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Pistoia Blues Festival alla soglia dei quaranta ma sempre sulla cresta dell’onda

Ha l’aspetto giovanile di James Blunt e l’esperienza di Graham Nash, la voce di Mark Lanegan e la storia di Steve Hackett. Il Pistoia Blues Festival apre nuovamente i battenti e seppur alla soglia dei 40 anni “suonati” (è proprio il caso di dirlo), presenta un cartellone da urlo che non mancherà di appassionare tutti gli amanti della buona musica.

E come antipasto della kermesse vera e propria il 4 Luglio al Teatro Manzoni per la rassegna “Road to Pistoia Blues” sarà di scena un’icona della musica mondiale: Graham Nash. 

Cantautore e leggendario chitarrista del rock/blues americano, Nash vanta numerose canzoni di fama interplanetaria composte nell’ultimo mezzo secolo, prima con gli  Hollies e poi con David Crosby e Stephen Stills (il trio CSN, resta uno dei più apprezzati gruppi del panorama rock mondiale). Ad aprire la serata  e scaldare l’atmosfera penserà la band italo-iraniana The Allophones con una manciata di brani del loro lavoro “Muscle Memory”.

La 39esima edizione del Festival Pistoia Blues si aprirà però con una anteprima davvero sfiziosa il prossimo Martedì 10 Luglio quando sul palco di Piazza Duomo salirà l’attesissima Alanis Morrisette, per la prima volta a Pistoia e al ritorno “live” dopo sei anni dal suo ultimo concerto.

Quasi inutile ricordare alcuni dei suoi memorabili brani come “Ironic”, “All I Really Want”, “You Oughta Know”, contenuti nell’album “Jagged Little Pill”, disco che ha venduto oltre 60 milioni di copie in tutto il Mondo e che quasi sicuramente coroneranno un’esibizione che si preannuncia imperdibile.

Ma il vero e proprio Festival si consumerà nel weekend del 13, 14 e 15 Luglio quando ad esibirsi sul palco di Piazza Duomo saranno artisti di calòibro internazionale e di fama mondiale come James Blunt che darà fuoco alle polveri Venerdì 13 Aprile con il suo “The Afterlove Tour” forte del consenso mondiale del suo quinto lavoro in studio che lo ha portato ad accumulare più di 625 milioni di view su YouTube e oltre 680 milioni di streams nelle piattaforme digitali. La serata sarà aperta dalla band imolese dei Five To Ten, eclettico trio voce-piano-batteria guidato da Silvia De Santis.

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Il concerto che sa già di leggenda sarà però quello di Sabato 14 Luglio 2018 quando a Pistoia Blues nella cornice di Piazza del Duomo arriverà la chitarra di Dio, Steve Hackett, indimenticabile chitarrista dei Genesis  con il suo show “Genesis Revisited, Solo Gems &Guitar” dove ripercorrerà i brani da lui scritti assieme a Peter Gabriel, Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherfod negli album capolavoro della celebre band britannica, oltre a qualche altra gemma della sua produzione solista. Anche per lui, entrato nel-la prestigiosa “Rock & Roll Hall of Fame” nel 2010, sarà la prima volta al Pistoia Blues Festival.

Condivideranno il palco con Hackett i The Watch, tribute band dei Genesis acclamata in tutto il mondo.

Particolarmente ricca la serata finale del Festival, Domenica 15 Luglio in cui si esibiranno diversi protagonisti della musica internazionale: sarà la Mark Lanegan Band sul palco di Piazza Duomo a precedere i  Supersonic  Blues  Machine  con  Billy F.  Gibbons degli ZZ Top. Un’abbinata unica per un appuntamento imperdibile.

L’ex voce di  Screaming  Tree  e  Queens  of the Stone Age dividerà la serata con una band sensazionale, i Supersonic Blues Machine in cui si erge un super ospite d’eccezione come Billy Gibbons, cantante e chitarrista degli ZZ Top.

Arricchiranno la serata i Casablanca, rock stoner band italiana nata dalle ceneri dei Deasonika e guidati dal frontman e produttore musicale Max Zanotti. Apri-ranno la serata i Seraphic Eyesin promozione con il nuovo album “Hope”.

