Il ritmo della strada – Li avete sentiti questi?: Dub Fx

Li avete sentiti questi?: Dub Fx

A cura di Milena Gaglioti

Qualche mese fa mi è capitato di vedere un suo video e mi sono ricordata di quel giorno in cui girando per Londra vidi un ragazzotto che armeggiava con strane apparecchiature mentre ne spiegava un po’ funzioni ed utilizzo. Poi attaccò. Dapprima con le basi e poi con la voce, dando vita ad una musica tostissima, fatta di voce ed effetti, quel genere di musica che ho sempre faticato a trovare in Italia e che avrei sempre voluto ballare nei locali. Comunque, vista la quantità di gente che piano piano allargava il cerchio intorno a lui, ipnotizzata dal suo beat e dalla sua grinta, e visto il successo che sta avendo, direi che c’ avevo sentito bene.

Il ragazzotto in questione si fa chiamare Dub Fx e al di là che la sua musica piaccia o meno, non si può certo dire che Benjamin Stanford non abbia talento.

Partito dall’Australia con l’intenzione di fare musica per viaggiare, questo beatboxer e freestyler italo-australiano (con accento toscanissimo) è volato dapprima in Inghilterra, dove ha incontrato Flower Fairy, sua compagna nel lavoro e nella vita, la quale lo ha introdotto alla scena underground britannica facendogli conoscere il jungle e il dubstep che Dub Fx ha poi abilmente mescolato alla sua musica, fatta della sua voce, modulata con una pedaliera che usa anche come loop station, creando un mix originale, fatto di drum&bass, hip hop, reggae e chi più ne ha più ne metta. Ha così cominciato a suonare in giro per l’Europa, e tramite il passaparola e soprattutto grazie al regista inglese Ben Dowden che ne ha filmato la performance di “Love Someone” e l’ha poi messa sul web ottenendo milioni di visite, ha ottenuto il successo (mondiale), che meritava. E dalle esibizioni più per la strada, fatte principalmente per vendere dischi, rigorosamente homemade, Dub Fx è arrivato a quelle più energiche nei club e nei festival, fatte per far ballare le masse.

Dalle sue street performance è nato il primo album “Live in the street”, quello più genuino, una raccolta delle sue esibizioni per strada appunto, a cui ne sono seguiti uno in studio “Everythinks A Ripple”, dal suono un po’ troppo pulito ed una collaborazione con Sirius (un artista australiano) A Crossworlds”. Da poco è uscito anche un bel documentario “Convoy. The Amsterdam Film” che ben racconta la storia di quest’artista indipendente la cui musica si trova solo attraverso la sua etichetta (Convoy Unlimited) che promuove anche altri artisti con cui Dub Fx collabora.

Comunque più che ascoltarlo andrebbe visto dal vivo perché il ragazzo è grintosissimo e le sue esibizioni sono piene di energia e passione. Questo video, girato dal regista che lo ha fatto conoscere al popolo del web, ne è una dimostrazione.

Dub Fx – Soothe Your Pain