Dal doom al folk Svetlana Bliznakova “Tomorrow”

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Foto di Ivailo Sakelariev

Dal doom al folk Svetlana Bliznakova “Tomorrow”

Svetlana Bliznakova detta Sevi, nata a Sofia nel 1983, è una cantautrice e musicista bulgara. Figlia di due insegnanti di storia ha iniziato la sua carriera di cantante giovanissima entrando quando era ancora una bambina di 8 anni nel National Folklore Ensemble Philip Kutev. Ha studiato per due anni canto popolare bulgaro e canto lirico. Entrata all’università di Sofia ha studiato canto operistico e pianoforte. Nel 2003 entra nel mondo del pop rock collaborando col cantante pop Etien Levi e ha iniziato a scrivere canzoni. Dopo frequenti viaggi in Italia ha iniziato a comporre le sue canzoni in italiano.

Nel 2004 vince il primo premio e il premio speciale della giuria al Concorso Nazionale per Cantanti a Sofia e l’anno dopo si aggiudica il primo premio all’International Belozem Festival. Fra il 2005 e il 2010 ha lavorato moltissimo in Italia componendo circa 50 canzoni in italiano e inglese con la collaborazione del cantante e compositore Rally Velinov e più tardi del chitarrista Peter Bratanov. Nel 2010 forma il gruppo hard rock dei Sevi con Valentin Nikolov (batteria), Tania Apostolova (tastiere), Todor Todorov e Valentin Donkov alle chitarre e il fido Velinov al basso. Questa line-up pubblica il singolo Can’t Stand The Pain, dopodichè i due chitarristi vengono sostituiti da Bratanov che va via nel 2011. Nel 2012 entra un nuovo chitarrista Ivan Angelov e il gruppo pubblica il singolo Limited Edition. Nel maggio 2012 il chitarrista Bobby Zasheff sostituisce Angelov e il gruppo pubblica il suo primo LP What Lies Beyond. Il gruppo ha iniziato quindi svariate tourneè in Bulgaria portando in giro il loro spettacolo famoso per il suo approccio teatrale ed esoterico simile ai concerti del gruppo emocore Evanescence. Nonostante svariati cambi di formazione (troppo complicato star dietro a tutti), il gruppo ha pubblicato altri due album The Other Side Of Sevi nel 2013, The Battle That Never Ends nel 2016 e il DVD live Follow Me nel 2019. In parallelo Svetlana ha collaborato negli ultimi anni con Maestro Mistheria (Vivaldi Metal Project), Alexandra Zerner (Opus 1880) e Johnni Gioeli (Song Of Hope). Dismessi apparentemente le vesti e gli orpelli di musicista doom metal per un’immagine più rassicurante di country girl, Sevi pubblica il 18 novembre 2020 il suo primo album solista intitolato Tomorrow con la collaborazione di Velinov, Bratanov, Zerner e Gioeli. L’album è sorprendentemente un album intimista e prevalentemente acustico che si ispira (sorpresa fra le sorprese) alla scena folk americana e britannica anni Sessanta/Settanta.

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Svetlana ruba la scena supportata dal suo timbro vocale che sta a metà fra il soprano spettrale di Sandy Denny e il canto soul di Toni Childs e Phoebe Snow. Il suo cantato razionale e poetico le permette di gironzolare con facilità fra la ballata folk intrisa di nostalgia di Give Me Love impreziosita da un ottimo arrangiamento di archi, il country westcoastiano di The Children That Won’t Be, i folk rock rock squillanti di Another Try e The Gift, la ballata folk autunnale di Jaded e la ninna nanna accorata di I Still Care. Questo programma raggiunge il suo zenith con i folk psichedelici di I Need You e From Dusk Till Dawn. Appartengono invece a territori più soul (ma con base folk) le prove più viscerali di The Prince e Cold Stone Soul mentre la title-track (e primo singolo uscito) paga il suo doveroso tributo al gospel. L’album è in pratica uno zibaldone della variegata scena folk che abbraccia un periodo di vent’anni di musica folk europea ed americana muovendosi fra l’acid folk, il folk pop moderno e la world music in quanto epitome della musica popolare. Detta così Tomorrow potrebbe sembrare un album derivativo ma in realtà l’album è più compatto e completo di quanto potrebbe apparire con almeno un paio di canzoni che meritano una citazione nell’ambito del folk revival. In effetti l’operazione di Sevi insegue ciò che il country rock rappresentò nel corso dell’evoluzione del rock alla fine degli anni Sessanta e poi ancora alla fine dei Novanta: il ritorno a una tradizione di stampo conservatore che si infiltra nei meccanismi di quella che era nata come musica di rottura quando il crollo degli ideali libertari portò ad adeguare il country ai gusti del pubblico rock. Dentro questa logica si tramuta in country prima l’acid rock (con i Grateful Dead di Workingsman’s Dead e American Beauty) e l’hard rock (il terzo album dei Led Zeppelin non assomiglia ai primi due con l’eccezione di Immigrant Song e Since I’ve Been Loving You che era peraltro una cover) e più tardi negli anni Novanta persino l’hardcore (i lavori solisti di Mark Lanegan rispetto ai suoi album con gli Screaming Trees). Tomorrow è stato registrato al Pepinio Records Studio da Peter Bratanov.

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