Le sorelle dell’Apocalisse Volkova Sisters

Li avete sentiti questi? Volkova Sisters

A cura di Pietro Marfi

The darkest-strangest night is comin’ over. Se la notte si vede dal buio, beh…questa è una notte tostissima dove le uniche stelle sono loro le Volkova Sisters.
Il nome del gruppo è tratto dal romanzo Pattern Recognition, tradotto in italiano L’accademia dei sogni, di William Gibson, lo scrittore che ha reso noto il cyberpunk.

Avete presente le gemelle di Shining? A confronto con le sorelle Volkova sembrano le testimonial di uno spot per ghiaccioli alla liquirizia.

Direttamente dal sottosuolo di Budapest e con due ep all’attivo questi tre ragazzotti si muovono alla conquista del mondo e, vedrete, presto li osserveremo piantare la loro bandiera come novelli Armstrong. Dalma Berger, Dániel Sándor, Gergely Kovács: questi i nomi dei nostri cavalieri.

Affondano le loro radici nell’humus oscuro degli anni ’80, cavalcano l’onda tenebrosa come surfisti dell’apocalisse. My Bloody Valentine, Coil fra le influenze ma anche Cold Cave e Zola Jesus echeggiano nei loro brani.
Suoni cupi come un incantesimo nero, freddi come un’era glaciale, taglienti come excalibur.

Hope è la loro recente fatica: la mela avvelenata che vuol farsi mordere, uno vaso di pandora che cela perle come “Shiny fay of sorrow” e “Das Mädel und die Dunkelheit”. Le loro canzoni, come ninfe, vi incanteranno e vi trascineranno con loro sul fondo del lago sonoro. Hope, speranza, suona più come una promessa: la promessa che presto torneranno con un lavoro epico.

Volokova Sisters – Shiny Fay of Sorrow