MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI

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MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI

Elena Cretella in arte Malje, genovese è nata e cresciuta in una famiglia dove la presenza della musica è stata una costante della sua crescita e della sua vita quotidiana. Si è dedicata allo studio della voce: dalle voci di risonanza alle quadriplonie, alle voci sciamaniche di guarigione dei Tuva. Il suo studio non si è limitato solo al Conservatorio ma ha cercato la collaborazione di artisti non istituzionali ma trasversali e competenti. Ha composto per il teatro di Shakespeare, Pirandello ed Euripide. Ha collaborato con jazzisti importanti (Red Halloway, Shawn Monteiro e Bobby Durham) e ha insegnato tecnica vocale a cantanti, attori e personaggi televisivi. Ha collaborato con la Furnasetta per produzioni di musica industriale e ha all’attivo tre compilation, due delle quali per l’etichetta inglese Industrial Coast.

Pubblica il 16 giugno il singolo The Game che anticipa l’uscita del suo primo album solista Jewels pubblicato per la OnEMusic/Believe il 22 gennaio 2021 insieme al secondo singolo Escamotage. L’album tratteggia un’artista e soprattutto una voce meravigliosa che giunge a un punto di perfetto equilibrio fra musica colta e musica leggera, fra soul, jazz e funk e brividi di musica industrial in modo da bilanciare le sue nenie sommesse e seminconsce, e la sua nevrosi latente con fluenti arrangiamenti sempre ricercati e sempre adattate alle sue splendide performance vocali. Il tema dominante è l’autoespressione di lei come cantante e donna elaborato musicalmente con arrangiamenti creativi e suggestivi che tiene insieme stili e approcci differenti confezionando un lavoro abile a mescolare un’arte impressionista di piccoli tocchi e un’arte cubista di scomposizioni e ricomposizioni, un’arte romantica di gracili emozioni e una surrealista di allucinazioni. C’è veramente di tutto in questo album capace di stipare 8 brani in soli 26 minuti: dal soul con suggestioni westcoastiane di Luggage, al soul rap di The Game con propulsioni dub ed effetti elettronici (un programma che riassume in un sol colpo i Tackhead, i Big Audio Dynamite e le Slits), dall’alternative pop di The Beer Song, una variazione di Satisfaction con chitarra laid back alla Mark Knopfler, al funk sperimentale alla Mark Stewart di Mandik, alla ballata da noir francese (e cantata in francese) di Escamotage con orchestrazione alla Rachel’s, dalle sonate per piano, voci e archi di Share Love e State Of Mind (a cui Malje aggiunge un uso della voce psicanalitico e una chitarra atonale) al jazz da cocktail lounge di Nice Dream. Il divertissement di The Game Reloaded, nient’altro che una versione dance di The Game, è la ciliegina sulla torta.

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Malje bisbiglia ritornelli tenui e ingenui come un carillon: non è annoiata come Lydia Lunch anzi non è assolutamente distaccata dalle liriche che canta e non è spavalda come Liz Phair avendo saggiamente raggiunto quella consapevolezza che le consente di dire le cose senza la necessità di sbandierarle ai quattro venti. Gli arrangiamenti strumentali sono l’altra voce delle sue canzoni, un contrappunto al tempo stesso classico e sperimentale. Il tono medio dei suoi brani è lontanissimo dalla forma canzone: Malje ama immergersi in atmosfere dilatatissime, impalpabili e ipnotiche con una grazia inaspettata e luminosa.

Jewels è due spanne sopra la musica che si sente in giro.

https://www.facebook.com/MaljeMusic 

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