La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness

reese_16_9

La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness

Cambio di rotta per i Reese, che dopo tre singoli pompati ed energici ci mostrano il loro lato più nascosto ed intimo…

Formatasi a Vicenza, ufficialmente nel 2010, la band veneta propone un melodico e moderno alternative rock; dopo l’uscita di due demo ed un EP, nel 2014 vincono alcuni contest locali ed iniziano a farsi conoscere, aprendo anche alcuni live ad artisti di fama internazionale.
Black Russian, il primo album, esce nel 2017 e viene promosso con diverse date live in Europa (Italia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca e Germania). Le registrazioni del secondo LP, undici tracce, vengono interrotte dalla pandemia e l’uscita posticipata dal 2020 al 2021. Da qui sono estratti i singoli Apnea, Too Many Things, Dreaming Pieces e l’ultimo, appunto, Mirror of Weakness, che con i suoi cambiamenti di mood e dinamiche rappresenta uno degli aspetti fondamentali del nuovo disco.

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

Presente da pochi giorni sulle piattaforme online, il quarto estratto dall’album in prossima uscita della band veneta esprime il loro rock elettrico ma dimostra una cura maggiore alle melodie ed è decisamente più fluido all’ascolto rispetto a Black Russian. Un album composto da esperienze personali, sensazioni ed emozioni che toccano tutti e che rappresentano tematiche importanti della vita di tutti i giorni. Mirror of Weakness parla nello specifico del difficile rapporto che ognuno di noi ha davanti a chi, in un modo o nell’altro, ci restituisce l’immagine di ogni nostra debolezza; le stesse persone che disprezziamo perché ritenute troppo diverse da noi, o magari perché ai nostri occhi appaiono più oneste nei confronti degli altri e della vita stessa.
Un piacevole ascolto, Mirror of Weakness, che consiglio in attesa dell’ormai attesissimo nuovo album… buon ascolto.

