Il vero rock tamarro - Li avete sentiti questi? I Nitro

Il vero rock tamarro – Li avete sentiti questi? I Nitro

A cura di Roberto Italiani

Cosa è il rock tamarro? qualcuno lo ha definito “quel rock che esaspera le sue caratteristiche fino a farlo diventare caricaturale”. Allora se vi sentite rock e anche un po’ tamarri inside levatevi le magliette D&G e indossate parrucche cotonate e giubbini di pelle attillati per questa band che più tammarra non si può.

Della serie: “li avete sentiti questi”, mission impossible. Questi sono insensibili anche per uno con l’indole metallara come me. Che poi diciamocelo, non si potevano sentire e non si potevano vedere. La sagra del tamarro. Negli anni ’80 ce n’erano moltissimi gruppi tamarri è vero, era una sorta di gara a chi andava più veloce, ma questi sono molto particolari per alcuni motivi; sto parlando dei NITRO, gruppo heavy metal americano di fine anni ’80.

Particolare perché il parruccato cantante Jim Gillette è famoso per frantumare bicchieri di cristallo con la sola voce e il chitarrista Michael Angelo Batio, forse il chitarrista più veloce di sempre, quanto meno il più veloce shredder in circolazione (ovvero un modo di suonare la chitarra basato sulla velocità in cui c’è un uso e soprattutto un abuso di tapping, trilli e vibrati, delay e riveberi) e soprattutto per l’invenzione della Quad guitar, insomma questo qua suona una chitarra con 4 manici, due a sinistra e due a destra facendo sia la parte ritmica che solista con entrambe le mani nello stesso momento (mostro!).

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Premetto, c’è chi apprezza questo stile e questi gruppi, io mi limiterò a dire che a parte l’impresentabilità dei membri, questo modo di suonare risulta vuoto e sterile, tutta velocità che a momenti risulta perfino suonata a caso. C’è però da dire che Michael è un grande conoscitore dello strumento e la  maniera di suonare sia di destro che sinistro lo fa stare in mezzo tra essere un fenomeno da baraccone o un genio.
Anche il cantante Gillette non è da meno; passa da toni bassi ad acuti mantenendo un intonazione perfetta e poi ascoltatevi (si fa per dire)  il pezzo “Machine gunn Eddie” pubblicato nel primo disco O.F.R dove riesce a tenere un acuto per 30 secondi.

Personalmente trovo i loro pezzi fatti con lo stampino e i riff di chitarra molto banali (ah, dove sono finiti sentimento e melodia?); non rimarranno certo impressi per la loro musica certo, ma noi soffermiamoci su M.A Batio.

Vi invito a cercare video Youtube e dare un’occhiata ai virtuosismi a 100 all’ora che riesce a fare; poi possiamo anche aprire il dibattito se sia o meno il chitarrista più tecnico e veloce del mondo!