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I primi furono i Traffic formati nel 1967 da Steve Winwood (voce, chitarra, tastiere; ex-Spencer Davis Group, autore della celebre Gimme Some Lovin’) con Dave Mason (chitarra), Chris Wood (fiati), Jim Capaldi (batteria, voce). Il I° LP Mr. Fantasy (1967) risentiva della moda psichedelica (Utterly Simple,  Hole In My Shoe) del periodo ma la band dimostrò di saper fondere stili disparati sia tecnicamente che melodicamente: nel folk-honky tonk di Heaven Is In Your Mind, nel raga deviato di Paper Sun, nella classicheggiante No Face No Name No Number e nell’epocale jazz-blues aperto di Dear Mr Fantasy. Questa formula venne ripresa nel II° omonimo LP (1968; Feelin’ Alright, Pearly Queen, 40.000 Headmen) e in Last Exit (1969; Medicated Goo). Il gruppo si sciolse e Winwood formò i Blind Faith. Riemersero nel 1970 senza Mason per il leggendario  John Barleycorn Must Die che accentuava la loro propensione jazz (Glad, Empty Pages) o jazz-fusion (Freedom Rider) pur non rinnegando il folk (John Barleycorn). Dopo il live Welcome To The Canteen (1971), i Traffic divennero un gruppo di virtuosi sempre più magniloquenti; si sciolsero nel 1974. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada I più originali furono i Family, nati nel 1967 dall’unione di 5 superbi musicisti, il grande shouter Roger Chapman, Charlie Whitney (chitarra), Rob Townsend (batteria), Rick Grech (basso, violino) e Jim King (fiati). Il risultato fu l’amalgama creativo di stili e arrangiamenti su Music In A Doll’s House (1968) che ondeggia fra barocco (The Chase, Mellowing Grey), psichedelia (Never Like This, See Through Window, The Breeze), soul-rock (Old Songs For New Songs), r’n’b (Hey Mr Policeman) e vaudeville (3xTime). Nel successivo Entertainment (1969) l’abilità sopraffina del gruppo viene filtrata con l’adesione a moduli hard-rock (Weaver’s Answer) e folk deviati (Observations From A Hill, From Past Archives, Processions) ponendo in luce le doti ritmiche della band, il registro rabbioso di Chapman e infine coniando una nuova forma di hard-progressive. Persi Grech (unitosi ai Blind Faith; sostituito da John Weider al basso e violino) e King (tossicodipendente; sostituito da Poli Palmer alle tastiere, flauto, vibrafono), il gruppo si trasformò in ensemble più rock in A Song From Me e Anyway (con Part Of The Load) ambedue del 1970. L’arrivo di John Wetton (basso, voce) al posto di Weider rialzò il tasso tecnico del gruppo che infatti in Fearless (1971) osa brani ancora più eterogenei e geniali (Sat’d Barfly, In My Own Time) e orchestrazioni più complesse (Spanish Tide, Take Your Partners, Burning Bridges). Bandstand (1972) si affida maggiormente all’hard rock (Burlesque, Top Of The Hill) e al folk (My Friend The Sun). L’ultimo LP It’s Only Movie (1973) è un ritorno lambiccato alle origini (Check Out, la title-track). I Family furono il gruppo più autenticamente progressivo del periodo; retrospettivamente sono un gradino sopra gli altri. La palma della celebrità va tuttavia ai Jethro Tull del vulcanico Ian Anderson (voce, flauto, chitarra). L’album d’esordio This Was (1968) presentava un sound essenzialmente folk ma fortemente contaminato dall’hard-rock (My Sunday Feeling, Dharma For One), dal jazz (Serenade To A Cuckoo) e dal blues più viscerale (It’s Breaking Me Up). Il II° LP Stand Up (1969; col chitarrista Martin Barre) era ancora più ispirato potendo contare su poderosi hard-rock (A New Day Yesterday, Back To The Family), su quadretti psichedelici (Look Into The Sun) e folk (Fat Man), su eccellenti brani jazz (Nothing Is Easy), persino un brano di Bach (Bouree). In Benefit (1970) prevalgono le arie da menestrello medievale (Witch’s Promise) con influenze hard (To Cry You A Song) o psichedeliche (With You There To Help Me). 