L’ultimo disco dei Mohicani di Maurizio Blatto

L’ultimo disco dei Mohicani di Maurizio Blatto

A cura di Laura Martini

Inizia oggi una nuova rubrica a cura di Laura Martini chiamata Letteratura in Musica. Ci sono molti libri che “suonano”, pieni di riferimenti musicali. Leggendoli è come se potessimo ascoltare la colonna sonora che li accompagna. Il primo viaggio musicale che vi proponiamo è “L’Ultimo disco dei Mohicani” di Maurizio Blatto «Se apri una finestra verso il mondo, prima o poi il mondo entrerà».

Ed è questo che succede al Backdoor, negozio di dischi torinese, che Maurizio Blatto ci racconta in una specie di diario popolato di personaggi reali quanto surreali che ogni giorno varcano la porta per entrare in un mondo fatto di musica, tra richieste strampalate e manie quasi patologiche. C’è chi sa cosa cerca, e lo ricerca con spasmodica dedizione e precisione, percorrendo i solchi del vinile come la strada verso la felicità, chi invece entra solo perché la porta è aperta, generando scene di comicità unica, che Blatto racconta con ironia e divertimento. Se c’è chi chiede se è possibie vendere dischi di gente morta, «morti i musicisti o chi li vende?»«entrambi», c’è anche chi non lascia passare un sabato senza fare il castoro (detto di chi con velocità sorprendente scorre le copertine dei vinili negli espositori).

Mentre i Velvet underground, gli Smiths, Iggy pop, Belle e Sebastian, ma anche i Pooh e la Ruggero accompagnano la lettura nella compilation che Blatto ha scelto per dare vita ai suoi personaggi e farci vivere le strampalate storie racchiuse nello scrigno del Backdoor, l’autore ci porta in un mondo parallelo dove i vinili sono croce e delizia, dove mogli infuriate venderebbero la collezione del marito per un bilocale ad Alassio, dove mariti affittano monolocali solo per ospitare l’hi-fi perfetto, dove c’è chi cerca non solo un consiglio di musica, ma “la risposta” ai casi della vita, e dove pure Matt Dillon fa una sua comparsata varcando la soglia del negozio quasi ignorato dai clienti immersi in copertine e vinili alla ricerca del pezzo introvabile.

Sotto lo sguardo attento di Blatto i personaggi prendono vita e ci sembra di stare lì, tra gli scaffali e gli espositori o dietro al bancone, con il Signor Franco che sta nel retro a controllare l’incontrollabile e inaspettato che puntualmente entra spalancando la porta del negozio.

Una famiglia, un microcosmo dedito alla musica, dove c’è posto per gli esperti e i neofiti, che vengono accolti come nuovi membri del gruppo, protagonisti di un pezzetto di storia assurda e originale che mancava, in attesa dell’unica domanda per la quale Blatto ha già la risposta pronta: «Tu che cosa stai facendo nella vita, eh?». «Io? Io sto ascoltando dei dischi»

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

Guida musicale alla lettura:
People are strange, The Doors
Alien Soundtracks, Chrome
Tigermilk, Belle and Sebastian
La donna è mobile, Giuseppe Verdi
It’s a Man’s Man’s Man’s World, James Brown
Va bene, va bene così, Vasco Rossi
Hit Parade International (un volume a caso), Armando Curcio editore
L’ultimo combattimento di Chen, John Barry (colonna sonora)
Un pezzo qualsiasi di Kool & The Gang
Lust for Life, Iggy Pop
Freak Out!, Frank Zappa
Take Them On, On Your Own, Black Rebel Motorcycle Club
Iu-Gu, Iansturzense Nababen
Caruso, Lucio Dalla
Sex Machines, James Brown
Dime Carino, Wichy Camacho
Mad World, Tears for Fears
Born to Fight, Vanadium
Per un’ora d’amore, Antonella Ruggero
Dragostea tin dei, O-Zone
Chi non lavora non fa l’amore, Claudia Mori
New Adventures in Hi-Fi, R.E.M.
Unfinished Sympathy, Massive Attack
Rotolando respirando, Pooh
Chattanooga Choo Choo, Glenn Miller
Rastaman Vibration, Bob Marley
In the Air Tonight, Phil Collins
Gladiator, Hans Zimmer e Lisa Gerrard (colonna sonora)
Adolescent sex, Japan/David Sylvian
Tupelo, Nick Cave
Climax, Ohio Players
Group Sex, Circle Jerks
Aqualung, Jethro Tull
Where Were You Hiding When the Storm Broke?, The AlarmHow Soon is Now?, The Smiths
We are Family, The Ritchie Family

