Come è bella l’indipendenza – Fuoriusciti: Radio Music Society, il nuovo album di Esperanza Spalding

E’ uscito questo marzo l’ultimo album della bassista e cantante americana Esperanza Spalding. Tante le novità da apprezzare ed ascoltare.

 A Cura di Francesco Virdis

 

Sono passati soltanto sei anni dall’inizio della sua carriera e sono già quattro gli album pubblicati, tutti da dieci e lode.

Non lascia mai a desiderare Esperanza Spalding, uno dei più prolifici e giovani talenti della scena internazionale.

Forte solamente del suo talento e della sua avvenenza non ha nessuna major a coprirle le spalle tant’è che finora ha inciso solo con etichette indipendenti: ha pubblicato l’album d’esordio, Junjo, con la casa barcellonese (ma ben agganciata a Boston e a New York) Ayva Musica, e i successivi tre dischi con la Heads Up International di Cleveland.

La contrabbassista di Portland ha lanciato sul mercato Radio Music Society il 20 marzo di quest’anno.

Chi l’ha seguita sin’ora si sarà accorto del cambio di rotta che segna questo lavoro. Non sono più il contrabbasso e la cantata ska in stile bossa nova a farla da padroni ma marcatissimi riff di basso elettrico, batteria allegra, sintetizzatori, stili pop funk e fusion.

In brani come Endangered Species (eseguito con Lalah Hathaway, figlia del grandissimo soul-man Donny Hathaway) non passano certo inosservati il basso fretless e il buon gusto per l’uso dei sintetizzatori combinati e dosati con una maestria non lontana da quella di Prince o Stevie Wonder. Oltre a quella sopracitata con Lalah Hathaway altre collaborazioni eccellenti presenti nel disco sono quelle con il sassofonista Joe Lovano in Can’t Help It e con Algebra Blessett e Lionell Loueke nell’unico singolo finora estratto, Black Gold.

La voglia di ampliare gli orizzonti della sonorità e di mettersi alla prova sono state sicuramente le fonti ispiratrici di questo disco che riesce a mantenere salde le correnti latin-jazz che hanno accompagnato la Spalding in questi anni ma con l’aggiunta di una componente moderna assolutamente predominante che avvolge tutti i dodici brani.

Il risultato è una sorta di pop moderno abbastanza orecchiabile ma molto jazzato.

Non ci sarebbe dunque da stupirsi se quest’album riuscisse a far avvicinare al jazz anche le orecchie più diffidenti.

Il tour è partito il 27 di aprile da Los Angeles ma già il 23 maggio ci sarà la prima data europea a Parigi.

Purtroppo non ci sono date italiane anche se la Spalding ci passerà ad un soffio con le tappe dell’ 8 luglio a Vienne (Francia) e del 22 luglio a Lucerna (Svizzera). Queste sono dunque le opzioni più plausibili per chi volesse farsi ammaliare dalla sua voce e incantare dalla sua bellezza.

Esperanza Spalding feat. Algebra Blessett & Lionell Loueke – Black Gold