"Live" is better...Io c'ero: il concerto di Frankie Chavez al Cage Theatre

“Live” is better…Io c’ero: il concerto di Frankie Chavez al Cage Theatre

RUBRICA

A cura di eva masoni

Frankie Chavez; inizio con il suo nome sperando che rimanga bene impresso a tutte le persone che leggeranno questo articolo! Artista portoghese (“adottato italiano”) dal talento sconfinato porta con sè la sua musica e il suo batterista in questo tour italiano.

Ho avuto il piacere di essere presente il 5 aprile a Livorno al Cage Theatre dove si è esibito. Già in precedenza avevo ascoltato la sua musica e posso dire che oltre ad aver mantenuto le mie aspettative è riuscito addirittura a superarle.

È un chitarrista eccezionale anche se a tratti introverso, ma la sua voce riesce ad avvolgere il pubblico, complice anche il suo sound Nu-folk-rock-blues che riscalda l’ambiente. E poi con il suo portamento molto familiare riesce comunque a trasportare il semplice ascoltatore fino a farlo sentire parte integrante dello spettacolo.

Il concerto si è aperto con due canzoni inedite eseguite senza l’aiuto delle percussioni che sono servite a mostrare l’invidiabile maestria tecnica di Frankie che scandiva sempre il tempo con il piede, da vero bluesman.

Con l’arrivo sul palco di João Correia lo spettacolo si è spostato su atmosfere più energiche dando vita ad un alternarsi di canzoni conosciute e non, con l’aggiunta di pezzi strumentali che donavano una sorta di armonia all’esibizione.

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Consiglio a tutti di tenere d’occhio questo duo perché probabilmente sentirete presto parlare di loro e visto il prezzo del biglietto (7 euro) in relazione alla qualità del concerto spero che molti ascoltatori sfruttino l’occasione per seguire la musica di Frankie Chavez e aiutarlo ad avere presto il riconoscimento che merita.

