IL BEFOLKO Riesta N’Atu Ppoco

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IL BEFOLKO Riesta N’Atu Ppoco

Il Befolko è il nickname del cantante napoletano Roberto Guardi. Nato nel 1992, si accosta allo studio delle percussioni fin dall’età di 5 anni. A 17 inizia a suonare la chitarra acustica e a scrivere le prime canzoni.

Nel 2013 è il percussionista del gruppo la Maschera col quale incide l’album ‘O Vicolo E Ll’Alleria. Nel 2015 inizia la carriera solista e nel 2017 incide il suo primo LP Isola Metropoli. Benché influenzato dal folk britannico e statunitense anni ’70, mantiene tuttavia salde le sue radici napoletane che si esprimono completamente nel suo primo singolo Riesta N’Atu Ppoco, canzone intima e sognante che si pone nel solco del folk napoletano (NCCP, Pino Daniele, Toni Esposito).

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I toni rilassati e nostalgici cullano una canzone che sembra durare più del suo tempo effettivo (1 minuto e 21 secondi). Il brano è l’apripista del suo nuovo album Puoi Rimanere Appannato? che uscirà nel gennaio 2021 per la label Dischi Rurali.

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  • Magazine30 Luglio 2012
    I Fedeli del Supersantos – Io c’ero: Il concerto di Mannarino al Teatro della VersilianaIo c’ero: Il concerto di Mannarino al Teatro della Versiliana A cura di Milena Gaglioti Che dire?! Non basterebbero cento aggettivi per elogiarlo e rendere merito al suo spettacolo. Solo chi c’era può comprendere appieno quello che un concerto di Alessandro Mannarino ti lascia. Vorresti che non finisse mai, ma quando poi finisce e la bolla scoppia ci si lascia alle spalle l’allegra caciara con un sorrisone stampato sulla faccia e una sensazione di leggerezza inappagabile. Già prima che le luci si spegnessero si avvertiva il fermento. Sin dall’inizio, infatti, non aspettavamo altro che catapultarci giù dalle tribune per andare a ballare sotto al palco, ai suoi piedi. E tutto questo è successo molto prima di quanto pensassimo. Se sulle prime due canzoni cercavamo di contenerci tenendo il ritmo con mani e piedi e dondolando la testa, al ritornello di “Marylou” non siamo stati più nella pelle e all’aria tutte le divisioni in settori del teatro, le poltroncine e il timido tentativo dell’organizzazione di rimetterci in riga a cui neanche Mannarino si è sentito di dare retta! Perché lo vedevi, con quella sua faccia strafottente, che rideva di gioia, felice di averci tutti là, a cantare, ballare e ridere con lui. E così anche la scaletta preparata per la tappa versiliese del tour estivo Supersantos ha lasciato spazio all’improvvisazione, per regalare al giovane pubblico le melodie più allegre del suo repertorio, tra cui “Rumba Magica”, “Me So’Mbriacato”, “Tevere Grand Hotel”, “Il Bar Della Rabbia”, “Scetate Vajo’”, “Osso di Seppia”, “Maddalena”,  “Quando l’amore se ne va”, “Serenata Lacrimosa”, intervallate dalle malinconiche “Il pagliaccio”, come sempre interpretata meravigliosamente e dalla ballata“Statte Zitta”, tutte intonate a gran voce dal  pubblico che ha lasciato risuonare, sola, la voce calda e roca di Mannarino soltanto durante l’esecuzione di un inedito. Notevole anche la voce della corista Simona Sciacca, che oltre ad accompagnare Mannarino in molti pezzi, ha aperto e chiuso lo spettacolo con due belle interpretazioni. Due ore e trenta minuti di concerto in cui un instancabile Mannarino, accompagnato dalla sua affiatatissima orchestra, ha dato tutto se stesso, non risparmiandosi in niente. Per cui, anche se si era palesata una possibilità per la nostra redazione di intervistarlo, quando questa é venuta meno per motivi di stanchezza, non abbiamo certo potuto controbattere, perché ci ha messo sincerità, passione, anima e cuore e noi non passiamo che ringraziarlo aspettando il suo ritorno. Mannarino & the Dynamics – Live al Trasimeno Blues [...]

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