Fausto Pirito una vita sulle strade della musica I Nomadi la solidarietà e il Nuovo Millennio

di Fausto Pirìto (scarica da qui il pdf dell’articolo)

Seconda parte

Musica & solidarietà
Grazie al buon nome che ci eravamo fatti, io e Ronzani venimmo eletti rispetivamente presidente e vice presidente del Gruppo Giornalisti Musicali, in pratica l’associazione dei critici del Centro-Nord Italia. Forti di questo nuovo incarico, alle fine del 1992 decidemmo di mettere il nostro potenziale di comunicazione al servizio di cause per noi giuste. Così, un amico come Gianni Maroccolo dei C.S.I. decise di registrare un cd della collana “Frammenti” dedicandolo alla lotta per la libertà del Tibet e al rispetto dei diritti umani nel Paese delle Nevi. Da quell momento, e per tuti gli Anni 90, riuscimmo a organizzare una trentina di concerti a favore della “causa tiebatana” in collaborazione con l’Associazione Italia-Tibet, di cui ero diventato consigliere nazionale e responsabile dell’ufficio stampa.

Una ulteriore svolta si verificò per me sempre alla fine del 1992. Il 7 ottobre morì Augusto Daolio dei Nomadi. Io lo avevo conosciuto grazie a Renzo Maffei. Renzo, pontederese, compagno di avventure di vecchia data, era stato protagonista delle lotte operaie degli Anni 70, sempre sulle barricate, in mezzo a tutte le battaglie politiche di quei tempi, guerriero a difesa della libertà, dei diritti umani. Fra le sue tante iniziative c’era anche “Salaam Ragazzi dell’Olivo”. Renzo mi parlò, con lo slancio che lo caratterizzava, di quella Associazione che lui aveva creato per aiutare i bambini palestinesi nei territori occupati da Israele e del sostegno che Augusto Daolio aveva dato alla fine degli Anni 80 a “Salaam” scrivendo una canzone dedicata a questo tema, poi pubblicata come singolo. Da parte mia, visto che con il giornalismo ho sempre cercato di dare voce a chi non ne ha, di far parlare i fatti e le cose intorno a gente che altrimenti non avrebbe l’opportunità di farsi ascoltare, pensai che quella sarebbe stata un’occasione buona per tutti: per “Salaam”, per i Nomadi che avevano perso il loro leader con il rischio di scomparire dalla scena musicale, per me che così potevo dare un senso compiuto al mio metiere. Decisi allora di contattare Beppe Carletti, il tastierista e co-fondatore del gruppo emiliano, proponendogli di lanciare il Premio “Tributo ad Augusto” con l’appoggio del Gruppo Giornalisti Musicali. Una manifestazione che, per non far dimenticare Daolio, di anno in anno avrebbe assegnato a un personaggio, protagonista della musica italiana, una Targa e una somma di denaro da destinare ad Associazioni umanitarie. Decidemmo di “coinvolgere”, con una certa incoscienza ma con un ritorno d’immagine sicuro, l’allora astro nascente Jovanotti e l’operazione prese il via.

Sono passati vent’anni da allora e il “Tributo” è diventato un appuntamento che tutti gli anni, intorno al 18 febbraio, data del compleanno di Augusto, richiama a Novellara, vicino Reggio Emilia, oltre 10mila persone. Fra gli artisti premiati nelle prime edizioni: 99 Posse, Agricantus, Litfiba, Massimo Bubola, Samuele Bersani, Daniele Silvestri e, in questi ultimi anni, Elisa, Roberto Vecchioni, Ligabue, Zucchero, Biagio Antonacci… L’anno prossimo celebreremo il ventennale e già stiamo lavorando per questo.