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E Toutatis non è l’unico ad averci rimesso…pensate a tutti quelli che hanno scommesso sulla fine del mondo (quotata astutamente 5000:1 dai bookmaker inglesi) ma non hanno vinto…anche perchè va ammesso che sarebbe stato complicato per loro andare a ritirare il premio!!! Quindi ricapitolando: è evidente che i Maya non ci hanno preso (anche se eviterei di sbeffeggiarli pubblicamente, magari sono vendicativi!), tuttavia il nostro pianetucolo è continuamente minacciato dall’intifada che si è scatenata nel nostro Sistema Solare. Per cui mai dare niente per scontato. E’ per questo che vi proponiamo cinque canzoni da tenere sempre a portata di lettore nel caso una nuova fine del mondo incombesse. Ecco delle Top Five che sono davvero la fine del mondo, accuratamente stilate dai nostri redattori. Alla prossima Apocalisse!!! Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui LO SPA1) La Crus – Un giorno in più (insieme a te)L’unico motivo per cui vale la pena aspettare la fine del mondo…2) Noah and the Whale – Waiting to My Chance to ComeChi l’ha detto che non sarebbe l’occasione giusta per incontrare il Grande Paranoico?3) Le Sport – It’s not the End of the WorldMi piace chi la prende in maniera sportiva…4) Everlast – EndsFiniamola con queste fini atroci…5) Pizzicato Five – Happy EndingEppure secondo me questa sarà davvero la sigla finale. Non chiedetemi perchè ma ne sono sicuro! I giapponesi vedono sempre più lontano…VERONICA CROCCIA1) Tears for fears –  Mad WorldIn un pianeta ormai “pazzo”…2) Europe – The Final ContdownSiamo giunti al conto alla rovescia…3) Simon & Garfunkel – The Sound of SilencePrima di giungere al silenzio…4) Cranberries – ZombieDove scegliere se restare degli zombie…5) David Bowie – Life on MarsO saltare in alto verso un nuovo “mondo”… Iscriviti alla newsletter di Musicastrada LAURA MARTINI 1) Elio e le Storie Tese – Sta arrivando la fine del mondoPer prendere la cosa con la giusta ironia.2) U2 – Until The End Of The World“Everybody having a good time except you you were talking about the end of the world”… c’è sempre qualcuno che tira fuori l’argomento.3) Carmina Burana – O fortunaSe proprio bisogna chiudere il sipario pensiamo a un’uscita veramente alla grande!4) Muse – Apocalypse PleaseC’è anche chi pensa però che tutto sommato un’apocalisse non sarebbe poi così male.5) Caparezza – La fine di GaiaMa alla fine “la fine di Gaia non arriverà…è un fuoco di paglia alla faccia dei Maya e di Cinecittà”.MILENA GAGLIOTI 1) Soundgarden – Black Hole Sun (Superunknown, 1994)2) Radiohead – Idioteque (Kid A, 2000)3) Blue Oyster Cult – Don’t Fear The Repear  (Agents of Fortune, 1976)4) Marilyn Manson – Last Day On Earth (The Last Tour on Earth, 1999)5) Alkaline Trio – Armageddon (From Here To Infirmary, 2001) ROBERTO ITALIANI 1) Deep Purple – FireballAllora io me la immagino così.. l’inizio della fine?2) David Bowie – Life on Mars?Iniziamoci a domandare se c’è vita li; riempiamo una bagaglio a mano e  trasferiamoci che è meglio!3) Roxette – Crash! boom! bang! Casellante!?! Senti che botta!!!4) Radiohead – No suprisesNessuna sorpresa.. silenzio.. silenzio…5) Guccini/Nomadi – Noi non ci saremoForse è meglio così no?ZAZOU1) Skeeter Davis – The End Of The World2) Get Well Soon – Let Me Check My Mayan Calendar3) The Doors – The End4) Nick Cave and The Bad Seeds – (I’ll Love You) Till The End Of The World5) Joy Division – A Means To An EndALFREDO CRISTALLO1) REM – It’s The End Of The World As We Know It (Document)Ovviamente……2) Van Der Graaf Generator – After The Flood ( The Least We Can Do Is Wave To Each Other)In caso non fate l’onda3) Fairport Convention – Who Knows Where The Time Goes (Unhalfbricking)Cosa succederà nel giorno fatale ?4) Dead Can Dance – The End Of Words (Aion)Niente mondo niente parole5) Bob Dylan – A Hard Rain’s A Gonna Fall (Bootleg series vol.9)Arriva il diluvio https://www.youtube.com/watch?v=PbZ9ILRYQ2o leggi anche… Un folle folletto Io c’ero il concerto di Adam Green al Circolo Randal di Sestri LevanteMagazineUna sorpresa inaspettata: The Strange FlowersMagazineBasterebbe un Placebo Fuoriusciti B3EP il nuovo Ep dei PlaceboMagazineRound Like a Record – Life on MARRSMagazine Go back to WEZ!!! 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Ecco detto così penserete che stia dando i numeri; ma non sto più nella pelle perché ho appena comprato l’ultima fatica dopo 18 anni, e dico 18 dall’ultimo disco in studio e dopo 35 anni con la formazione (quasi) originale, dei “udite udite”: Black Sabbath (rumore di tuono…). Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Ho sempre sperato che ciò potesse accadere, che i padrini del rock più tetro, inquietante e maestoso potessero rimettersi insieme e dare alla luce un’altra creatura.Ed è accaduto. “13” è il loro diciannovesimo album in studio uscito appunto il 10 giugno, coadiuvati dal “quellochettoccodiventaoro” Rick Rubin, il barbuto guru produttore già dei R.h.c.p, Audioslave, Slayer… si, vabbè anche di Shakira, ma questo è un dettaglio. Le “voci” dicevano che i Sabbath stessero lavorando già a qualcosa; infatti Ozzy Osbourne, Toni Iommi, Geezer Butler e Bill Ward si danno appuntamento in uno studio di registrazione, annunciando solennemente la loro reunion a fine 2011.  