Logic (Susan Whitby, sax) che esordirono con il viscerale anthem femminista di Oh Bondage Up Yours (1976). All’epoca del LP Germ Free Adolescents, Lora Logic aveva lasciato il gruppo ma venne sostituita da Rudi Thompson, che con Jak Airport (chitarra) orchestrò un sound anomalo e trascinante sorretto dagli accordi distorti del secondo e dai barriti al sax del primo. PolyStyrene vi aggiunse le sue liriche ossessionate dal tema della perdita d’identità nella società consumistica (Genetic Engineering, Identity, Warrior In Woolworths): il risultato fu un affresco dello zeitgeist della società postindustriale inglese che anticipava le tematiche sull’alienazione poi riprese dal dark punk.

Buzzcocks – Whato Do I Get Jam – All Around the World