Grazie al “Tributo” cominciò anche il mio girovagare nel mondo al fianco dei Nomadi. L’idea era semplice: in nome di Augusto, decidemmo di portare con la musica un messagio di partecipazione e solidarietà a popoli e situazioni sociali “dimenticati” dalla storia e dalle cronache. Dal 1993 al 1999 facemmo tappa con concerti e manifestazioni in Cile (“gemellati” con gli Inti Illimani), Cuba, India (dove incontrammo il Dalai Lama del Tibet), Palestina (a Gaza fummo ricevuti nel suo “bunker” dal presidente Arafat), Chiapas (con noi venne anche Jovanotti), South Dakota, Perù, Marocco e Albania. Intorno a tutte queste esperienze, nel 2000 pubblicai un libro intitolato “In viaggio con i Nomadi – 7 anni on the road” (Giunti Editore): il mondo con tutti i suoi problemi è il grande paesaggio sullo sfondo di questo libro, un tuffo ai quattro angoli del pianeta, un “diario di bordo” con i piedi piantati a terra ma con la testa ancora piena di ideali. Un’ultima annotazione: nel 1995, grazie alla disponibilità della casa discografica dei Nomadi, facemmo uscire il cd “Tributo ad Augusto” che raccoglie le cover dei successi del gruppo emiliano interpretate da Alice, C.S.I., Dennis & The Jets, Teresa De Sio, Gang, Inti Illimani, Ligabue, Modena City Ramblers, Gianna Nannini con i Timoria, Elio Revé y Su Charangon ed Enrico Ruggeri. Francesco Guccini, perla fra le perle, accettò di partecipare concedendoci una sua versione d’epoca di “Noi non ci saremo” cantata con i Nomadi. L’operazione andò bene: oltre 100mila le copie vendute e un risultato economico non trascurabile. Dei 150 milioni netti guadagnati, 50 andarono a “Salaam Ragazzi dell’Olivo”, 50 ai bambini tibetani nati in esilio in India e 50 ai “moleques de rua” di San Paolo del Brasile.

Il nuovo Millennio
Da una decina d’ anni a questa parte, le cose sono cambiate. La musica “raccontata” dai magazines ha sempre meno spazio e credibilità; da quella “suonata”, per la verità, mi sono lasciato coinvolgere un po’ meno. Così, dopo un’esperienza triennale come garante artistico del “BresciaMusicArt” (il festival della “contaminazione fra le arti” ideato da Omar Pedrini, ex leader e chitarrista dei Timoria), nel 2003 ho lasciato “Tutto Musica & Spettacolo” e sono tornato a occuparmi di tv e dintorni. Se a questo aggiungete l’attuale scenario imbarazzante della stampa italiana, forse giustificherete il mio essermi “tirato fuori” dalla professione. Nel corso di questo ultimo anno ho scritto “a quattro mani”, con un giornalista molto più giovane di me, un libro su Vasco Rossi e la sua attività “live” dalla fine degli Anni 70 a oggi (sarà pubblicato a metà giugno ancora per Giunti Editore). Infine, con l’appoggio di Franco Battiato, mi sto occupando della ipotesi di costruzione di un villaggio-monastero buddista nei dintorni di Pomaia (il primo in Europa sullo stile di quelli tibetani): un’operazione impegnativa che potrebbe andare in porto entro il 2020! Dunque, di cose e di idee ne ho ancora tante in testa, e “il tempo ora è dalla mia parte”! Infatti, dalla primavera del 2010 sono in regime di “fine vacanza mai” (la parola “pensione” la lascio ai poveri di spirito): mi sono buttato Milano alle spalle e ora vivo di nuovo in pianta stabile a Pontedera, godendomi un pezzetto di terra sulle colline di Palaia e, di tanto in tanto, facendo viaggi per puro piacere. Certo, mi mancano le notti “azzardate”, l’atmosfera dei “backstage”, la frequentazione di amici-artisti che continuano le loro avventure. E chissà, l’aver incrociato di nuovo sulla mia rotta Andrea Lupi e “MusicaStrada” potrebbe essere l’occasione per rinverdire uno stile di vita che, in ogni caso, a me ha già dato le soddisfazioni che cercavo. Buona Musica a tutti!

FAUSTO PIRITO

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