Nemmeno il tempo di mettersi a sedere sugli sgabelli e attaccare i jack che lo storico batterista, Bill Ward appunto, viene allontanato per “divergenze contrattuali” non meglio note (addirittura ho notato che hanno tolto anche nome e foto dal sito ufficiale! Ndr) e al suo posto viene chiamato il tatuatissimo Bradd Wilk dei Rage Against the Machine. Lo so già che devo ascoltare questo cd come un mero prodotto del 2013 reprimendo la mia nostalgia dei lavori degli anni ‘70 senza cercare di fare paragoni inutili perché sicuramente non basterà il ritorno di Ozzy alla voce e il rituale vestirsi di nero, per pensare di riprovare le emozioni di 30 anni fa.E infatti ascoltando il primo pezzo che apre l’album “Beginning of the end” mi trovo già combattuto tra presente e passato: ditemi se l’inizio e la struttura non ricorda “Black Sabbath”! Le sonorità sono quelle sabbathiane classiche: un insieme di lento iniziale, interludio melodico, poi riparte veloce+assolo che spacca e poi ritorna nuovamente lento, il tutto carico di pathos e accelerazioni improvvise; e qua mi rendo conto che Ozzy non è come lo si vede nella sua serie tv “gli Osbourne”, per fortuna. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Segue il singolo “God is dead?” dove ci si cala pienamente nelle atmosfere orrorifiche; il pezzo che dura quasi 9 minuti parte con un arpeggio doomiano molto ipnotico e un ritornello che rimane stampato in testa. La terza traccia è l’arrembante “Loner” brano pieno di riff accattivanti e dal ritmo semplice ma coinvolgente. Poi arriviamo alla ballad di questo “13”, “Zeitgeist” dall’arpeggio moto lento arricchito da un assolo molto blueseggiante. “Damage soul” e “Live forever”  non sfigurano; mentre una parola va spesa per la granitica “Age of reason” giro si basso distorto e linea di chitarra fantastica fanno da contorno ad un Ozzy che forse ritrova la verve degli anni che furono. Il disco si chiude con “Dear father” il pezzo secondo me più bello del disco, puro heavy metal impreziosito dagli assoli di Iommi;  e così come tutto è iniziato tutto finisce, il rumore del temporale e dei tuoni che apriva la “Triade del Diavolo” ovvero “Black Sabbath” nel disco “Black Sabbath” dei Black Sabbath. Comunque dopo un bel po’ di ascolti le mie impressioni sono…neutre; tecnicamente il disco è validissimo, non fa una piega, mentre i suoni li lego, per forza, alla mia giovinezza e difficilmente riesco a scinderli anche perché ho aspettato troppo tempo questo momento. Anche per loro del resto mi sembra che sia inutile rincorrere il passato. Quindi che dire, non sarà un capolavoro, un disco epocale ma si avverte distintamente che Ozzy&Co sono in forma…e le buone intenzioni si sentono tutte. Onesto. leggi anche… Heimatklange. 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Lavori che saranno accuratamente esaminati e giudicati dai nostri collaboratori in un articolo ad hoc riservato alla band di turno. Per farci avere le vostre segnalazioni ed inviarci le vostre canzoni basterà contattarci al seguente indirizzo: redazione@musicastrada.it Il prossimo neo famoso (in realtà la sua popolarità è ormai in netta ascesa) su cui Gaia Balatresi ha concentrato la sua attenzione è Giuseppe Peveri, in arte Dente. A cura di Gaia Balatresi Allora: Tenco non può essere, che non resse a un mondo di papaveri e di papere; Battisti nemmeno, che dopo il divorzio con Mogol si fece meno melodico; non è Ivan Graziani che era un altro tipo fisico. Non è nessuno di questi tre Giuseppe Peveri, in arte Dente, perché come loro sarà difficile che ce ne siano altri, ma in qualche modo li ricorda, li prende a modello, in parte li emula e in parte li considera basi da cui partire per dire la sua nell’ambito della canzone d’autore italiana. E ai grandi nomi italiani in effetti dimostra da sempre di rifarsi: dopo l‘esordio nel 2006 con l’album Anice in bocca, resta fedele ai sapori vintage con un tour intitolato 1910, rivisita Pensiero stupendo di Patty Pravo che diventa la sigla del programma omonimo in onda su Popolare Network, strizza l’occhio ad un titolo celeberrimo con l’ultimo album Io tra di noi del 2011. E’ in grado, giovane e ancora non inserito nei grandissimi circuiti, di attrarre l’attenzione degli addetti ai lavori: su invito di Federico Fiumani reinterpreta Verde dei Diaframma per una compilation; partecipa con Beato me al progetto “Il Paese è reale” degli Afterhours e a “La leva cantautorale degli anni Zero” realizzato da Club Tenco e Mei con la casa discografica Ala Bianca. Partecipa come special guest ai lavoro di tanti nomi della nostra musica che lo vogliano con loro riconoscendogli carattere e capacità di interpretare il presente e mettrlo in poesia. Ha le idee chiare il ragazzo e le mette nero su bianco dal settembre 2009 con la rubrica settimanale “Il Disco Di Dente” che cura per Il Fatto Quotidiano, ma non per questo rinuncia al contatto con la gente: già nell’estate dello stesso anno, dopo l’uscita del suo Non c’è due senza te era già in grado di riempire le piazze e i locali nelle 80 date live del suo tour. Nato a Fidenza nel 1976, Dente si presenta come lo chansonnier italiano degli anni zero: singolare già nel presentarsi al pubblico con un aspetto da clown triste, sognatore e stralunato, canta l’ansia della precarietà affettiva legata a doppio filo a quella sociale che contraddistingue la sua generazione, riuscendo a modulare a questo scopo lo scontento esistenziale dei suoi altissimi modelli con una freschezza che rende la sua musica e i suoi testi attuali e condivisibili anche ai giovanissimi. Premiato al Mei 2009 con il PIMI per l’album dell’anno, arriva fra i cinque finalisti delle Targhe Tenco, e approda di recente anche a Pisa nell’ambito del Pisarock Festival: resta ironico e autoironico, adorabilmente fragile e per questo credibile come paroliere della situazione attuale, dell’incertezza della vita, dell’amore. Non abbiamo che da aspettare la sua emancipazione dall’immagine di emulo dei nostri più grandi poeti musicali e potremmo iniziare a collezionare gli album. Dente – Saldati (Video Ufficiale) [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! 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