zo-caffe_esaurimento_musicastrada

Da Antonello a Luna, sognando Vaticano – Fuoriusciti: “Esaurimento” degli Zocaffè

A volte essere uno dei pochi eletti è veramente un piacere. Prendete un duo, meglio se Antonio Giagoni alla voce, alla chitarra e alla grancassa e Gianmichele Gorga alla chitarra. Mischiate sonorità rock-pop e folk, un pizzico di ballate malinco-romantiche e una spruzzata di sanguigno pulp toscano.

Aggiungete poi una massiccia dose di ironia, qualche goccio di veracità, una manciata di riff ossessivi e soprattutto un’esagerata quantità di immaginifiche parole, illuminate da qualche lampo di genialità. Guarnite con una copertina stilosa e accattivante. Confezionate il tutto e appiccicateci sopra una bella etichetta, meglio se Phonarchia Dischi.

Ecco che avrete tra le mani il terzo disco degli Zocaffè che uscirà caldo caldo il prossimo 23 Settembre, ma sarà anticipato da un gustosissimo antipasto che sarà servito il 6 Settembre e avrà il buon sentore della Luna.

Lasciatevi dire, da chi ha già avuto la fortuna di assaggiare il tutto, che si tratta di un piatto abilmente congeniato, di una sinfonia di sapori musicali davvero ben architettati.

Ma prima di analizzare i pezzi, gli ingredienti che compongono questo piccolo capolavoro, permettetemi di cominciare da un caffè, precisamente un locale bolognese che si trova a pochi passi da via Zanardi molto vivace soprattutto qualche decina di anni fa, quando ha conosciuto i fasti dei live d’autore.

Mi riferisco allo Zo’ Caffè che, guarda caso, è preso come riferimento da una band lucchese, gli Zocaffè appunto, che nel 2012 escono allo scoperto con “Il piglio giusto” e ad un anno di distanza con il secondo disco “Noi non siamo figli”.

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

Il talento onirico-compositivo è già molto evidente, basta ascoltare “Sognando Vaticano” per capire di cosa è capace il gruppo che sublima questa sua immensa capacità di fare del divertente-crudele sarcasmo sulle bellezze e sulle miserie della nostra vita con “Antonello”. Impossibile non canticchiare ossessivamente per un giorno il ritornello dopo averlo ascoltato un paio di volte.

Poi un periodo di pausa ed adesso ecco il nuovo “Esaurimento” di quella band che nel frattempo si è trasformata in un duo con un batterista che si aggiunge all’occorrenza.

Il nuovo disco si apre con “Fenech (pt. 1)”, stupendo, divertente, dolce inno ad una adolescenza turbata dalla presenza della conturbante attrice francese. La tipica tendenza italiana ad autoassolversi è invece il tema forte di “Mi giustifico”, secondo brano con inaspettati risvolti pseudo-romantici. Poi arriva il pezzo che dà il titolo all’album, graffiante, stressante, ma al solito dannatamente divertente: “Esaurimento”. La canzone arriva dritta al cervello e, ovviamente, lo disturba. Tra l’altro per chi avesse in mente Surfin’ Bird dei Trashmen, l’invito è quello di ascoltarsi con attenzione i coretti dl ritornello.

Con “Luna” si cambia decisamente scenario. E’ il magnifico prototipo di una ballata malinco-romantica un po’ folk, un po’ country, un po’ pop, molto sperimentale che scioglie l’ascoltatore già al primo ascolto. Non a caso gli Zocaffè l’hanno scelta come hit da proporre assieme ad un suggestivo videoclip il prossimo 6 settembre sulla piattaforma sentireascoltare.com. Segnatevi la data e buttateci un orecchio forse potrete cominciare a capire.

La metà del disco è scandita da “Tempo”. Anche in questo caso ritmo incalzante, del resto non poteva essere altrimenti, oltre ad una incisiva poetica legata a tutti quei “giorni perduti a rincorrere il vento”.

