IL FLAMENCO, LA DANZA E IL RITMO DELLA VITA

Terzo appuntamento con  Antonio Breschi. I brani che trovate qui di seguito sono tratti da un suo libro “Heyoka. Il giullare dell’anima. Il numero si riferisce al capitolo.

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Prese la sua chitarra ed accennò ad un ritmo di Sigiriglia ed ecco che quella casalinga Andalusa che ci era seduta davanti e ci aveva parlato come una madre di casa stanca ed indaffarata operò un’incredibile metamorfosi. Lasciò scivolare sul tavolo il cucchiaio e la scodella dove due tuorli d’uovo, rassegnati ormai ad essere rimescolati, tirarono un sospiro di sollievo, mentre un pezzo di peperoncino scivolava furtivo dalla tavola. La donna alzò una gamba e batté fortemente il piede sull’impiantito, mentre le dita schioccavano in alto dalla parte opposta. Le braccia cominciavano ad arcuarsi ed a girare lentamente ed il viso scolorito ed invecchiato anzitempo dal grigiore delle nebbie svizzere, riacquistava come per incanto la freschezza giovanile e le armoniche forme mediterranee. Con gli occhi infiammati come quelli di una leonessa che sta per gettarsi sulla preda, ecco che iniziò dunque la danza, ed i suoi movimenti trasformavano a vista d’occhio il suo corpo grassoccio e pesante in qualcosa di leggiadro ed allo stesso tempo forte e austero, mentre la sua figura che fino ad allora era stata l’impersonificazione della moglie rassegnata e fedele, riacquistò ogni sorta di malizia. Quello che più ci colpiva era il contrasto tra i leggiadri e gentili movimenti delle braccia e la forza e la violenza con cui i suoi piedi percuotevano l’impiantito creando l’incredibile sensazione di una persona che si staccava in due parti: l’una raggiungeva vette inaccessibili di ideali e armoniche perfezioni, l’altra penetrava nei misteriosi abissi per ricongiungersi con le più arcaiche radici e trarne la primordiale linfa vitale. L’eccitazione portò tutti i presenti a partecipare a quella danza, se non altro con lo sguardo! Il suo corpo roteò ancora per qualche minuto mentre il viso era ormai rosso come il peperoncino che era scappato dalla tavola. L’odore delle sue ascelle, mentre le sue braccia si univano e si intrecciavano, si mescolava con i suoni e con il ritmo che era passato ora ad una bouleria: i suoi fianchi larghi che si muovevano in armonica contrapposizione ai suoi seni, le cosce che apparivano e sparivano a seconda degli accordi ogni qualvolta la sua mano tirava la sottana per fare un giravolta, i tuorli d’uovo che ci guardavano dal tavolo, il peperoncino per terra, un pezzo di pecorino manchego sulla madia ed una bottiglia di vino aperta poco prima, tutto formò un’atmosfera magica e sensuale e quella donna “normale”, divenuta speciale, bellissima, regalava la sua bellezza e la sua sensualità a tutti attraverso la danza. Quando fu finito e ci rimettemmo a sedere sudati ed euforici, nessuno si era spogliato, nessun marito era stato tradito, eppure tutti avevano fatto l’amore con lei grazie alla musica.

73 a

Un giorno in Andalusia su un treno in ritardo: alcuni passeggeri hanno tirato fuori pane e olive e le hanno offerte a tutti, poi hanno preso una chitarra e si sono messi a cantare ed a percuotere le mani. Il rumore del treno si confondeva con i ritmi, a volte sembrava una risposta a quelli; tutto il vagone era un unico canto, il ritardo aumentava ed io speravo che il treno non arrivasse mai…

73 b

Un giorno in Italia su un treno fermo ( come sempre) con tre ore di ritardo sulla pianura padana: ho tirato fuori uno strumento e ho suonato per rallegrare l’ambiente ed aiutare a passare un po’ il tempo durante la lunga attesa. Nessuno ha cantato con me ed il controllore mi ha detto che ci sono 60 mila lire di multa per suonare su un treno! Gli ho risposto in un’altra lingua dicendo che non lo sapevo perché non ero italiano: da allora non sono più tornato ad esserlo!

28 a

Alcuni mangiano, bevono e cacano biologico ma poi ascoltano una musica superinquinata piena di coloranti, conservanti, additivi e esaltatore artificiali dell’ascolto.

28 b

Si parla spesso di musica come terapia ma non si parla mai della musica come intossicazione, avvelenamento, assuefazione e … rincoglionimento!

2

La musica è considerata oggi come arte sublime o come banale prodotto di consumo. Ci siamo del tutto dimenticati che era semplicemente una parte della vita.