Di musica, natura e naturalezza – Quelli che la Strada: Il Concerto del Coro dei Minatori di Santa Fiora a Montecastelli Pisano

Quelli che la Strada: il concerto del Coro dei Minatori di Santa Fiora a Montecastelli Pisano

A cura di Veronica Croccia

Domenica 5 Agosto 2012. Ore 23.00. Montecastelli Pisano.

Seduta sul muretto con una vista mozzafiato. Seduta ad assaporare la vita. Io seduta a osservare.

Le distese sconfinate nascoste dal più cupo buio, il canto delle cavallette e dei grilli in sottofondo, la percezione quasi illusoria degli innumerevoli insetti e degli uccelli che mi circondano senza  mostrarsi. In mezzo a tutto ciò una luce. E’ la Rocca Sillana che spicca ed emerge vincente e audace, quasi a volerci inviare un’ancora di speranza, come una macchia gialla che rende viva una monocromatica tela o una piccola goccia disorientata dispersa in mezzo al vuoto che riesce da sola a inondare l’aridità dei campi e ne fertilizza così gli animi.

E poi Il Coro dei Minatori di Santa Fiora a due passi dalle mie orecchie: la ciliegina sulla torta.

Il coro, che ha seguito Simone Cristicchi nella sua tournée nel 2009 come gruppo di accompagnamento e ha partecipato sempre con lui a numerose trasmissioni televisive, adesso si trova qua nell’incantato paesello in Val di Cecina, al di fuori del tempo e dello spazio, a narrarci con le loro voci le loro “storie”.

Così nel contesto più adatto, nella situazione più naturale, nel paesaggio più calzante si susseguono canti popolari e tradizionali provenienti da Santa Fiora e dalle località minerarie del Monte Amiata. Canti che rispecchiano uno stile di vita semplice e genuino, come quello che Montecastelli ci trasmette, l’allegria si diffonde e si insinua in tutti i presenti, anche nei più scettici.

L’ironia, la semplicità, la leggerezza, la tranquillità, l’armonia con tutto ciò che sta intorno è sempre più consistente e presente: canto dopo canto, monologo dopo monologo, battuta dopo battuta.

Ed è così facile sentirsi in pace se stessi, è tutto così naturalmente “naturale”.

Tutto si incastra, tutto si sovrappone, tutto sfuma dolcemente da una tonalità alla successiva senza sgarbo né stridore. Come un quadro dove le note fanno da tempere e i soggetti sono le danzanti sensazioni.

Un’apoteosi di felicità che ti immerge magicamente nella natura e ti permette di entrare in comunione con l’armonia che permea la stessa, come parte unica e indispensabile di essa.

E ti senti un piccolo pezzo di puzzle straordinariamente e impensabilmente perfetto.

E adesso…devo proprio svegliarmi?

Il Coro dei Minatori di Santa Fiora – Tu la Vedessi