E' davvero arrivato il loro tempo? Fucina 28

E’ davvero arrivato il loro tempo? Fucina 28

Le Band che colpiranno la nostra attenzione saranno oggetto di un articolo nella rubrica Saranno Famosi? Saranno Famosi? Fucina 28 è un gruppo di Pisa nato nell’inverno del 2011 in un contesto conviviale di cene fra amici.

fucina 28In questa occasione Pietro Giamattei (chitarra, voce) fa ascoltare ad alcuni suoi amici  brani e melodie composte negli anni precedenti. Poco dopo li ritroviamo a casa di Pietro al civico 28 di una strada di Pisa a provare questi brani, a decidere di formare un gruppo, a fare i primi concerti. La formazione iniziale comprende oltre a Pietro Giamattei (che cambia il suo nome in Peter Kuntz), Vito Pietrapertosa (chitarra ritmica), Ornella Varvaro (basso), Michele Matula (batteria).

L’altra scelta importante è quella dell’autoproduzione e dell’autopromozione che ha svincolato il gruppo dalle pastoie di qualsivoglia eterodirezione nelle scelte artistiche. Nel luglio 2012 incontrano Giacomo “Lupo” Luporini fonico e proprietario dello studio di registrazione La Tana del Lupo a Lucca: quello che era un progetto ancora ipotizzato nelle cene fra amici, registrare un album, comincia a prendere forma e a diventare realtà nella Tana del Lupo.

Le prove durano da Settembre ad Ottobre 2012, Simona Tarantino sostituisce Michele alla batteria e il 28/12/12 esce “E’ Arrivato Il Tempo” corredato da un pregevole artwork di Alessia Bicocchi che riprende temi pittorici di Aubrey Beardsley.

Nel Gennaio 2013 Omar Bresciani, con un passato di tenore lirico, comincia a collaborare con  la band, esibendosi in un paio di live. Ma qual è la consistenza e la grana del manufatto di Fucina 28?

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Propulsa dalle progressioni raga delle due chitarre, infarcite dal jingle jangle cromatico di Giamattei, il sound dei Fucina 28 è un quarzo scheggiato, un happening di dissonanze astutamente feroci. Il gruppo cita certamente come fonte d’ispirazione i Verdena e i Marlene Kuntz (dei quali riprendono il sound volutamente deflagrante), d’altra parte a me ricordano l’energia celestiale, compatta e densa degli Echo and The Bunnymen.

Come per il gruppo di Liverpool, la musica dei Fucina 28 sembra un diagramma rock, un’elettrizzante dimostrazione delle possibilità di struttura, energia e tensione; come per i Bunnymen non cambiano le fonti di strazio (il senso sfiducia, dubbio, angoscia, tradimento, potenzialità svanite e bloccate che costantemente riappare nelle loro liriche) esattamente come rimane sempre espresso un desiderio di luminosità. Sospesi sul confine fra un dark punk che retrocede al noise duro e puro (Indie Crack, l’Incostanza) e un post punk purificato (La Differenza) con reminiscenze di trascendenza anni Sessanta (la trenodia velvetiana di Sotto Quel Cuscino), i brani sono un campionario semiotico di vari generi molto anni Ottanta: dal pow wow con cadenze circolari della title-track, ai garage-punk di Presidente e Isn’t Too Late To Reaching The Night al voodobilly crampsiano con staffilate hard e armonie atmosferiche di Volo In Faccia.

Nel complesso un buon album (forse da sviluppare di più le parti strumentali dove la band ha larghi margini di miglioramento) che Fucina 28 ha portato in tourneè in Italia durante il 2013 e l’inizio di quest’anno. Il gruppo è stato anche protagonista di primo piano degli eventi multimediali Torino Rock e Sensibilità e Bellezza tutt’ e due a S. Lorenzello nella valle Telesina (Settembre 2013 e Gennaio 2014) e il prossimo 14 Marzo 2014 salirà sul Palco del Lumiere a Pisa. Una ghiotta occasione per ascoltarli “live”.

In bocca al lupo Fucina 28!

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