Heimatklange. L’avanguardia Industriale – Band a Confronto: Kraftwerk, Neu!, La Dusseldorf

Band a Confronto: Kraftwerk, Neu!, La Dusseldorf

A cura di Alfredo Cristallo

L’importanza di Kraftwerk e Neu sul rock contemporaneo è incalcolabile. I primi hanno influenzato sia la musica industriale che la disco e il pop degli anni ’70 e ’80. L’apporto dei Neu (nati da una scissione dei Kraftwerk) si estende fino ad influenzare il post-rock di 25 anni dopo.

I Kraftwerk cominciarono come uno dei gruppi di Connie Plank, registrando nel suo studio che si trovava nel mezzo di una vecchia raffineria a Dusseldorf fra i fischi, il fumo e il fuoco. Fu lì che concepirono la loro musica come soundtrack ambientale della civiltà industriale e come mellifluo frutto del rapporto incestuoso fra suono e società dei consumi. Dopo un effimero esordio come Organisation (1970; Tone Float), Ralph Hutter (tastiere) e Florian Schneider (flauto, violino, tastiere) formarono i Kraftwerk insieme a Klaus Dinger (percussioni) a cui si deve l’intuizione del battito robotizzato. Il 1° album memore della lezione di Riley, Subotnick e Stockhausen era un affresco della civiltà dell’industria pesante, ottenuto frammentando con la batteria o gli improvvisi effetti elettronici una singola frase strumentale (il flauto di Ruckzuck) o un’intera melodia (Stratovarious). L’allucinata Megahertz e la caotica Von Himmel Hoch sono suite di musica concreta. Michael Rother (chitarra)fu assunto per i concerti e quando Hutter se ne andò, i Kraftwerk rimasero in 3, incidendo un disco rimasto inedito. Poi Dinger e Rother se ne andarono per formare i Neu! e tornò Hutter. Il nuovo LP Kraftwerk 2 (1971) risente dell’esperienza con Dinger e Rother ed è il capolavoro del gruppo. La trance per piano e flauto di Kling Klang, il tenue impressionismo di Wellenklange e Harmonica, la lisergica Strom sono un programma di musica godibile , ottima per sale d’aspetto, mentre le astratte Atem e Spule 4 sono paesaggi deserti all’inizio (o alla fine) della civiltà delle macchine. Nel 3° LP Ralf Und Florian (1973), il duo addolcisce le sue armonie ricorrendo a soluzioni esotiche (Elektrisches Roulette) o minimaliste (Tongebirge, Tanzmusik) o inventando una nuova esuberante forma di danza per androidi (Kristallo, Heimatklange). Il gruppo divenne un trio con Wolfgang Flur (percussioni elettroniche) per Autobahn (1974; la title-track), un approdo a una più fruibile elettronica di successo fra melodie romantiche e rumori concreti. Aggiunto Karl Bartos (percussioni elettroniche), Radioaktivitaet (1975)aprì l’epoca d’oro, con i suoi brani cosmico-futuristi (la title-track, Radioland), cibernetici (Antenna, Ohm Sweet Ohm), o ridotti a impulsi sonori (Intermission). Trans-Europe Express (1977) aggiunse un tono di decadentismo mitteleuropeo ai loro ritmi meccanici (Europe Endless, la title-track, Showroom Dummies), mentre The Man Machine (1978; The Robots, The Model, la title track) coniò quel modernismo sintetico e robotizzato che rimarrà il segno distintivo del gruppo.

I Neu! (Dinger con Rother anche al basso) estremizzarono i concetti di ripetitività del kosmische rock pervenendo a un sound per pattern di batteria costante (il motorik beat) e chitarra percussiva. Lo scopo era creare una musica ossessiva, vitrea e iperrealista che descrivesse la nevrosi e la degradazione della società post-industriale. In Neu! (1972), il manifesto della percussività pura è Hallogallo, mentre al contrario saggi di aritmia sono Sonderangebot (solo rumore), Weissensee (per batteria rallentata), In Gluck (droni di chitarra vaganti nel vuoto) e Lieber Hoenig  (canto afono su suoni casuali). Il vertice è il frastuono sonoro, angosciato e vorticoso di Negativland, sommario di rumori industriali e riff di chitarra distorta che suggella un capolavoro di sintesi fra tradizione tedesca (gotica e romantica) e evo tecnologico moderno. Il II° LP Neu! 2 (1973) incorpora le tastiere alla strumentazione: grazie ad esse il brano Fur Immer  incrocia minimalismo pianistico, batterismo incalzante e la paranoia dei Velvet Underground. Gli altri brani (alcuni dei quali registrati a diversa velocità) si muovono fra tribalismo (Lila Angel, Neuschnee, Neuschnee 78), atmosfere dark (Gedenkminute, Hallo Excentrico) e il solito percussivismo furibondo (Super e Super 78). In Neu ! 75 (1975), album “quasi” commerciale, il motorik beat è al servizio di atmosfere più levigate (Isi, Seeland)  per riapparire in Hero e sparire infine in Leb’ Wohl.

Quando i Neu! si sciolsero, Dinger passò alla chitarra per formare i La Dusseldorf (col fratello Thomas e Hans Lampe alle percussioni), coi quali ottenne nell’omonimo I° LP una fusione solenne e accattivante di Kraftwerk e Neu! (1976; Dusseldorf, la title-track).

Kraftwerk – Autobahn La Düsseldorf – La Düsseldorf