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Sono musicista, è biologico incidere ogni tanto anche se cerco di non prendere il vizio e tutte le volte giuro di non ricascarci. Il Cd poi, cari amici e colleghi, ormai è un oggetto inutile, una grossa spesa e basta che non si ripaga neanche ma che faccio rientrare nelle sacrosante spese futili che ogni donna di buon senso ha l’abitudine di fare. Unica scusa: avevo delle cose belle da far sentire a tutti soprattutto pensando agli interventi dei musicisti che hanno collaborato e che sono quelli che mi accompagnano da anni negli spettacoli. Ecco, abbiamo fatto  un documento, quello che si sente è come un live, infatti è stato registrato in  live-studio, niente piste, niente sovrapposizioni, tutto reale come sul palco. Hanno suonato con me: LUCA DI VOLO al Fagotto, Sax contralto, baritono e sopranino  e  ELEONORA TASSINARI  al Pianoforte, Clavicembalo, Fisarmonica, Violoncello, Sax baritono, entrambi straordinari sono una famosissima coppia di performer e polistrumentisti fiorentini, sostenitori della musica ergonomica e alla ricerca di linguaggi sempre nuovi e proiettati “oltre il banale” che da anni contribuiscono a vitalizzare la mia musica con la loro fantasia. (www.lucadivolo.it ) MAURO VOLPINI  alla Fisarmonica e MARTA MARINI  al Mandolino e alla Chitarra, due virtuosi del proprio strumento, una formazione dalla sonorita’ “classica” con i quali ho lavorato molto in teatro ultimamente con gli spettacoli LA VEGLIA SULL’AIA e LA PORTI UN BACIONE A FIRENZE, l’uno maestro di fisarmonica, abilissimo arrangiatore e compositore, l’altra giovane chitarrista e primo mandolino dell’Orchestra a Plettro Senese A.Bocci, una vera “chicca”. FABIO PIANIGIANI alla Chitarra acustica, produttore artistico e autore di una delle canzoni “MI SI SCHIANTA I’CORE!”, noto musicista senese dalla lunga carriera artistica con molte collaborazioni all’attivo con nomi illustri dell’ambiente pop e creatore di opere musicali che fondono il suono con gli elementi della natura, fuoco, metallo, legno, acqua…una cosa che forse non so spiegare bene, va sentita…(www.fabiopinigiani.it) ANDREA PECORINI alla Chitarra classica e autore della musica di una canzone a cui tengo di più: CANZONCELLA, che parla delle botte che molte donne ricevono dai loro amati mariti o compagni. Un perfetto chitarrista classico e un sensibile autore dallo stile preciso ma un vero anarchico nel cuore. E le canzoni? Tante, sono sedici, alcune mie, come la CANZONCELLA appunto o IO SONO UN GENTILUOMO che parla di come una donna sia a volte più gentiluomo del maschio essendo spesso generosa, discreta e leale, GL’ERA TANTO BONO è invece una “lisettata”, pardon,  è buffa, spero, dedicata alle “vedove felici” che finalmente si sono tolte dai piedi il “caro estinto” divenuto “bono” solo da morto,  GL’E’ TUTTO SBAGLIATO GL’E’ TUTTO DA RIFARE che da il titolo al cd , è invece una canzone molto “fiorentina” che vuole continuare con lo stile dei grandi autori del passato quali Spadaro, di lui appunto nel cd ci sono diverse canzoni tutte famose compresa LA TESTINA DI VITELLO  che stava per essere dispersa ma che merita secondo me di essere tramandata. Per finire, nell’attesa che lo possiate ascoltare, rendo noto ai puristi della musica di tradizione che fuori posto c’è una canzone che amo da sempre  A ME MI PIACE VIVERE ALLA GRANDE  di Franco Fanigliulo 1974 circa con arrangiamento di Luca ed Eleonora. Cosa c’entra? In questo periodo in cui tutti incidono cover di sicuro successo, al contrario io ho voluto incidere una cosa semi dimenticata dai piu’ ma che mi piace parecchio e rendere cosi’ omaggio a questo menestrello/filosofo scomparso giovanissimo. Tutti lo ricorderete nel film Berlinguer ti voglio bene, a capo dell’orchestrina che suona sul palco, durante il ballo, quando il Cioni viene avvertito della morte della madre  e da’ inizio cosi’ a quella mitica scena di disperazione proletaria. Bei tempi! Gl’è tutto sbagliato, lo dicevo, gl’è tutto da rifare! [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! 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