Distruggi il male e va! Ascesa e discesa del “Goldrake” Caraturo

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Distruggi il male e va! Ascesa e discesa del “Goldrake” Caraturo

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A cura di Roberto Italiani

Questa è la triste storia di un ragazzo del ’72 napoletano di nome Alessio. Alessio è un musicista e cantautore che cerca di sfondare del difficile mondo della musica. Alessio è anche però un amante dei cartoni animati anni 70 (chi non lo è essendo stati bambini negli anni 70..), e in particolar modo di Goldrake, mitico eroe dell’omonimo anime giapponese.

Cosi un giorno imbraccia la sua chitarra ed inizia a canticchiare la sigla dandogli un’impronta onirica, lenta e molto intimista. Ed il pezzo eseguito con quella chitarra acustica e gli archi funziona benissimo tanto è che il risultato che ne esce è assolutamente emozionante. Così pure il video, con quel nostalgico bianco e nero dove si intravede appena la sagoma di Goldrake che sorvola in modo rassicurante la città.
Il pezzo esce a giugno 2004 e conquista subito il disco di platino con 20.000 copie rimanendo per più di 2 mesi nella top 5. Certo, gli autori e gli arrangiatori non sono mica dei pincopallino qualsiasi, parliamo di gente del calibro di Vince Tempera, Luigi Albertelli e Massimo Luca.
Alessio ne approfitta subito per fare uscire il suo disco dove inserisce questa hit popolare come traino per le vendite, ma ahimè non se lo fila nessuno. Insomma a rimanere ai posteri è solo questa cover, chiamiamola così del celeberrimo cartone.

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Lo sconosciuto in questione è Alessio Caraturo ( che in effetti è Carraturo con 2 R, ma nella lettera che lo invitava ad un provino di una casa discografica c’era scritto Caraturo per errore ed è rimasto così per tutti) e non è affatto un principiante scarso anzi, il suo album di esordio “Ciò che desidero” rispecchia un fresco cantautorato pop che evidentemente non è abbastanza ruffiano da attirare l’attenzione della radio e dei media i quali preferiscono tormentoni idioti e canzonette facilone.
Cosa aggiungere di più, sarà che io sono un po’ come Alessio; un nerd nostalgico dei vecchi cartoni animati. Ma si sa, questo e gli altri robottoni sono un po’ i simboli di un’intera generazione che ora si lascia trasportare dalla nostalgia ricordando di quando da bambini aspettavamo impazienti che iniziasse un’altra puntata.
“Va’, distruggi il male, va’”.

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