https://www.facebook.com/reesetheband

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine6 Aprile 2012
    L’ultimo disco dei Mohicani di Maurizio BlattoL’ultimo disco dei Mohicani di Maurizio Blatto 6 Apr 2012 RUBRICA laura martini letteratura in musica  A cura di Laura Martini Inizia oggi una nuova rubrica a cura di Laura Martini chiamata Letteratura in Musica. Ci sono molti libri che “suonano”, pieni di riferimenti musicali. Leggendoli è come se potessimo ascoltare la colonna sonora che li accompagna. Il primo viaggio musicale che vi proponiamo è “L’Ultimo disco dei Mohicani” di Maurizio Blatto «Se apri una finestra verso il mondo, prima o poi il mondo entrerà». Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Ed è questo che succede al Backdoor, negozio di dischi torinese, che Maurizio Blatto ci racconta in una specie di diario popolato di personaggi reali quanto surreali che ogni giorno varcano la porta per entrare in un mondo fatto di musica, tra richieste strampalate e manie quasi patologiche. C’è chi sa cosa cerca, e lo ricerca con spasmodica dedizione e precisione, percorrendo i solchi del vinile come la strada verso la felicità, chi invece entra solo perché la porta è aperta, generando scene di comicità unica, che Blatto racconta con ironia e divertimento. Se c’è chi chiede se è possibie vendere dischi di gente morta, «morti i musicisti o chi li vende?», «entrambi», c’è anche chi non lascia passare un sabato senza fare il castoro (detto di chi con velocità sorprendente scorre le copertine dei vinili negli espositori). Mentre i Velvet underground, gli Smiths, Iggy pop, Belle e Sebastian, ma anche i Pooh e la Ruggero accompagnano la lettura nella compilation che Blatto ha scelto per dare vita ai suoi personaggi e farci vivere le strampalate storie racchiuse nello scrigno del Backdoor, l’autore ci porta in un mondo parallelo dove i vinili sono croce e delizia, dove mogli infuriate venderebbero la collezione del marito per un bilocale ad Alassio, dove mariti affittano monolocali solo per ospitare l’hi-fi perfetto, dove c’è chi cerca non solo un consiglio di musica, ma “la risposta” ai casi della vita, e dove pure Matt Dillon fa una sua comparsata varcando la soglia del negozio quasi ignorato dai clienti immersi in copertine e vinili alla ricerca del pezzo introvabile. Sotto lo sguardo attento di Blatto i personaggi prendono vita e ci sembra di stare lì, tra gli scaffali e gli espositori o dietro al bancone, con il Signor Franco che sta nel retro a controllare l’incontrollabile e inaspettato che puntualmente entra spalancando la porta del negozio. Una famiglia, un microcosmo dedito alla musica, dove c’è posto per gli esperti e i neofiti, che vengono accolti come nuovi membri del gruppo, protagonisti di un pezzetto di storia assurda e originale che mancava, in attesa dell’unica domanda per la quale Blatto ha già la risposta pronta: «Tu che cosa stai facendo nella vita, eh?». «Io? Io sto ascoltando dei dischi» Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Guida musicale alla lettura:People are strange, The DoorsAlien Soundtracks, ChromeTigermilk, Belle and SebastianLa donna è mobile, Giuseppe VerdiIt’s a Man’s Man’s Man’s World, James BrownVa bene, va bene così, Vasco RossiHit Parade International (un volume a caso), Armando Curcio editoreL’ultimo combattimento di Chen, John Barry (colonna sonora)Un pezzo qualsiasi di Kool & The GangLust for Life, Iggy PopFreak Out!, Frank ZappaTake Them On, On Your Own, Black Rebel Motorcycle ClubIu-Gu, Iansturzense NababenCaruso, Lucio DallaSex Machines, James BrownDime Carino, Wichy CamachoMad World, Tears for FearsBorn to Fight, VanadiumPer un’ora d’amore, Antonella RuggeroDragostea tin dei, O-ZoneChi non lavora non fa l’amore, Claudia MoriNew Adventures in Hi-Fi, R.E.M.Unfinished Sympathy, Massive AttackRotolando respirando, PoohChattanooga Choo Choo, Glenn MillerRastaman Vibration, Bob MarleyIn the Air Tonight, Phil CollinsGladiator, Hans Zimmer e Lisa Gerrard (colonna sonora)Adolescent sex, Japan/David SylvianTupelo, Nick CaveClimax, Ohio PlayersGroup Sex, Circle JerksAqualung, Jethro TullWhere Were You Hiding When the Storm Broke?, The AlarmHow Soon is Now?, The SmithsWe are Family, The Ritchie Family L’autore:Maurizio Blatto. Nato a Torino nel 1966, ha accantonato sul nascere una carriera da avvocato preferendo Backdoor, storico negozio di dischi cittadino. Collabora da anni con la rivista musicale “Rumore”.La sua canzone è How Soon Is Now? degli Smiths. Dovendo scegliere, sceglie vinile. L’ultimo disco dei Mohicani è il suo primo libro. La scheda del libro: Titolo: L’Ultimo Disco dei MohicaniAutore: Maurizio BlattoCasa Editrice: Castelvecchi, 2010Collana: Le TorpediniLunghezza: 228 paginePrezzo: 15 € leggi anche… Dudu Manhenga dallo Zimbabwe una cantante impegnata per i diritti delle donneMagazineDalla Russia al Canada con fermata a Berlino. Ecco chi è la ragazza cinese – Li avete sentiti questi? ChinawomanMagazineDue Moniker del Lo-fi – Band a confronto: Smog e SparklehorseMagazineUn pirata da salotto: l’involuzione di Piero!Magazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine12 Dicembre 2020Dalla parte di VinicioDalla parte di Vinicio 12 Dic 2020 RUBRICA pensieri in musica  A cura di Lukas Bernardini Parecchi anni fa, quando vivevo in Messico e Youtube era ancora relativamente una novità, mi sentii deliziato dalla possibilità di andare a riscoprire dischi e canzoni del mio passato che non ascoltavo, magari, da decenni. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui E, di certi artisti, indagare il percorso successivo, scoprendo lavori che non avevo avuto la possibilità di acquistare. Soprattutto di quelli italiani, che in Messico non avevano diffusione (fatta eccezione per alcune edizioni di grandi successi generici, quasi folcloristici, Modugno, Carrà, Ricchi e Poveri, Nicola di Bari!). Quando si vive all’estero e si è appassionati di musica, le note e le parole di un artista amato ricongiungono con la propria terra, e non c’è nulla di triste o di nostalgico, solo un senso di sicurezza, come se da qualche parte, sotto la corda dei tuoi funambolismi, ci fosse sempre una rete tesa, pronta ad accoglierti in caso di caduta. Questo, per me, era Vinicio Capossela. Ero in Messico quando uscirono dischi fondamentali come “Canzoni a Manovella” e “Ovunque Proteggi”. E c’ero anche dopo, quando uscirono “Da Solo” e “Marinai, Profeti e Balene”. Mi gettai a capofitto in quelle atmosfere magiche, dentro c’era l’Italia, ma anche tanti altri mondi, passati e presenti, reali o immaginari. Un giorno lessi un commento riguardante la canzone “Pryntyl”, incantevole ritratto di una sirena tratto da “Scandalo negli abissi” di Louis Ferdinand Céline. Si trattava addirittura di una accusa di plagio. Secondo l’autore del commento la canzone di Capossela era spudoratamente copiata da “Honolulu Baby”, brano del 1933 scritto per un film di Laurel and Hardy (da noi Stanlio e Ollio). Ora, pur ammettendo una certa somiglianza, non fosse altro per l’impronta musicale che Capossela aveva voluto dare al pezzo, mi sembrò un commento fuori luogo. E mi azzardai a rispondere con una semplice frase: il plagio non esiste. Era un velato riferimento al grande Nino Rota, che era stato accusato di plagio per la colonna sonora de “Il Padrino”, quando in realtà aveva semplicemente plagiato se stesso, riprendendo il suo tema per “Fortunella” di Eduardo de Filippo. Questo paradosso spiegava come il cosiddetto “plagio”, ovvero l’uso di brani altrui, per dirla con le parole del saggista Giorgio Mangini, debba essere considerato come un modo di “ereditare per non possedere”. Improbabile, quindi, per un musicista, scrivere prescindendo da quello che è il suo bagaglio musicale. Ma questo non significa copiare. Omaggiare, forse, è la parola più indicata (lasciamo stare il caso Michael Jackson Al Bano, per favore). Ma la risposta del mio contendente è caustica: se il plagio non esiste, Capossela non esiste. Colpito e affondato. Ben presto scopro che quel tizio non è il solo a pensarla così. “Polpo d’amor”, pezzo d’atmosfera registrato con il gruppo texano Calexico, sarebbe il plagio nientemeno che di “Jockey full of bourbon” di Tom Waits, “L’oceano oilalà” una scopiazzata di De Andrè, ma le accuse tirano in ballo Paolo Conte e perfino Gianna Nannini. Commenti di illustri sconosciuti, intendiamoci, che si perdono comunque nelle miriadi di “genio”, “meraviglia”, “il più grande di tutti”, “poesia inarrivabile” ecc… Mi ritrovo però a domandarmi chi sia davvero Vinicio Capossela. Per me, non per gli altri. L’accusa di scimmiottare Tom Waits è la più ricorrente. Lui stesso mi pare che non ne abbia mai fatto mistero, tanto da ingaggiare Marc Ribot, storico chitarrista di Waits, per ricreare proprio quelle sonorità. È il verbo scimmiottare che non gli rende giustizia. Genio? No. Non ha inventato un genere, non ha creato uno stile inconfondibile come Waits o lo stesso Paolo Conte. E mai si è atteggiato a genio, per altro. L’approccio musicale di Capossela è diverso. Grande musicista e stravagante paroliere, ha messo la sua arte al servizio di suggestioni letterarie, mitologiche, storiche, personali, attribuendo ad ognuna la musica che riteneva più adatta all’argomento trattato e attingendo alla sua cultura musicale, che spazia dal jazz alla musica balcanica, dal blues alla chanson francese, dalla bossa nova ai mariachi, dal rebetiko allo swing, dalla tradizione popolare alla musica etnica. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Ogni sua canzone sembra essere un cortometraggio in cui la musica sorregge un testo che corrisponde alle immagini. Se il soggetto richiede atmosfere waitsiane, lui è in grado di riproporle a suo modo, senza fare torto a nessuno. Ma copiare è altro, accusare di questo Capossela sarebbe come accusare Eric Clapton di aver copiato BB King. Si chiama ispirazione. Ai più scettici lascio una lista, fatalmente incompleta, che non paga neanche quel pegno, solo canzoni sue, super sue (come disse Fernanda Pivano a proposito di “Like a rolling stone” di Bob Dylan): – All’una e trentacinque circa– Modì– Ultimo Amore– …E allora mambo– Non è l’amore che va via– Con una rosa– Bardamù– Resto qua– Dove siamo rimasti a terra nutless– Moskavalza – Ovunque proteggi– Orfani ora– Il povero cristo Lascio fuori “Marinai Profeti e Balene” che, pur essendo pieno di ispirazioni riferibili ad altri autori (come di brani del tutto originali), è una sorta di concept album che va considerato per intero, meraviglioso viaggio attraverso mari in tempesta, paure ancestrali, creature mitologiche, congiunzioni astrali, venti mediterranei densi di salsedine e metafore bibliche. Per concludere, vorrei citare le parole dello stesso Capossela alla fine di un concerto al Palladium di Roma a cui ebbi la fortuna di assistere nei primi anni 90, che all’ovazione di un pubblico che aveva già intuito in lui un patrimonio italiano di cui andare fieri, rispose semplicemente: «Grazie. Sono solo un cantante». leggi anche… Nella tana del coniglio! ShE! NoThinG – Rabbit HoleMagazineIL BEFOLKO Riesta N’Atu PpocoMagazineSecondo singolo per i Death of a Legend: Beyond ThunderdomeMagazineCarnaby Street Revisited – Band a Confronto: Soft Boys, Desperate Bycicles, Television Personalities, XTC-Dukes Of StratosphearMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine27 Gennaio 2011Un disco lungo…250 Km!!!di Massimo Giuntini Io ho un collega, nonchè carissimo amico, che si chiama Raffaello Simeoni. E’ un cantante e polistrumentista come se ne trovano pochi. Ci siamo conosciuti circa dieci anni fa, ed è subito scoccata la scintilla della sintonia artistica. Molte sono state le volte in cui abbiamo diviso il palco, e sempre c’è stata la sensazione di un gran bel potenziale nonchè di grandi affinità per quanto riguarda i gusti musicali. Venne quindi automatica, già anni or sono, l’idea di fare un disco insieme. Un disco intero, non partecipazioni nel disco dell’altro; quelle c’erano già state. No, sarebbe stato bello cercare di esprimere questa sintonia artistica con un intero cd, tutto fatto da noi. Già all’epoca eravamo entrambi molto impegnati, e quest’idea di un cd a due nomi venne per il momento accantonata. Purtroppo (nello specifico, in assoluto per fortuna) siamo rimasti entrambi impegnati per molto tempo, fino all’autunno 2010, stagione nella quale abbiamo azzerato (o limitato) impegni vari per poter finalmente arrivare ad iniziare il lavoro sul cd in questione; troviamo il discografico disposto ad investire su di noi, troviamo la distribuzione, troviamo tutto quello che serve. Si comincia!! Già… Peccato che io abitassi in Casentino e lui a Rieti… E’ stata la prima volta per me in cui un lavoro che sfocerà in un album è stato impostato in modo da dipendere molto dalla rete, per quanto riguarda proprio la sua registrazione, e la cosa mi spinge ad alcune riflessioni. Tutti noi che suoniamo prediligiamo l’esecuzione dal vivo, perchè il cuore, l’anima del musicista non possono essere riprodotti da nessun software per quanto fedele, ed ogni volta che registriamo cerchiamo di catturare l’anima di una parte musicale in modo da emozionare l’ascoltatore. Figuriamoci se non mi ero preoccupato del risultato di questo lavoro… Dunque, si faceva così:  uno dei due abbozzava un pezzo, poi mandava un mp3 all’altro tramite mail; l’altro lo sentiva, si faceva un’idea di come arrangiare quel pezzo, della direzione in cui spingerlo, poi chiamava il primo al telefono per sentire se era d’accordo o no. Trovato l’accordo telefonico, il secondo registrava le tracce di alcuni strumenti e poi spediva un cd con i file wave all’altro, che li inseriva nel computer poi li mixava, e via così fino alla fine. Semplice, no? Ora, alla luce di tutto questo, la rete ci ha semplificato la vita o ce l’ha resa un CASINO bestiale? Metteteci nel mezzo alcuni cd masterizzati male, le poste che perdono la roba, la connessione che si incanta, formati illeggibili dal computer dell’altro…in molti momenti, personalmente, ho avuto la sensazione di spingere un monolite con la schiena sulla cima di un monte. La cosa importante rimane, naturalmente, il risultato finale; entrambi siamo molto contenti di come sta venendo il lavoro; poi, tutto sommato, una volta presa la mano con questo modo di lavorare le cose vanno anche abbastanza da sole. Proprio questo passaggio porta alla riflessione finale: forse tutto questo bordello che c’è nel mondo adesso (ogni riferimento ai palazzi governativi è puramente casuale) equivale alla nostra prima fase: ci sono un sacco di strumenti nuovi, e ancora non siamo in grado di usarli in modo appropriato. Poi, quando saremo smaliziati abbastanza, le cose andranno decisamente meglio. Ecco quindi l’ideale utopico fare nuovamente breccia nell’animo nostro; è dai tempi de “La Città del Sole” di Tommaso Campanella che l’uomo cerca un’alternativa fantasiosa alla triste realtà; quasi quasi quella riflessione la brevetto, ci scrivo un libro poi vado in televisione a farmi pubblicità. Anzi, sapete cosa? No. [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada