Di fronte al muro, sotto il lato oscuro della luna – Io c’ero: Pink Floyd The Wall Live Orchestra alla Cittadella del Carnevale di Viareggio

Io c’ero: Pink Floyd The Wall Live Orchestra alla Cittadella del Carnevale di Viareggio

A cura dello Spa

(Foto a cura di Alessandro Casalini)

Il Vostro Affezionatissimo, sopravvissuto esclusivamente per istinto di conservazione della specie alla liquefacente calura di questo rovente agosto, ha pensato bene di ripararsi all’ombra di un gigantesco muro, eretto a tempo di record nei pressi della Cittadella del Carnevale di Viareggio.

Arrivato in perfetto orario svizzero nella città più burlesca d’Italia, il Vostro Affezionatissimo non ha potuto fare a meno di notare un infinito carosello di autovetture “ch’io non averei mai creduto che mondiali case costruttrici tante n’avessero vendute”. Incolonnate ed ordinatamente posteggiate negli appositi spazi (e non solo) davano l’idea del poderoso afflusso di aspiranti spettatori che l’evento ha richiamato.

1.400 anime di fronte ad un muro, tra cui il Vostro Affezionatissimo, e comodamente sedute sotto il lato oscuro della luna come del resto preannunciava sommessamente l’imponente truppa di amplificatori schierata sul palco. Monumentale è l’aggettivo giusto per descrivere in successione l’immenso e confortevole spazio della Cittadella del Carnevale, l’incredibile platea che si agitava in attesa dell’inizio del concerto, i protagonisti che di lì a poco si sarebbero cimentati nell’epica impresa di riproporre la colonna sonora di un film leggendario come The Wall, ovvero (in ordine di apparizione) l’orchestra diretta da Simone Giusti, la band di Massimiliano Salani, 8 formidabili coristi, il coro nero (quello composto da cantanti di nero vestiti) e quello delle voci bianche (formato da veri e propri bambini e da adolescenti) che si sarebbero manifestati all’abbisogna sul fondo palco sfruttando utilissimi microfoni panoramici.

Dopo una sommaria indagine era evidente che l’unica cosa sottodimensionata rispetto alla portata dell’evento risultava la panineria-mobile del venditore di bibite e stuzzicherie letteralmente preso d’assalto prima del concerto e, come il Vostro Affezionatissimo ha avuto modo di verificare, assolutamente sprovvisto di generi alimentari e pozioni dissetanti (ad eccezione di ettolitri di the) a fine serata.

Qualche bel gioco di luce e la magia comincia. Non serve certo la scaletta (anche perchè posso sbirciare in quella della carinissima e simpatica collega seduta a fianco del Vostro Affezionatissimo) per riconoscere “In the Flesh?”.

“Pink è rimasto in albergo” chiarisce uno degli 8 cantanti che a un certo punto, come da copione del geniale brano di Waters, si domanda “ma chi ha fatto entrare tutta questa marmaglia?” (“Who let all this riffraff into the room?”) e alla fine, tanto per ribadire la sua gentile predisposizione nei nostri confronti, conclude l’intro intonando “If I had my way, I’d have all of you shot” (“se fosse per me vi farei fucilare tutti”). Il pubblico annuisce e naturalmente applaude estasiato. E’ cominciato il “pazzesco” isolamento schizofrenico di Pink (alias Syd Barret?) che, tra filmati, contributi sonori e luci ad effetto, tocca il suo apice nella versione (con coro bianco afono per problemi di volume, a dire il vero…) di “Another Brick in The Wall Parte II”, nella struggente “Mother”, nell’allucinata “Empty Spaces”, fino a commuovere con l’emozionante “Goodbye Cruel World” che chiude la prima intensa parte del concertone.

Nell’intervallo, il Vostro Affezionatissimo, avrebbe certamente potuto dirvi che questa azzeccatissima rock-concert-opera riesce ad armonizzare alla perfezione il suono pulito e meno invadente di un’orchestra d’archi, fiati e percussioni, autorevolmente diretta da Simone Giusti, a quello più rude ed entrante di “The Machine” ovvero la band composta da Massimiliano Saliani (piano e tastiere) Giacomo dell’Immagine e Giampiero Morici (chitarre), Stefano Bellandi (batteria) e Cristophe Vallet (basso). Inoltre il Vostro Affezionatissimo, sempre in attesa della ripresa della seconda parte del concerto avrebbe potuto mettervi al corrente del fatto che “Pink Floyd: The Wall – Live Orchestra” è una produzione Rock Opera sostenuta dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e da Cluster (Associazione Culturale Lucca Compositori Europei).

Sfortunatamente essendo sprovvisto di tutte queste informazioni, gelosamente racchiuse nel libretto in cui era custodita anche la preziosa scaletta del concerto, il Vostro Affezionatissimo può ragguagliarvi solo sul fatto che la fila nei pressi della panineria-mobile era davvero sconcertante, tanto da scoraggiare anche clienti dall’aplomb inglese.

Poco male perché dal palco arriva un inconfondibile “Hey You”. Ci stanno chiamando. Ci possiamo rituffare dentro la rock-concert-film-opera. “Is There Anybody Out There?” si domanda uno dei bravissimi coristi. Sì, ci siamo. Siamo dentro quella piacevolmente insensibile “Comfortably Numb” intonata da coro e orchestra. In assoluto il brano più riuscito, quello che ha fatto sbroccare i fan più sfegatati e rabbrividire anche il Vostro Affezionatissimo. Dopo questa performance tutto appare in discesa, la corsa all’impazzata di “Run like Hell”, l’attesa per l’arrivo dei Vermi “Waiting for the Worms”, il definitivo BASTA di “Stop” ed infine la dolce uscita al di fuori del muro “Outside the Wall”. Nessuno è più isolato, anzi sono tutti in piedi ad applaudire il coraggio e la messa in scena della soundtrack di un film immortale ispirato da un concept-album che ha fatto la storia della musica.

Gli applausi sono meritati e scroscianti, i fan più accaniti sono in visibilio ed il bis di “Another Brick in the Wall” arriva salvifico e iper-partecipato a chiudere una serata di due ore di grande musica.

Per la cronaca, il Vostro Affezionatissimo, adeguatamente scortato ed aiutato dalla simpatica e comprensiva collega sovracitata, riesce ad acciuffare in extremis il libretto della serata, grazie al quale può rivolgere i suoi più sinceri complimenti a Lauro Bernardoni, Fabrizio Checcacci, Matteo Giusti, Saverio Guerrini, Stefano Pardini, Manuela Bollani, Alessia Ferrari e Samuela Salani (ovvero gli 8 cantanti del concerto) ed a Emiliano Galigani (regista dell’evento).

Con un sapore di the alla pesca sulle labbra e la strana consapevolezza di dover scroccare un passaggio per tornare a casa, il Vostro Affezionatissimo saluta i resti del muro e la confortevole Cittadella del Carnevale di Viareggio con la segreta speranza di poterci tornare, anche per scherzo.

 Il Vostro Affezionatissimo,

Spa

Pink Floyd (The Wall) – Confortably Numb