Dalla Luna alle stalle Shivaree Goodnight Moon

Meteore musicali che, per un breve periodo di tempo e grazie ad un splendido singolo, hanno brillato più del sole, prima di scomparire alla velocità della luce dalla spietata galassia dello star system. Con la rubrica “Via col vento” cercheremo di riacciuffare un po’ di queste “stelle cadenti”.

Se desiderate proporre qualche nome o qualche pezzo da inserire nella rubrica “Via col vento” potete inviare il vostro materiale a questo indirizzo redazione@musicastrada.it

A cura di Roberto Italiani

Quanti cantanti o gruppi hanno fatto una o due canzoni di successo e poi sono ripiombati nel buio da dove sono venuti. Una cosa è certa: belle o brutte che siano certe canzoni rimangono in classifica mesi,  trasmesse e ritrasmesse da tutti i canali mediatici fino allo sfinimento.
Come è successo nel 2000 quando in Italia uscì un singolo che fu il “tormentone” di quel periodo, poi come spesso succedeva negli anni ’80 di colpo non se ne sente più parlare, spariti, dissolti nel nulla.

Che io sappia  il titolo dell’album è uno dei più simpatici e sicuramente uno dei più lunghi che ci sia I Oughtta Give You A Shot In The Head For Making Me Live In This Dump” (“Ti dovrei sparare un colpo in testa dato che mi fai vivere in questa topaia”) ma non era importante ricordarsi il nome del disco quanto il titolo di una canzone che esso conteneva: Goodnight moon”.

Ve la ricorderete di sicuro dai (what shaould I do I’m just a little baby,  what if the lights go out, and maybe, and then the wind just starts to moan, outside the door he followed me home, so goodnight moon)  perché fu lanciata dalla pubblicità di un orologio Breil e successivamente ebbe un tale successo che ci fu un martellamento continuo nelle radio e anche nelle discoteche, infatti uscì anche in versione remix adatta per essere ballata, con il risultato che certe canzoni alla fine o te le fanno amare o te le fanno odiare: ecco personalmente io non ne potevo proprio più; ero in overdose di Goodnight moon!

Questo pezzo fece la fortuna degli Shivaree facendogli vincere dischi d’oro negli USA, apparizioni, concerti, interviste e la permanenza al top delle classifiche per molto tempo.
Gli Shivaree sono americani e si sente, il loro sound richiama quei locali che si vedono nei film degli anni ’50 dove potevi gustare un buon whiskey avvolto dal fumo delle sigarette ascoltando su di un palco di legno il classico gruppetto, pianista da una parte e lei, in mise nero alla Chanel di metà secolo scorso, che canta con un filo di voce avvolta da un velo di tristezza e passione.

Goodnight moon racchiude tutto questo: sensuale, ombrosa e distaccata e in più quel video sensuale passato un milione di volte su “videomusic” dove lei cantava con i pollici infilati nei jeans. Insomma un hit che fece diventare gli Shivaree i numeri uno del 2000.
Poi di solito quando un disco fa il botto come questo uno si aspetta che anche il secondo sia di pari livello, e invece il seguente “Rough Dreams” del 2002 non se lo fila proprio nessuno perché non contiene un’altra Goodnight moon e anche perchè non beneficia di alcuna promozione da parte della casa discografica.

Ci riprovano nel 2005 con “Who’s got troube”, un disco dalle sonorità distintamente anni ’50 ma anche questo passa inosservato. E così gli Shivaree di Ambrosia Parsley vengono accantonati in un angolino dalle case discografiche e di conseguenza i loro lavori spariscono dagli scaffali dei negozi. Il destino di Ambrosia & Co. è evidentemente legato a Goodnight moon un’autentica meteora dell’anno 2000; di loro rimarrà solo quel tormentone che fece cantare e ballare mezzo mondo e anche  tutta l’Italia in quell’estate.

In una intervista che vidi in tv qualche anno fa Ambrosia diceva: “Neanche gli ultimi due dischi sono riusciti sfondare. Ma a me sta bene così. Spero che gli Shivaree continuino a suonare così bene anche senza ricevere consensi dal mondo commerciale.” Contenta lei.

Shivaree – Goodnight Moon