L’autore:
Maurizio Blatto. Nato a Torino nel 1966, ha accantonato sul nascere una carriera da avvocato preferendo Backdoor, storico negozio di dischi cittadino. Collabora da anni con la rivista musicale “Rumore”.
La sua canzone è How Soon Is Now? degli Smiths. Dovendo scegliere, sceglie vinile. L’ultimo disco dei Mohicani è il suo primo libro.

La scheda del libro:

Titolo: L’Ultimo Disco dei Mohicani
Autore: Maurizio Blatto
Casa Editrice: Castelvecchi, 2010
Collana: Le Torpedini
Lunghezza: 228 pagine
Prezzo: 15 €

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine27 Gennaio 2021
    Distruggi il male e va! Ascesa e discesa del “Goldrake” CaraturoDistruggi il male e va! Ascesa e discesa del “Goldrake” Caraturo 27 Gen 2021 RUBRICA via col vento  A cura di Roberto Italiani Questa è la triste storia di un ragazzo del ’72 napoletano di nome Alessio. Alessio è un musicista e cantautore che cerca di sfondare del difficile mondo della musica. Alessio è anche però un amante dei cartoni animati anni 70 (chi non lo è essendo stati bambini negli anni 70..), e in particolar modo di Goldrake, mitico eroe dell’omonimo anime giapponese. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Cosi un giorno imbraccia la sua chitarra ed inizia a canticchiare la sigla dandogli un’impronta onirica, lenta e molto intimista. Ed il pezzo eseguito con quella chitarra acustica e gli archi funziona benissimo tanto è che il risultato che ne esce è assolutamente emozionante. Così pure il video, con quel nostalgico bianco e nero dove si intravede appena la sagoma di Goldrake che sorvola in modo rassicurante la città. Il pezzo esce a giugno 2004 e conquista subito il disco di platino con 20.000 copie rimanendo per più di 2 mesi nella top 5. Certo, gli autori e gli arrangiatori non sono mica dei pincopallino qualsiasi, parliamo di gente del calibro di Vince Tempera, Luigi Albertelli e Massimo Luca.Alessio ne approfitta subito per fare uscire il suo disco dove inserisce questa hit popolare come traino per le vendite, ma ahimè non se lo fila nessuno. Insomma a rimanere ai posteri è solo questa cover, chiamiamola così del celeberrimo cartone. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Lo sconosciuto in questione è Alessio Caraturo ( che in effetti è Carraturo con 2 R, ma nella lettera che lo invitava ad un provino di una casa discografica c’era scritto Caraturo per errore ed è rimasto così per tutti) e non è affatto un principiante scarso anzi, il suo album di esordio “Ciò che desidero” rispecchia un fresco cantautorato pop che evidentemente non è abbastanza ruffiano da attirare l’attenzione della radio e dei media i quali preferiscono tormentoni idioti e canzonette facilone.Cosa aggiungere di più, sarà che io sono un po’ come Alessio; un nerd nostalgico dei vecchi cartoni animati. Ma si sa, questo e gli altri robottoni sono un po’ i simboli di un’intera generazione che ora si lascia trasportare dalla nostalgia ricordando di quando da bambini aspettavamo impazienti che iniziasse un’altra puntata. “Va’, distruggi il male, va’”. leggi anche… Rehab Migliorare sul lungo periodo Radiohead Blur e Talk TalkMagazineMordersi il gomito OK, il pezzo è giusto! Bad Motherfucker di Biting ElbowsMagazineGarrincha intervista David Bromberg per WEZMagazineFrancesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole.Magazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine3 Marzo 2014The Man in Black Storie di musici e musica: Johnny CashThe Man in Black Storie di musici e musica: Johnny Cash 3 Mar 2014 RUBRICA roberto banchini storie di musici e musica  A cura di Roberto Banchini “THERE IS A SPIRITUAL SIDE TO ME THAT GOES REAL DEEP, BUT I CONFESS RIGHT UP FRONT THAT I’M THE BIGGEST SINNER OF THEM ALL”. J.Cash Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Chi era veramente Johnny Cash?Al di là della sua grandezza di cantante e musicista, che amiamo all’infinito, mi interessa parlare  del Cash uomo e del suo pensiero. Personalmente penso che sia stato il più grande reazionario dei rivoluzionari Americani.Valori e Qualità, questi erano i grandi dilemmi