Il Rispetto delle Tradizioni

di Pietro Cernuto

Pietro Cernuto è un musicista siciliano vincitore di 32 primi premi vinti in vari concorsi musicali nazionali e internazionali, diplomato in sassofono è riconosciuto come uno dei massimi esperti nazionali di zampogna. Attualmente fa parte del gruppo di musica popolare siciliana “UNAVANTALUNA ”, insieme ai percussionisti Andrea Piccioni e Arnaldo Vacca, con i quali partecipa a programmi radiofonici e televisivi per RAI 1, RAI 2, RAI 3, RADIO 2, RADIO 3, Radio Vaticana, Radio Popolare, SAT 2000, Radio in Blu, e altre minori…

Ringrazio innanzitutto gli amici di “Musicastrada” che mi hanno dato la possibilità di esporre un mio pensiero sul mondo della musica popolare, cui mi sento particolarmente legato. L’argomento che voglio trattare deve essere inteso solo e soltanto come una esposizione di riflessioni prettamente personali, in cui credo fermamente, maturate nel corso della mia formazione musico professionale in questo settore. In pratica vorrei semplicemente parlarvi del “rispetto” che ogni musicista, studioso – ricercatore, dovrebbe porre nei riguardi non solo della tradizione, ma anche e soprattutto, per coloro che queste tradizioni ce le hanno tramandate. Prima di andare però al nocciolo della questione, volevo fare una piccola premessa, attraverso cui capirete il motivo per cui mi sto permettendo di scrivere quanto sto facendo. Ad oggi, il sottoscritto, suona gli strumenti musicali della tradizione popolare siciliana ( zampogna a paro, friscaletto, marranzano, tamburello), col gruppo “Unavantaluna”. Durante la mia formazione musico – strumentale in questo campo, sono cresciuto sempre a diretto contatto con gli anziani suonatori della provincia di Messina. Queste persone, per me, sono state e lo sono ancora, di fondamentale importanza, in quanto mi hanno insegnato, penso, tutto ciò che bisogna sapere sia sul repertorio che sul corretto uso e funzionamento di questi strumenti. Penso, quindi, da questo punto di vista, di essere stato molto fortunato, e ad oggi, posso assicurarvi, non finirò mai di ringraziarli, ovunque e con chiunque mi trovi.
Mi chiedo spesso: Come posso ringraziarli? E la risposta che mi do è sempre la stessa: col “RISPETTO”!
Anche perché a loro, conoscendoli, questo basta e avanza. Sicuramente avranno il loro modo di fare, le loro idee, che a volte possono sembrare antiche, ormai superate, e quindi spesso non collimare col mio pensiero, ma di certo non posso mancare di rispetto a delle persone che mi hanno insegnato un mondo.

Andiamo finalmente al nocciolo della questione!

Sono pienamente convinto che, principalmente nel campo della musica popolare, tutti coloro che ruotano attorno a questo mondo, dai musicisti agli studiosi – ricercatori, esistano perché sono esistite queste persone, e quello che noi oggi siamo, lo siamo grazie a loro che ci hanno e continuano a tramandarci il loro sapere. Purtroppo, però, nel corso di tutti questi anni di attività, mi è capitato spesse volte di sentire parlare con le mie orecchie alcuni che, nonostante siano riusciti a costruirsi un nome e una posizione sulle spalle di questi chiamiamoli anziani, usando un modo di dire comune e popolare, “davanti gli fanno una faccia e di dietro un’altra”. Tutte le volte che ho ascoltato discussioni del genere mi sono sempre dispiaciuto moltissimo, primo perché penso non sia giusto, e secondo perché sono pienamente convinto che nella vita, nel bene o nel male, bisogna essere sempre riconoscenti a chi, in qualche maniera, ha contribuito alla propria formazione, non solo professionale, ma anche e soprattutto, per affrontare la vita di tutti i giorni. Per cui, per concludere, mi sento e mi permetto di ribadire e rimarcare con fermezza e piena convinzione, l’invito generale ad avere sempre massimo rispetto verso coloro che in piena onestà, con tutto il cuore, e spesso anche un po’ ingenuamente, hanno sempre raccontato il loro sapere, le loro esperienze di vita, le loro tradizioni, a tutti coloro che glielo hanno richiesto. Detto questo, vi ringrazio per avere letto questo mio pensiero e per avermi sopportato fino alla fine, chiedo scusa se per qualcuno posso essere sembrato offensivo, anche se non è assolutamente mia intenzione, e auguro a tutti quanti di divertirsi con la propria musica.