Il vento del folk – Fuoriusciti: il nuovo disco di John Mayer

Fuoriusciti – John Mayer “Born and Raised”

A cura di Francesco Virdis

In uscita a maggio il quinto disco del giovane talento americano. Scopriamo in anteprima le maggiori novità del suo ultimo lavoro nella recensione a cura di Francesco Virdis.

Gliene abbiamo vista fare di strada dai tempi di Room For Squares quando, ancora ventiquattrenne, prometteva la crescita artistica che avrebbe poi maturato negli anni a seguire.

A sentirle, già allora, le sue composizioni sembravano per elaborazione e innovazione melodica provenire da una mente già veterana ed esperta, se non fosse che, irrompendo all’improvviso, la voce agile e limpida da ragazzino fugasse ogni dubbio dando subito a capire la prodigiosità e la consistenza del fiorente talento.

John Mayer, oggi trentacinquenne e con più di dieci anni di carriera folgorante alle spalle, vedrà uscire il suo quinto album Born and Raised per la data annunciata del 22 maggio 2012.

Il pupillo della Columbia Records ha deciso di vestire panni più adulti rispetto a quelli dei lavori precedenti che, comunque, potevano già considerarsi significativamente maturi ma impegnati più nell’aspetto progressivo della musica. In BORN AND RAISED (che significa appunto Nato e Cresciuto) non sentiremo un Mayer devoto al sound di Stevie Ray Vaughan e vedremo attenuata anche la vena pop-soul che lo caratterizza da sempre. In questo nuovo album sembra affiorare nettamente il lato folk che non ha mai disdegnato manifestare, sembrando ispirato più a James Taylor e Bob Dylan che a Eric Clapton e Jimi Hendrix. Neanche nel suo primo album infatti è mai stata così presente la chitarra acustica che, ad eccezione delle tracce Shadow Days e Something Like Olivia è alla base dell’intero album.

Ma quel che ci da veramente ragione di parlare di “ventata Folk” è l’uso dell’armonica a bocca, una vera novità nelle incisioni studio per il giovane chitarrista del Connecticut. Precedentemente infatti lo si è visto con un armonica solamente in rare esibizioni live, per lo più in cover.

Trattandosi di una novità, per quanto riguarda la qualità del contenuto, Il consiglio migliore che si possa dare è di non affrontarne l’ascolto aspettandosi un John Mayer già sentito e massicci assoli di chitarra. Altrimenti si rischierebbe di trovarlo piatto e deludente.

Nella crescita artistica di chiunque i cambiamenti sono fasi obbligatorie e delicate, spesso malviste dalla critica. Bisogna invece eludere i pregiudizi e andare incontro alle esigenze espressive dell’artista cercando di rivalutarlo senza screditarlo.

Ancora non si è parlato di un possibile tour europeo. Le uniche date finora ufficializzate sono tutte negli Usa e sono in programma sino al 6 maggio. I musicisti di questa nuova tournee non fanno certo rimpiangere il trio con Palladino e Jordan. Alcuni di loro, come il pianista Chuck Leavell (che appare nel leggendario unplugged di Clapton), il batterista Aaron Sterling e il bassista Sean Hurley (onnipresente nella carriera di Mayer), da soli, valgono già il prezzo del biglietto.