Basterebbe un Placebo Fuoriusciti B3EP il nuovo Ep dei Placebo

Fuoriusciti: “B3EP”, il nuovo Ep dei Placebo

A cura di Roberto Italiani

Nel 2009 dopo poco l’uscita dell’ultimo lavoro “Battle for the sun”  iniziava a spargersi la voce che Biran Molko e soci stavano lavorando già ad un disco nuovo; a novembre 2011 tramite i social network hanno annunciato che il materiale c’era e che nel 2012  si sarebbero trovati in studio per registrare quello che le loro menti avrebbero partorito.  Il “figlio” comunque uscirà di casa entro l’estate 2013, ma nel frattempo hanno pensato di fare cosa gradita ai loro fans facendo uscire a settembre 2012 un EP con 5 tracce intitolato “B3EP” e a ruota subito il videoclip della canzone che dà il titolo all’album.

Quello che si nota subito è l’uso preponderante dell’elettronica e soprattutto si sente la mano, ovvero le mani di Steve Forrest alla batteria (al posto di S. Hewitt) che danno a questi pezzi una corposità più imponente rispetto al modo di suonare del precedente “collega”. E poi un’altra cosa; i testi sembrano indirizzarsi verso il politico, le problematiche sociali, ovvero: reagire o rimanere passivi difronte a una società globale ingiusta e violenta?
Il disco appunto si apre con il suono distorto e “Noise” del synth della hit “B3” (che potrebbe essere un onomatopeico befree o forse la B sta per Brian e il 3..boh dategli voi qualsiasi significato..). Devo dire che la voce è sempre quella Molkoniana dei vecchi tempi, finali di frase strascicati e gioco fonico sulle ottave; solo non convince il legame strofa/ritornello, anzi lo trovo quasi fastidioso, sembrano 2 cose a se stanti attaccate insieme con la famosa colla “vinilica”.

Convince ancor meno la seconda track, ovvero la cover dei Minxus “I know whant you stop” qua rivisitata con l’aggiunta di un po’ di elettronica qua e là. Inutile.
Terza track è “the Extra”  lentone dove solo la voce è quella del Brian storico, per il resto batteria cadenzata e tramite l’uso del delay danno un tocco di dark a questa ballad; personalmente è il pezzo che preferisco. “..Show me how to live..” ti rimane in testa…

Quarto pezzo è “I know were you live” forse il pezzo più che guarda indietro al vecchi Placebo; sarebbe potuta stare benissimo nell’ album “Without I’m nothing” visto che gli arrangiamenti e le atmosfere sono più o meno quelle del disco del 1998.
Il disco si chiude con “Time is money” che cosa insolita per loro dura più di 7 minuti! Inizia in modo minimalista, batteria elementare e la voce di Brian che parte impalpabile supportata dal giro di basso supersemplice. Verso i 3  minuti  cresce un po’ per finire in un’amalgama di cori, pianoforte e vocalizzi che con i realPlacebo ci  incastrano poco.

Beh…in sostanza lavoro un po’ anonimo con una percentuale di delusione da parte mia perché va bene cambiare ma se ripenso ai primi lavori, alle sonorità e alle atmosfere di Molko & co. resta difficile accostare, non dico tutto il disco, ma una buona parte.

Quindi aspettiamo fiduciosi il 2013 (Maya permettendo) e vediamo cosa hanno da proporci i 3 britannici.
Spero un effetto “Placebo”, “ovvero qualcosa che tu credi ti faccia sentire meglio“. B.Molko.

Placebo – B3