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Insomma per Johnson pareva prospettarsi una carriera luminosa, invece dopo questo boom non si è saputo più niente e l’autore di “Glorious” è finito ingloriosamente nel dimenticatoio. A esser sincero non posso dirmi dispiaciuto di questa repentina caduta, perché ho sempre mal sopportato Andreas Johnson e soprattutto la sua hit. L’ho sentita talmente tante volte che appena la radio la intonava ero assalito da forti sensazioni di nausea; in più ho sempre trovato “Glorious” altamente stucchevole e poco originale; e se poi se c’è una cosa che mi da veramente fastidio è l’attacco del ritornello con la parte strofa che sembra fatta con il copia/incolla. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Vabbè, ma queste sono solo considerazione personali. Resta il fatto che questo disco ha venduto milioni di copie. Il disco in questione è del 1999, si chiama “Liebling” e contiene 13 brani. Il primo è appunto “Glorious”  che sbilancia un po’ l’album, ovvero “intanto ti piazzo il pezzo forte all’inizio; poi il resto è un’altra cosa!” infatti gli altri 12 brani rasentano la sufficienza: molto melodici, abbastanza eterogenei; tolta Gloroius il disco procede con un impronta alla Verve, tanto per farsi un’idea. Comunque dopo questo Liebling il ragazzo ha pubblicato altri 3 o 4 album non degni di nota che non hanno nemmeno sfiorato la popolarità avuta con Glorious. L’hanno avvistato a pescare salmoni nei laghi scandinavi: per isolarsi dal mondo (dice in una recentissima intervista ndr.). Proprio una fine “InGlorious”, direi. leggi anche… Una Dinastia di Canterbury Wilde Flowers ed erediMagazineDue chiacchiere con Harshil Filippo Chiostri facilitatore di DRUM CIRCLEMagazineLa Malia delle Note Selvagge Into the Wild OST di Eddie VedderMagazineAvere Ventenni – Life On MARRSMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. 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Leeds, tipica città universitaria, era il fulcro di una corrente culturale e artistica che partiva dai gruppi più politicizzati (maoisti, trotzkisti, marxisti-leninisti) e arrivava fino al situazionismo passando fra varie forme di militanza. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Dal calderone del dipartimento di Belle Arti provenivano i membri di Gang Of Four,  Mekons e Delta 5. I Gang Of Four non erano marxisti puri ma facevano parte di quel pot-pourri ideologico di sinistra autodidatta che fondeva sistemi di pensiero diversi (Gramsci, Lukacs, Althusser, Brecht): il gruppo aggiunse un dosato pizzico di rigore ideologico al suo sound secco, essenziale spezzettato dalle glaciali stoccate funk di Andy Gill (chitarra), dai ritmi anti-rock di Hugo Burnham (batteria) e dalle figure dub di Dave Allen (basso). I testi erano invettive influenzati dal teatro antinaturalista e didattico di Brecht: una feroce descrizione della realtà e delle strutture profonde ed egemoniche che governano la società capitalista(un tipico concetto di Gramsci). Nel primo EP Damaged Goods (1978) sono le pulsazioni del basso, la chitarra tagliente e i loop ritmici a contraltare i desolati sermoni di Jon King (voce) sull’amore romantico (Love Like Anthrax, la title-track). Prima dei Gang Of Four, furono però i Mekons – inizialmente una loro appendice – a firmare un contratto con la label indie Fast Product e a pubblicare il cacofonico hit  Never Been In A Riot (una satira di White Riot dei Clash; 1978). I due gruppi agivano come una cooperativa anche se  l’approccio dei Mekons era più politico, casuale e informale (ovvero egualitarismo e dilettantismo musicale). Il secondo vendutissimo hit Where Were You  uscì a fine 1978, dopodiché passato alla Virgin, il gruppo pubblicò The Quality Of Mercy Is Not Strnen (1979) che divenne un classico del punk indipendente grazie al suo stile sciatto e amatoriale (Trevira Trousers, After 6, What, Dan Dare, Beetrot) ma mise in luce i limiti del loro dilettantismo ideologico di fronte al successo: Jon Langford (chitarra, voce) emerso come leader spinse il gruppo verso un dance pop creativo (Teeth) e poi se ne andò lasciando il gruppo in ibernazione. I Gang, più disciplinati gestirono meglio l’abbrivio iniziale. Fin dalla famosa copertina, l’album Entertainment (1979) è uno dei più significativi capolavori del post-punk con il suo funk sobrio ma aggressivo e remoto (il singolo At Home He’s A Tourist,  Natural’s Not In It, Return The Gift), infarcito di dissonanze laminate (Ether), invettive agit-prop (Not Great Men, Contract), a volte ballabili (I Found That Essence Rare), a volte volutamente disarmoniche (Guns Before Butter). Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Subito dopo il gruppo partecipò al tour di Rock Against Racism con un altro gruppo militante di Leeds, i Delta 5. Nati come propaggine dei Mekons, I Delta 5 (3 ragazze e 2 ragazzi) univano tematiche femministe (Mind Your Own Business, You) al punk-funk dei Gang (con 2 bassi!) e furono famosi per i loro scontri con i membri del National Front, si sciolsero dopo il fallimento commerciale del I° LP See The Whirl. Un altro gruppo agit-funk dello stesso giro furono gli Au Pairs (2 ragazzi e 2 ragazze di Birmingham). Guidati da Lesley Woods erano noti per i loro testi che esaminavano spietatamente la sessualità e le relazioni fra generi. I brani migliori It’s Obvious, Set Up, Come Again, Armagh  sono tutti sul I° LP Playing Wit A Different Sex (1981). Agli inizi degli anni ‘8o  solo i Gang Of Four restavano sulla breccia, con esperimenti armonici come Outside The Trains Don’t Run e It’s Her Factory (dall’ EP Yellow; 1980). Solid Gold (1981) con i suoi ritmi feroci e atonali (Paralysed, A Hole In The Wallet, Cheeseburger) e la disco di To Hell With Poverty furono gli ultimi fuochi. A metà gli anni ’80 i Mekons riemersero con  Fear And Whisky (1985), un album di country con tanto di violino (di Suzie Honeyman), atmosfere da pagliaio (Country), inni alla Woody Guthrie (Chivalry), sovratoni alla Pogues (Hard To Be Human Again, Last Dance). I gruppi di Leeds furono i portavoce degli intellettuali di sinistra: migliori i Gang Of Four la cui musica violenta ma non macho resta la più influente del lotto. leggi anche… La Top Five ContagiosaMagazineMordersi il gomito OK, il pezzo è giusto! Bad Motherfucker di Biting ElbowsMagazinePrima del Diluvio David CrosbyMagazineLa Musica dal MondoMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! 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Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Vezzo, desiderio di non apparire, fascinazione dell’ignoto, volontà di anteporre la musica ad ogni immagine, anche alla propria. Ne abbiamo pensate di tutte per carpire le motivazioni che spingevano certe band a presentarsi sul palco a volto coperto. In realtà, forse, si trattava solo di un piano astutamente congegnato per acquisire “carisma e a-sintomatico mistero” (come asserirebbe Franco Battiato) e il lasciapassare per suonare anche in questo “tempo guasto”. Per aggiustare tutto, se il DPCM di turno lo concedesse, si potrebbe però pensare ad un Festival Antivirus coi controfiocchi con una line up di “gruppi mascherinati”. Un modo per arginare l’epidemia, quella cattiva, e al contempo dare libero sfogo all’irrefrenabile morbo di assistere di nuovo ad un concerto live che ha già contagiato ogni amante di musica. Per la location avrei pensato alla Puglia, precisamente in Piazza Castello a Copertino, tanto per essere più tranquilli. Come antipastino per gli headliners della sera potremmo partire in bellezza intorno alle 18.00 con M¥ss Keta e una mezzoretta di hip pop-pop in grado di scaldare l’ambiente. E come non offrire altri meritati 30 minuti anche al “blues da panico” dei The Cyborgs, gli “0” e gli “1” del nostro sistema melodico, i saldatori binari di note in grado di far sobbalzare ogni ascoltatore al ritmo di “Shake your mask”. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada A seguire, restando in Italia, e abbinando buona musica, mascherine creative e fumetti d’autore, potremmo dare spazio per un’altra mezz’ora all’energizzante punk rock dei TreAllegriRagazziMorti. A Toffolo e soci e al loro “piccolo cinema onirico” il compito di aprire la kermesse verso orizzonti internazionali. E alle 19.30 sul palco per 45 minuti di assoluta estasi electro-pop salirebbero i the Knife, a cui occorre assolutamente dare carta bianca in fatto di camuffamenti. Alle 20.15 squilli di tromba per l’esibizione dei The Residents, rigorosamente in frac-bulbo oculare e cilindro per spiazzare letteralmente il pubblico con le loro originali “produzioni”. Poi il main event. Dalle 21.00 alle 22.30 il supermegaconcerto dei redivivi Slipknot che già a Febbraio 2020 hanno dimostrato a Milano di non temere nessun virus, ma anzi di poter contagiare ogni platea, ogni Forum, con il loro metal-contemporaneo. A chiudere il miglior Festival Antivirus di sempre non poteva mancare la più raffinata musica elettronica del pianeta, quella dei Daft Punk coi loro pezzi sublimi e immortali (quindi a prova di virus). A mezzanotte in punto, infine, tutti gli artisti si ritroverebbero in scena ad un metro di distanza uno dall’altro per eseguire la versione più sofisticata e suggestiva de “Il mio cane con tre zampe”, il doveroso e sentito omaggio a Elisabetta dei Sick Tamburo. Che ne dite? 