E se “Caro nonno” ha un incipit davvero amarcord, ma poi si rivela una canzone pimpante sul leitmotiv “si stava meglio quando si stava peggio” o comunque “prima era tutto più chiaro”, ecco che con “Antonio Bento” si va ad ironizzare in maniera feroce su quegli sportivi che, sebbene cresciuti in situazioni di difficoltà, si dimenticano in fretta del loro passato non appena fanno molta grana.

“Prospettive e nostalgie” esplora il mondo femminile e ricorda molto le atmosfere del più ispirato Baccini. Un piccolo cambio di ritmo all’interno del brano e poi un finale assolutamente “fuori” con qualche frase sporca di vino e cantautorato francese.

Ultimi fuochi d’artificio, magari proprio quelli di capodanno, con l’ipnotica “Aline”, mentre a completare “l’esaurimento” torna la solita, immarscecibile, conturbante “Fenech (pt.2)” con tanta ironia post-adolescenziale e un sound perfetto per qualsiasi colonna sonora del più classico film da commedia sexy all’italiana anni ’70.

Insomma un disco completo, divertente, mai banale, con qualche perla vedi il brano che dà il nome al disco, ma anche “Luna”, “Tempo”, la doppia “Fenech” ed altri pezzi da valorizzare ascoltando il terzo disco degli Zocaffè fino all’esaurimento!

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine17 Agosto 2012
    Dalla cena al cimitero – Lo sapevate? Curiosità dal mondo della musicaLo sapevate? Curiosità dal mondo della musica: Stephen King e i Ramones A cura di Laura Martini Chi non si è lasciato terrorizzare almeno una volta dallo scorrere dell’inchiostro nero delle pagine di Stephen King? Sarà che era il boom, sarà che io ero particolarmente impressionabile, fatto è che non ho chiuso occhio leggendo It, di cui divoravo pagine e pagine, o le tante altre storie che hanno reso famoso, e assai ricco, questo scrittore del Maine (paese per la maggior parte delle volte citato nei suoi scritti e che a me piace ancora pensare non come un luogo della realtà, ma regione sinistra e popolata da esseri nati dall’immaginazione più terrificante). E che dire di Pet Sematary? Spettrale cimitero di zombie, animali, e non solo, che però ricorderà qualcosa di speciale anche a chi di horror proprio non si interessa, ma di musica punk americana sì. Infatti, quando uscì il film tratto dal libro di King, chi se non i Ramones potevano omaggiare un loro grande fan con una canzone dedicata alla sua storia? “I don’t want to be buried in a pet cemetery, I don’t want to live my life again” cantavano i Ramones passeggiando vaghi in quel Pet Sematary a cui si ispira la canzone. Ed è proprio da Stephen King che parte la storia, perchè lo scrittore era un grande fan del gruppo. Immaginate voi un periodo buio, segnato da perdite di persone care, eccessi di alcol e droga, e soprattutto condito da vagonate di dollari, spezzato dalla voglia di fare qualcosa di originale e straordinario. Quale idea migliore potrebbe venirvi, se voleste conoscere il vostro idolo Dee Dee, del quale si dice King fregasse talvolta il nome per darlo ai portieri d’albergo, se non telefonargli e organizzare un grande concerto a casa vostra, a due passi da Portland, in quella regione del Maine nella quale succedono tante cose strane? Ed è questo che Stephen King fece nel 1984. L’organizzazione andò anche oltre, perchè King chiamò pure i Cheap Trick, altro gruppo di cui era un grande fan, che fecero da spalla ai Ramones, anche se c’è chi dice che fu il contrario. Fatto è che la serata si concluse con un invito a cena esclusivo a casa King, a cui solo i Ramones erano invitati. Anni dopo, nel 1989, quando uscì l’abum “Brain Drain”, la canzone “Pet Sematary” accompagnò l’uscita del film tratto dal romanzo. Mai cena fu più proficua. Ramones – Pet Sematary [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada