Down Under Punk – Band a confronto: Radio Birdman e The Saints

Band a confronto: Radio Birdman e The Saints

A cura di Alfredo Cristallo

Il punk si è sviluppato in Australia con caratteristiche che riflettono il paradosso di una società del benessere con un passato troppo recente che non ha mai studiato o elaborato. Benché storicamente assimilabile agli USA (multietnicità, mito della Frontiera, progresso tecnologico, iperliberismo e alto tenore di vita), l’Australia, non si è mai confrontata con i modelli europei (come gli USA), ma è rimasta una nazione di coloni interessata a sviluppare la propria industria.

Nella storia australiana non ci sono state guerre d’indipendenza dalla madrepatria (il Capo dello stato è la Corona britannica), o guerre civili, né movimenti di contestazione (il primo è stato quello ecologista di fine anni ’80), ma solo un costante arroccamento nel proprio isolamento. Gli unici termini di raffronto per la civiltà australiana sono quindi l’immensità del territorio spesso desertico (perlopiù inesplorato quindi remoto) e la civiltà aborigena più antica (di 40.000 anni) spesso non compresa (o distrutta) ma che resiste comunque ai tentativi di assimilazione. Quindi ogni espressione artistica  nasce dal confronto (o dalla mancanza di) fra uomo e territorio e/o fra civiltà egemone e civiltà dominata.

Di fatto il down under punk non esprime affatto ribellione generazionale, protesta politica o rottura di modelli sclerotizzati ma semplicemente lo sfogo di una violenza repressa.

Ad ogni modo tutto cominciò nel 1976 con i Radio Birdman, i capostipiti del genere. Formatisi a Sidney dall’incontro fra Rob Younger (voce) e Deniz Tek (chitarra), si misero in luce con l’EP  Burn My Eye con le travolgenti e minacciose Smith And Wesson Blues e Burned My Eye. Tek proveniva dall’area di Detroit e portò in eredità la selvaggia e orgiastica violenza di Stooges e MC5. Forte di questo background (da cui la cover di TV Eye), il loro primo LP Radios Appear (1977) infila un anthem dopo l’altro mescolando con assoluta naturalezza il punk d’antan (Hand Of Law, New Race, Non Stop Girls), il garage (Hit Them Again), il surf (Aloha Steve And Danno), il rock’n’roll più frenetico (Do The Pop, Murder City Nights, What Gives) e perfino rintocchi Doors (Man With Golden Helmet). L’unione di diversi generi creò un milieu classico che influenzò tutto il punk aussie del decennio successivo. I primi a copiare i Radio Birdman furono loro stessi, concedendo il bis con l’album Living Eyes (1981) con i grandiosi inni di 455 SD, Iskender Time, More Fun, Hangin’On (con un tocco vampiresco in più) ma ricco anche di influenze morriconiane (1094, la fatalista Time To Fall) e arabe (Alien Skies); precorsero addirittura la psichedelia locale con Crying Sun. Sciolto il gruppo Younger e Tek rimasero fedeli alla linea prima con i New Race (con l’ex Stooges Ron Asheton!) e poi con i New Christs.

La loro controparte di Brisbane furono i Saints di Ed Kuepper (chitarra) e Chris Bailey (voce) che esordirono con il boogie di This Perfect Day e la sguaiata Do The Robot (1976). Il successo arrivò l’anno dopo con il leggendario LP di debutto I’m Stranded che li impose all’attenzione del pubblico giovanile. Quasi come i Radio Birdman, anche i Saints rispolverarono l’intero arsenale melodico proveniente dagli USA con l’hard rock di Detroit in testa (Nights In Venice, la title-track) e aggiungendovi una considerevole spruzzata di Ramones dai quali prendevano lo spirito incendiario e la velocità supersonica (Erotic Neurotic, Demolition Girl), e una spolverata dei Rolling Stones più casinari (No Time); fa quasi effetto in tanto frastuono una ballata dylaniana come Messin’ With The Kid. Il gruppo rimase fedele allo stesso programma nel secondo LP Eternally Yours (1978) con le galoppate di Misunderstood, Lost And Found, e Run Down sebbene qua e là i loro punk al fulmicotone mimetizzino una svolta verso il R’n’B (Memories Are Made Of This, Know Your Product stile Fleshtones), completata nel terzo e ultimo LP Prehistoric Sounds (1978). La vicenda di Radio Birdman e Saints è forse minore (fuori dal continente sono poco conosciuti e ancor meno ricordati), ma indicativo della tendenza del rock e poi del punk australiano a copiare generi esteri, sintetizzarli in maniera forse non originale ma indicativa della rabbia repressa che cova nella società australiana.

Radio Birdman – New Race The Saints – This Perfect Day