La perla nera – Fuoriusciti: Michael Kiwanuka

L’esordio di un nuovo talento nel mondo della Black Music. La recensione dell’album di debutto “Home Again”.

A cura di Francesco Virdis

Se da diversi anni la corona della musica soul è senza testa, considerando che artisti come Prince o Sly Stone si sono offuscati con l’avvento degli anni 2000, il 2012 potrebbe essere l’anno del tanto atteso incoronamento. Un incoronamento senza precedenti se si considera che per la prima volta potrebbe non vedere protagonista un artista americano, ma uno inglese.

A vederlo, infatti, Michael Kiwanuka non dà certo l’aria di provenire dalla terra dei Beatles ma, per stile musicale e connotati, dalle desolate terre del sud-est americano.

Il ventiquattrenne londinese ha debuttato con il suo primo album intitolato “Home Again” il 12 marzo di quest’anno. La produzione è firmata Paul Butler (leader della band indie rock The Bees) e le registrazioni sono state effettuate a casa di questi a Ventnor nell’isola di Wight,  vetrina ed epicentro di importantissimi eventi musicali. Il che la dice lunga sugli ambienti che hanno condizionato e si spera che continueranno ad influenzare il giovanissimo artista.

Il Tour è partito il 18 aprile da Parigi, è passato per i Magazzini Generali di Milano il 20 (unica data italiana) proseguendo poi per l’Europa e per gli Stati Uniti. Purtroppo i dieci brani dell’album non hanno praticamente nulla di innovativo e, anche per questo, è forse troppo presto per parlare di corona.

Ma la qualità è ottima e gli arrangiamenti, per niente banali, sono costruiti su un ispirazione che poggia pienamente sullo stile del grandissimo Marvin Gaye e arrichiti con consistenti aloni Folk e Jazz.

Eccellente l’uso dei fiati soprattutto in “Tell Me A Tale”, dove creano un sound sofisticato ed elegante. Ottima anche voce matura e profonda di cui è dotato che non lascia a desiderare nulla di meglio. Anche se Home Again è marcato nettamente da una vena afro-soul non sfuggono le capacità poliedriche dell’artista che lascia intravedere influenze gravitanti attorno al Funk, alla Calipso e al Folk tipico di Cat Stevens.

Tell Me a Tale – Michael Kiwanuka – Uno dei due singoli estratti