Dudu Manhenga dallo Zimbabwe una cantante impegnata per i diritti delle donne

di Andrea Lanini (scarica da qui il pdf dell’articolo) foto di Francesco Bianchi

Abbiamo intervistato Dudu Manhenga, l’artista africana che suonerà al Montopoli jazz Lunedì 18 Luglio con Max de Aloe. Dudu è anche un’attivista politica per i diritti delle donne. E’ attiva nel AWIPAZ (Association for Women in Performing Arts in Zimbabwe ) e nel FLAME (Female Literary Arts Music Enterprise) oltre ad essere stata recentemente nominata membro consigliere nel Ministero dell’educazione, sport, arti e culture del National Arts Council dello Zimbabwe.

Due parole per presentarti al pubblico italiano: parlaci della tua terra. lo Zimbabwe, delle tue radici culturali, della musica che ti ha fatto crescere…

Lo Zimbabwe è una grande nazione, piena di risorse e soprattutto pacifica e sicura, anche se stiamo avendo molti cambiamenti economici perché le persone faticano a sopravvivere giorno per giorno, situazione ancora peggiore per le donne, storicamente e culturalmente svantaggiate, che difficilmente accedono a prestiti per iniziare attività di qualsiasi genere, Le mie radici culturali sono profondamente legate alla città dove sono nata, Matabeleland Bulawayo. Come ragazza di Matabele sono stata incitata ad essere orgogliosa di me stessa e a lavorare duro per affermarmi. Questo spirito di indipendenza mi ha aiutato a crescere e a diventare una persona molto coraggiosa Musicalemnte sono cresciuta con tutta la musica tradizionale di Matabele e del Sud Africa e con artisti come LETTA MBULU,THEMBI MTSHALI,DOROTHY MASUKA. Sia mio padre che mia madre sono amanti della musica e ad ogni evento familiare eravamo splti festeggiare intonando cori. Ricordo anche che mio padre, quando ci faceva visita, suonava la Mbira…la musica è sempre stata nel mio sangue

Il tuo impegno al fianco delle donne, la tua lotta in difesa dei loro diritti: come nasce questo percorso? Cosa ti ha insegnato, e cosa ti sta insegnando, questa esperienza? Quali sono, in questo ambito, le personalità che hai avuto modo di avvicinare e conoscere, quelle da cui senti di aver imparato qualcosa di importante da trasmettere agli altri?

E’ tutto iniziato dalla necessità di proteggere mia madre da mio padre, una eprsona molto violenta. Quando poi ho fatto il mio primo CD, nel quale tratto anche di questo tema, un sacco di donne sono venute da me per raccontarmi la loro storia di violenza, ognuna diversa ma accomunate dai maltrattamemni e dall’imposibilità di difendersi. Ed è triste che molte generazioni di donne abbiano avuto la stessa storia ed ancora più incredibile che le giovani donne devono affrontare gli stessi abusi. La comunità tutta dovrebbe combattere contro gli abusi sulle donne; sono loro uno dei pilastri dell’economia mondiale. Le donne fanno nascere i bambini, li educano e si prendono cura di loro e necessitano quindi di ogni genere di aiuto Nella mia lotta quotidiana per i diritti delle donne mi ha aiutato molto mia madre che mi ha sempre ricordato che non è importante dove sei adesso, ed anche se sei in difficoltà è importante concentrarsi sull’obbiettivo che vuoi raggiungere. Il potere di cambiare è nelle nostre mani. Prendo molta ispirazione anche dai proverbi della Bibbia. Ce n’è uno che ice che un buon nome può valere più dell’oro e di tutte le ricchezze. Avere una buona reputazione è importante per conquistarsi il rispetto per le prossime generazioni

Le tue considerazioni su ciò che sta succedendo nel Nord Africa, su questo “vento democratico” che sta scompigliando uno status quo che, fino a ieri, sembrava incrollabile. Dove porteranno questi cambiamenti? Cosa ti aspetti dal popolo africano? E cosa gli auguri?

I cambiamenti sono i benvenuti, è tempo per l’Africa di risolvere i propri problemi. Siamo stati sfruttai per troppo tempo, non possiamo più accettarlo. Spero inoltre che quello che sta succedendo in Nord Africa sia di ipsirazione anche per il resto della popolazione africana, che possano vedervi il cambiamento che sta arrivando

Il tuo concerto per Musicastrada: raccontaci qualcosa della collaborazione con Max, della musica che fate insieme. Cosa significa, per te, trovarti di fronte a un pubblico per trasmettergli emozioni?

E’ bello collaborare con un grande musicista come Max. Il nostro incontro in Zimbabwe è coinciso con la nostra collaborazione e la nascita di un’amicizia. La nostra musica sarà un interscambio di influenze reciproche. Il nostro repertorio con il tocco di max e viceversa. Stiamo creando qualcosa di veramente nuovo! Esser di fronte al pubblico per me non è scontato, è un’opportunità che ho deciso di sfruttare al meglio per dargli un significato. Ogni volta che ho un pubblico di fronte mi assicuro che entrino nei miei sentimenti e che mi aiutino a trasmetterli al meglio. Mi ritengo fortunata ad essere in quella cerchia di persone che hanno l’opportunità di esprimere le proprie opinioni ad un pubblico. Essere una artista mi dà l’opportunità di influenzare il cambiamento di comportamento nella gente. Questa è la vera missione della mia vita…