di Johnny.I più grandi reazionari hanno grandi Valori.I più grandi rivoluzionari hanno grandi Qualità.Johnny li aveva tutte e due, e in dosi massice.E questo in certi casi può sconvolgerti l’anima. Cash aveva l’anima letteralmente a  fuoco. Johnny poteva andare nel più temibile carcere americano di Folsom e tenere un concerto storico e  fantastico. Uno dei più leggendari e mitici set live della storia della nostra musica.Johnny tenne in scacco in quel concerto, carcerati e carcerieri, controllando la tensione che cresceva tra loro, e soltanto per un soffio, raccontano i testimoni, non si sfiorò la sommossa.Basta sentirsi le splendide registrazioni del disco, con le urla dei carcerati rapiti dalle note di Cash, per capire l’assoluta energia che correva tra le mura di Folsom. Questo sicuramente era un atteggiamento rivoluzionario e controcorrente nel panorama dei musicisti country di quel tempo.Ma Cash era anche quello a cui piaceva andarsi a bere una tazza di caffé e suonare qualche canzone insieme al presidente  Richard Nixon alla Casa Bianca per parlare di riforme carcerarie.A onor del vero va detto che Cash, arrivò all’appuntamento con Nixon con le solite due facce controverse.Da una parte non poteva certo rifiutare l’invito di Nixon non era nelle sue corde di “finto” reazionario, ma non poteva allo tempo stesso farlo felice.Alla richiesta di Nixon di eseguire la canzone di Merle Haggard, “Okie From Muskogee” Cash mentì dicendo di non conoscerla.“Potrei eseguirne alcune delle mie”.Johnny suonò tre sue canzoni. “What is truth” una canzone che parla  di giovinezza e  di libertà attaccando i principi malati della  guerra.“The Man in Black” dove racconta che il suo di vestire di nero era un modo di essere solidali con gli oppressi, le persone dimenticate  malate e i carcerati.Per finire  con una perla rara: “The ballad of Ira Hayes”. Ira era uno di quei soldati che sono ritratti a sollevare la bandiera americana a Iwo Jima, la foto più famosa e discussa del conflitto bellico con il Giappone. Ira era un nativo americano, un  vero pellerossa. Tornato a casa  finita la guerra, pluridecorato non riuscì a superare il senso di colpa di essere sopravvissuto al conflitto, mentre tanti dei suoi amici erano morti sul campo di battaglia. Ira fini la sua vita uccidendosi con l’alcool. Nixon ascoltava Cash con uno stupido sorriso di sfida  sulla faccia.Un sorriso che non piaceva a Cash.Ma era riuscito a entrare nella tana del lupo, e lasciare qualche carogna putrefatta, che dava fastidio all’amministrazione americana. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Sto cercando con tutte le mie forze di essere un cristiano praticante. Se prendete le parole di Gesù e le applicate alla vita di ogni giorno, scroprirete che la più grande soddisfazione che possiamo avere, consiste proprio nel dare e nel darsi. Ed è per questo che faccio cose come i concerti in prigione”  J.Cash Ancora Valori e Qualità.A Cash piaceva attaccarsi a Dio per trovare la verità.Ma allo stesso tempo anche alla cocaina.Nelle sue canzoni, sono presenti assassini, Gesù, treni senza meta, pistole , predicatori, donne e uomini perdenti di ogni razza e colore. La Bibbia stava in camera di Cash accanto alle anfetamine. Come Gesù era attratto dai disperati e dalle situazioni tragiche. Ma come sempre il vecchio Johnny ci presentava, le sue due facce distorte.Sposato con figli divorzia dalla moglie Vivian, per unirisi a June Carter, di cui è innamorato da quando molto piccolo ascoltava la Carter Family alla radio con suo fratello Jack, non certo un atteggiamento ritenuto dai benpensanti da buon cristiano.Risse, domeniche in chiesa, notti in gattabuia, pentimenti sono il risultato di una vita tormentata e senza via di scampo. Cash assorbiva  il dolore come una spugna e voleva tenerselo per sé.Ma era  un essere umano, e il bene e il male stavano dentro di lui e a volte colpivano forte in faccia, facendo molto male a qualcuno, le più volte a sé stesso.Patriota e religioso Cash si oppose all’intervento in Vietnam, ma questo non gli impediva di suonare per le truppe americane a Saigon. Un uomo che aveva nelle contraddizioni, forse la sua forza.La forza di non credere di essere sempre dalla parte del giusto. Un esempio che mi piace ricordare e che ho letto nella biografia di Cash di Steve Turner (uscita in Italia per Kowalski Editore) può farci capire la grandezza e la contraddizione di questo grande uomo. A Cash piaceva andare a caccia nei boschi, un giorno in una battuta abbatté un corvo. Ma nell’andarlo a prendere si accorse che il corvo era solamente ferito. Lo prese tra le mani e accarezzandolo lo porto a casa per curarlo e rilasciarlo poi libero nella natura, e passeggiando nell’erba compose i primi versi di una canzone bellissima  che però non incise mai “ The Crow”. “Se potessi volare come un Corvo,so bene dove andrei,ti lascerei, ti lascerei”. https://youtu.be/yqSILNgH5iA leggi anche… Templi Underground – I Club di musica elettronica in EuropaMagazineDIED PRETTY “Free Dirt” La gemma oscura del down-under punkMagazineNella tana del coniglio! ShE! NoThinG – Rabbit HoleMagazineRehab Migliorare sul lungo periodo Radiohead Blur e Talk TalkMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine18 Dicembre 2020DIED PRETTY “Free Dirt” La gemma oscura del down-under punkDIED PRETTY “Free Dirt” La gemma oscura del down-under punk 18 Dic 2020 RUBRICA via col vento  A cura di Alfredo Cristallo Se c’è un album che più di tutti può ambire alla palma della vera One Hit Wonder, questo è Free Dirt dei Died Pretty, sia perché il gruppo dopo quest’album uscito nel 1986 per la Citadel Records non si sarebbe mai più ripetuto agli stessi livelli, sia perché costituisce una vera e propria summa di stili in sole 10 canzoni, sia perché ci si ricorda dei Died Pretty in realtà solo per quest’album. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui I Died Pretty sono un gruppo australiano di Sidney formatosi nel 1983 su impulso di tre forti personalità: il cantante Ronnie Peno che aggiornava lo shouter blues alla disperazione del post punk, il chitarrista Brett Myers abile a destreggiarsi fra folk rock, garage e new wave, il tastierista Frank Brunetti che riesumava l’organo surf di Ray Manzarek. Con loro inizialmente militava anche Rob Younger il mitico cantante dei conterranei Radio Birdman (che qui suonava la batteria) ma presto il gruppo si assestò in quintetto con Colin Barwick (batteria) e Jonathan Licklitter (basso). Le loro registrazioni iniziali (i due singoli del 1984 Out Of The Unknown e Mirror Blues) erano imbrigliate dagli schematismi psichedelici del dark punk reminiscenti dei mantra dei Suicide (il primo) e delle trenodie dei Velvet Underground (il secondo) i cui funerei psicodrammi ritornano anche in Ambergris (il pezzo forte dell’EP Next To Nothing del 1985). A questo punto, pur mantenendo fermi i tre leader iniziali il gruppo è già mutato con Mark Lock al basso e Chris Welsh alla batteria. Qui inizia la loro stagione maggiore con il coagulo in unico compatto e denso sound che tiene insieme psichedelia, garage rock, folk rock e dark punk. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada L’inno cupo e vibrante di Stoneage Cinderella dal singolo del 1985, il folk-punk evocativo di Blue Sky Day e la teatrale ed enfatica Next To Nothing (un baccanale di organo, tastiere e sax) dal 12” del 1986 fungono da apripista per Free Dirt nel 1986. In quest’album che segna il definitivo abbandono della furia hardcore e l’immersione del gruppo in sonorità più pop ammantate da morbosità psichedeliche viene coniata una nuova forma canzone che è l’epitome dello spleen esistenziale della metà degli anni Ottanta (fin dalla copertina: una foto in bianco e nero dell’arido e desolato outback australiano), concentrando in unico prodotto il folk rock metafisico di Bob Dylan nella morbosa liturgia di Life To Go, la ballata disperata e maledetta di Gram Parsons (il country roots di Through Another Door) e gli oscuri cerimoniali dei Velvet Underground (le torbide e ossessive sonate di Round And Round e The 2000 Yaer Old Murder) e soprattutto dei Doors (lo psicodramma di Just Skin). Qua e là la melodia folk e l’impeto del punk si mescolano e si autoalimentano (la stralunata Laughing Boy) fino a pervenire addirittura a un contorno pittoresco di quadriglie scapestrate alla Holy Modal Rounders in Wig Out. A dare una mano intervengono come ospiti Tim Fagan (sax), Graham Lee (pedal steel guitar), Louis Tillett (piano), John Papanis (mandolino), Julian Watchorn (violino).Tutto il materiale è maneggiato con cura e destrezza da un gruppo che sembra aver trovato in quei soli 10 pezzi una sintesi di generi, una metafora della disperazione non ignara delle litanie di Patti Smith e dei melodrammi di Bruce Springsteen e un momento irripetibile della loro carriera. Salvo qualche altra sparuta testimonianza della loro arte, i Died Pretty non si ripeteranno mai più a questi livelli leggi anche… E’ davvero arrivato il loro tempo? Fucina 28MagazineA suon di… Karate – Li avete sentiti questi?MagazineLa Top Five che fa primavera – Le Magnifiche 5 scelte dai nostri redattoriMagazineGli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go HomeMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine14 Giugno 2012Techno-genialate – Li avete sentiti questi?: Aphex TwinLi avete sentiti questi?: Aphex Twin a Cura di Roberto Italiani Se c’è una persona che ha reso la musica techno un genere di successo, che l’ha stravolta e che da parte sua l’ha fatta uscire dai confini della classica musica techno da rave underground, quello certamente è l’irlandese Richard David James meglio noto come Aphex Twin. Geniale, oltraggioso, sarcastico, maestro indiscusso da oltre 15 anni della musica elettronica non “affine a se stessa”; da molti riconosciuto come il più grande artista di musica elettronica mai esistito (dopo possiamo anche essere d’accordo o meno, ma sta di fatto che lui ha dato una sterzata ad un certo tipo di musica dance, quella conosciuta fino al suo arrivo, rendendola più colta e rivoluzionaria, in poche parole di avanguardia). James la musica elettrica l’ha nel dna; uno che nei primi anni ’90 si costruisce da solo 2 sintetizzatori e un campionatore e sforna subito due lavori: “Selected ambient works” e “Selected ambient works II”  che rivoluziona e sconvolge tutto l’ambiente techno. Infatti se prima la musica techno era rude e incanalata in delle strutture ben precise, Aphex ha saputo amalgamare quei suoni con elementi ambient e acid house  e successivamente drum ‘n bass creando quel suono electro-futurista che lo contraddistingue. In effetti sentendo i suoi lavori facciamo un salto temporale nel futuro. Ma il boom, diciamo così, D.J.Richards lo fa quando a metà anni ’90 inizia la collaborazione con il regista di videoclip D.Cunningham (che ha firmato video musicali come “Frozen” di Madonna o “All is full of love” di Bjork), insomma un mago degli effetti speciali e molto molto talentuoso che realizza 2 video per Aphex. Ecco io mi soffermerei su “Rubber Johnny” e proprio sul video abbinato alla musica: la genialata più assurda, ipnotizzante a allo stesso tempo affascinante che io abbia mai visto. Ve lo anticipo per chiunque non avesse mai visto il video, questa è roba forte, ancora di più del precedente firmato sempre Aphex-Cunningam “Come to Daddy“; girato come se fosse un documentario di 6 minuti non può che non suscitare claustrofobica schizofrenia, non esclusivamente per le immagini, ma soprattutto per la musica. Insomma solo Cunningham poteva cimentarsi in un lavoro di Aphex in questo modo. Il video racconta di un essere deforme e allucinato imprigionato in cantina con un cane (anch’esso mica tanto normale…) dove non gli resta altro che immaginarsi di avviare una guerra laser (alla solitudine forse?) con tanto di testate sulla telecamera. Poi entra la musica di Aphex, picchiettante, pazza, sincopata; luci soffuse, gemiti e strobo danno appunto un senso di claustrofobia e schizofrenia. Come ripeto Aphex Twin non è per tutti; può piacere o no ma quando due geni, uno della musica e l’altro dell’immagine si mettono assieme il prodotto che viene fuori non può essere che sconvolgente! Aphex Twin – Rubber Johnny [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada