Franco Sbiadito. Il video di Centro di Gravità Permanente

Franco Sbiadito. Il video di Centro di Gravità Permanente

Chi, nella vita, non si è mai imbattuto in un video clip musicale davvero trash che, invece di valorizzare una canzone, finiva con l’oscurarla o, peggio ancora, renderla odiosa? Con la nuova rubrica “La peggiore musica che avete mai visto” diamo sfogo a tutti coloro che, certa musica, non la possono proprio guardare. La nostra prima visione è “Centro di gravità permanente” commentato da Gabriella Lucci.

Più o meno al centro di un set tristemente illuminato, l’ironico e sbiadito Franco Battiato degli esordi ondeggia a tempo di musica accerchiato da cinque pimpanti sagome ingessate.

Un video clip che, Dio non voglia fosse mancato l’audio, avrebbe scoraggiato all’acquisto dell’album persino chi riesce a trovare del buono nel surriscaldamento del pianeta. Eppure, che se ne voglia dire, con Centro di gravità permanente il cantautore siciliano ha estratto il biglietto vincente alla lotteria della popolarità.

Dobbiamo anche riconoscere che le tecniche di montaggio video degli anni ’80 non davano certo libero sfogo alla fantasia. Nonostante ciò, il dubbio che la sola tecnologia avrebbe potuto risollevare le sorti di un video clip costruito alternando paralisi parziali, languide coreografie, rallenty epilettici e frenetici twist, resta comunque vivo.

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Oltretutto anche i più nostalgici, quelli che neppure si sognano di rinunciare alla comodità e allo stile della vita alta, dovranno ammettere che, prima di vedere i pantaloni di Battiato, non aveva mai considerato l’idea di utilizzarli come reggipetto.

In fin dei conti però, quello che conta è l’insieme delle parti. Video e testo infatti perseguono l’obiettivo comune di evidenziare, sarcasticamente, la crescita di una nuova inverosimile tendenza: la marea del conformismo.

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