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Non fu solo l’hardcore a manifestare la propria opposizione ai governi conservatori della Thatcher e al riflusso anni ’80; alcuni gruppi usarono codici musicali più sperimentali. Un assaggio è il trash feroce e espressionista dei Crass, tardo-hippie diventati anarco-punk nel 1977. I loro primi anthem (antirazzisti, pacifisti, femministi, anticlericali) furono raccolti sul mini-LP Feeding Of 5000 (1978; Asylum, Do They Owe Us A Living, They,ve Got A Bomb). I Crass raggiunsero il top con Stations Of Crass (1980) con un sound violento (Mother Heart, White Punks On Hope), paranoico (Fun Going On, Tired), epilettico e provocatorio (You’ve Got Big Hands, I Ain’t Thick, Big Man)che sfiorava a volte l’avanguardia (Walls, Upright Citizen). La band continuò il suo agit-prop politico col concept  Penis Envy (1981) su temi femministi e con Christ (1982; gli slogan ribelli di 1980 Bore, Rival Tribal Rebel Rebel) e demenziali (Have A Nice Day). Affini ai Crass (per anarchia e pacifismo) ma più brutali furono i Discharge (il singolo Realities Of War e Protest And Survive sul LP Hear Nothing See Nothing Say Nothing nel 1983), gli Exploited di Punk’s Not Dead (1981; I Believe In Anarchy) e Troops Of Tomorrow (1982; la title-track) e infine i Rudimentary Peni passati dal trash isterico di Media Person (1981; I° omonimo EP 1981) al noise gotico di Cloud Song (1982; su Death Church) e radicale di Cacophony (1987; Sarcophagus). I New Model Army esordirono con un dark-punk polemico (il singolo del 1983 Great Expectations, The Price del 1984) fattosi poi più vibrante sul LP Vengeance (1984; Christian Militia) e sui singoli No Rest e 51st State (1985). A parità di credo politico, il Pop Group si differenziò da questi gruppi per il suono legato alla musica nera (dub, funk e jazz) e per la prassi della sperimentazione libera. Da questi vorticosi spunti ispiratori emerse una musica di protesta dionisiaca (gli equilibrismi vocali di Mark Stewart, il sax dissonante di Gareth Sager e la chitarra allucinata di John Waddington), un magma di suoni contorti e versi surreali che trascendeva le barriere artificiali fra politica e poesia, civiltà e barbarie, lussuria e spiritualità. Preceduto da Beyond Good And Evil (il singolo funky del 1978), il 1° LP Y (1979) è un terrificante campionario di urla primitive (Don’t Call Me Pain, Don’t Sell Your Dreams), tensione psichica (Blood Money, Savage Sea), improvvisazione eversiva (Words Disobey Me), selvaggi paesaggi sonori evocanti un preistorico stato di natura non contaminato dalla repressione della società moderna (Thief Of Fire, We Are Time, Boys From Brazil). Diventati una comune, con una propria label (la Y), la band aumentò ulteriormente l’impegno politico col singolo We’re All Prostitutes/Amnesty Report (1979) e il mix di free form, funky e denuncia dell’album For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder(1980;Force Of Oppression, Feed The Hungry, la title-track, Justice, There Are No Spectators), soccombendo in fine all’intransigenza dogmatica: rimangono però un esempio unico di punk d’avanguardia. I Fall di Mark E. Smith (voce), sono stati l’ala più critica rappresentando l’ideologia estremista degli anni ’70 e l’anticonformismo radicale britannico sia la critica di fallimenti e ipocrisie di tutte le classi sociali. Nell’EP Bingo Master’s Breakout (1978) s’affidarono a una musica monotona e grezza (Repetition), con liriche ironiche (la title-track), proseguendo nel LP Live At Witch Trials (1979) con uno stile di rock’n’roll abrasivi (Futures And Past, No Xmas For John Quays) e lisergici (2 Steps Back), zeppo di invettive spietate (Frightened, il singolo Rowche Rumble). Il single Fiery Jack (1979), un blues straniato sul recitato sguaiato di Smith, aprì la strada a un pub-rock amatoriale (ma d’avanguardia) che assunse forme creative di tribalismo in Dragnet (1979; Before The Moon Falls, A Figure Walks, Muzorewi’s Daughter, Spectre Vs Rector), di roots rock visionario e caricaturale in Grotesque (1981; Elastic Man, Totally Wired) e recuperando in Hex Enducation Hour (1982) la veemente fierezza (The Classical, Just Step Sideaways) e l’approccio cacofonico (Iceland, And This Day) degli inizi. Dopo i mediocri Room To Live e Perverted By Language (1983), il gruppo risorse col modernismo surreale di The Wonderful And Frightening World (1984;2×4, Elves, No Bulbs) e quello progressive e minimale di This Nation’s Saving Grace (1985; Bombast, LA, I AM Damo Suzuki)rimasto il loro apice discografico. The Exploited – Punk’s not Dead The Fall – Bingo Master’s Breakout [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! 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