Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole.

DeGregori_Musicastrada1-1320x990

Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole.

“… Io ho tutti i diritti perché, in questo momento, so quello che faccio. Accetto la morte. Ho imparato una grande verità. La guerra non è l’accettazione del rischio. Non è l’accettazione della battaglia. È per il combattente, in certe ore, l’accettazione pura e semplice della morte…”

Dev’essere proprio vero che “l’essenziale è invisibile agli occhi”, se l’opera più celebre di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944) è la novella per bambini Il piccolo principe, da cui è appunto tratta l’arcinota citazione, anziché Pilota di guerra, resoconto di una delle missioni di ricognizione aerea compiute dallo scrittore durante la seconda guerra mondiale (Saint-Exupéry morirà durante una di queste, nel 1944, abbattuto da un caccia tedesco durante un volo tra la Sardegna e la Corsica) e al contempo riflessione, ora amara ora aggrappata alla speranza, sulla matrice e l’essenza dei valori da porre a fondamento di una rinnovata dichiarazione di appartenenza e fiducia in un consorzio umano dilaniato dal conflitto. Pur scritto nel 1942, il testo è in gran parte la cronaca, a tratti un vero e proprio diario di bordo, con tanto di annotazione dei dialoghi con gli altri membri dell’equipaggio, del volo di ricognizione compiuto il 23 maggio del 1940 su Arras, nella Francia settentrionale già invasa dai nazisti. Siamo infatti a pochi giorni dalla fine della cosiddetta drôle de guerre, la “guerra buffa”, ossia il periodo di tempo privo di significativi eventi bellici compreso tra la dichiarazione di guerra del settembre 1939 e quell’offensiva tedesca del maggio del 1940 che nel giro di qualche settimana scardinerà la resistenza dell’esercito francese, costringendo gran parte della popolazione a un disperato esodo dalle proprie città e dai propri villaggi, asserragliati e distrutti. La guerra ha smesso di essere “buffa” solo da pochi giorni, eppure pare esserlo divenuta, tragicamente, di nuovo, nella disperata ostinazione dell’Alto Comando transalpino di organizzare e ordinare missioni spesso suicide e di nessuna utilità. Anche quella affidata ad Antoine de Saint-Exupéry lo è. Se pure dovesse andare a buon fine, e le possibilità che lo faccia sono scarsissime visto che al momento del decollo già diciassette dei ventitré equipaggi del gruppo d’aviazione 2/33, di cui fa parte lo scrittore, sono stati abbattuti, le informazioni raccolte non potranno essere trasmesse a nessuno, essendo ormai interrotta ogni linea di collegamento con lo Stato Maggiore e, soprattutto, essendo già ridotto a un ammasso di rovine, fiamme, cadaveri e famiglie disperate in fuga tutto il nord del Paese.

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

Se il pilota-scrittore decide, al pari degli altri avieri del suo corpo, d’alzarsi in volo, tuttavia, non è solo per obbedire a un ordine, non è per ossequio a un dovere militare. In lui e negli altri c’è invece la piena comprensione del valore simbolico di quel volo e di quel probabile sacrificio, la consapevolezza di riaffermare, attraverso esso, il proprio essere tutt’uno con la folla dispersa che osservano dall’alto, il condividerne la sorte, celebrando la volontà di vita nell’accettazione della morte. Proprio questo valore simbolico della ricognizione aerea sui destini di una Nazione e di una umanità braccata attrae l’attenzione del Principe, nient’affatto piccolo, della canzone d’autore italiana, Francesco De Gregori, che nel suo album del 1987, Terra di nessuno, inserisce un pezzo ispirato al libro di Antoine de Saint-Exupéry, dandogli esattamente lo stesso titolo, Pilota di guerra, e trasformando in lirica le riflessioni in prosa dello scrittore, testimone di una devastazione (Così la vita vola sotto le ali/E passa un’altra notte su questa guerra/E sulle case degli uomini tutti uguali/ Nel grande orfanotrofio della Terra) e costretto dagli eventi a una continua riflessione su di sé, il suo essere uomo tra gli uomini e al cospetto di un Dio a cui la fede lo obbliga a rivolgersi (E a cosa serve un uomo lo so solo io/Che spargo sale sopra le ferite delle città/E come a un grande amore gli dico addio/E a cosa serve un uomo lo sa solo Dio). L’agnostico e pacifista De Gregori mostra insomma di riuscire a decifrare l’umanesimo cattolicista di Saint-Exupery e di rintracciare nel suo canto dolente un moto di speranza, nella sua fiducia verso un essere umano che si riscopre parte di un tutto nel momento in cui è più solo, il salvagente a cui avvinghiarsi per far passare anche la “più nera e più buia” delle notti e convincersi che davvero torneremo a “farci fare l’amore dalle infermiere”, come aveva detto al suo Generale, che davvero “ritornerà la pace e il burro abbonderà”, come aveva già cantato in San Lorenzo e che davvero “un giorno il giorno tornerà”, come canta qui.

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine10 Gennaio 2021
    Meditazioni Elettroniche – “Desperate Consciousness” di Kevin FollettMeditazioni Elettroniche – “Desperate Consciousness” di Kevin Follett 10 Gen 2021 RUBRICA ok il pezzo è giusto!  A cura di Alfredo Cristallo Kevin Follett è un compositore veronese di musica elettronica. Polistrumentista fin dal 1992 si è distinto in un ventaglio di esperienze sonore incredibilmente vasto per ricerca e innovazioni sia in gruppo che da solista. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Desperate Consciousness, il suo nuovo singolo uscito l’1 Dicembre 2020 per la X-Tapes Recordings convoglia un percorso di meditazione in una produzione analogica che è allo stesso tempo un canone ecclesiastico, una dilatazione lisergica e un drone ambientale che riesce a far coesistere l’ossessione del movimento dei tempi attuali e la disperata ricerca dell’immobilità introspettiva. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada In poco più di 5 minuti Follet ha riassunto le prassi elettroniche del kraut-rock tedesco (Tangerine Dream, Klaus Schulze, i primi Popol Vuh), le alterazioni mentali e il droning minimalista di Julia Holter, Colleen e Jessica Bailiff, le rifrazioni sfarfallanti di Eluvium e le fluttuazioni subliminali dei Godspeed You ! Black Emperor
    KEVIN FOLLET
    leggi anche… Di musica, natura e naturalezza – Quelli che la Strada: Il Concerto del Coro dei Minatori di Santa Fiora a Montecastelli PisanoMagazineLa Musica Popolare secondo Silvio TrottaMagazineFrancesco Bottai il Bob Dylan di Marina di PisaMagazineUn disco lungo…250 Km!!!Magazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine30 Luglio 2012I Fedeli del Supersantos – Io c’ero: Il concerto di Mannarino al Teatro della VersilianaIo c’ero: Il concerto di Mannarino al Teatro della Versiliana A cura di Milena Gaglioti Che dire?! Non basterebbero cento aggettivi per elogiarlo e rendere merito al suo spettacolo. Solo chi c’era può comprendere appieno quello che un concerto di Alessandro Mannarino ti lascia. Vorresti che non finisse mai, ma quando poi finisce e la bolla scoppia ci si lascia alle spalle l’allegra caciara con un sorrisone stampato sulla faccia e una sensazione di leggerezza inappagabile. Già prima che le luci si spegnessero si avvertiva il fermento. Sin dall’inizio, infatti, non aspettavamo altro che catapultarci giù dalle tribune per andare a ballare sotto al palco, ai suoi piedi. E tutto questo è successo molto prima di quanto pensassimo. Se sulle prime due canzoni cercavamo di contenerci tenendo il ritmo con mani e piedi e dondolando la testa, al ritornello di “Marylou” non siamo stati più nella pelle e all’aria tutte le divisioni in settori del teatro, le poltroncine e il timido tentativo dell’organizzazione di rimetterci in riga a cui neanche Mannarino si è sentito di dare retta! Perché lo vedevi, con quella sua faccia strafottente, che rideva di gioia, felice di averci tutti là, a cantare, ballare e ridere con lui. E così anche la scaletta preparata per la tappa versiliese del tour estivo Supersantos ha lasciato spazio all’improvvisazione, per regalare al giovane pubblico le melodie più allegre del suo repertorio, tra cui “Rumba Magica”, “Me So’Mbriacato”, “Tevere Grand Hotel”, “Il Bar Della Rabbia”, “Scetate Vajo’”, “Osso di Seppia”, “Maddalena”,  “Quando l’amore se ne va”, “Serenata Lacrimosa”, intervallate dalle malinconiche “Il pagliaccio”, come sempre interpretata meravigliosamente e dalla ballata“Statte Zitta”, tutte intonate a gran voce dal  pubblico che ha lasciato risuonare, sola, la voce calda e roca di Mannarino soltanto durante l’esecuzione di un inedito. Notevole anche la voce della corista Simona Sciacca, che oltre ad accompagnare Mannarino in molti pezzi, ha aperto e chiuso lo spettacolo con due belle interpretazioni. Due ore e trenta minuti di concerto in cui un instancabile Mannarino, accompagnato dalla sua affiatatissima orchestra, ha dato tutto se stesso, non risparmiandosi in niente. Per cui, anche se si era palesata una possibilità per la nostra redazione di intervistarlo, quando questa é venuta meno per motivi di stanchezza, non abbiamo certo potuto controbattere, perché ci ha messo sincerità, passione, anima e cuore e noi non passiamo che ringraziarlo aspettando il suo ritorno. Mannarino & the Dynamics – Live al Trasimeno Blues [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano
    [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada