Mix Tape, l'arte della cultura delle audiocassette di Thurston Moore

Mix Tape, l’arte della cultura delle audiocassette di Thurston Moore

A cura di Laura Martini

Sfogliare le pagine di questo libro è come sfogliare un album di ricordi, di collage, di storie legate da un unico e sottile nastro, quello magnetico della cassetta.

Chi non si ricorda le cassettine? Quelle scatolette di plastica che racchiudevano minuti, ore di musica scelta con cura e assemblata nel migliore dei modi che la tecnologia disponibile potesse offrire. Amo quando qualcuno mi regala un cd con canzoni scelte apposta per me, per condurmi in un panorama musicale mai esplorato, per augurarmi buon compleanno o per raccontarmi qualcosa attraverso la musica.

Quando però per esprimere tutto ciò c’erano solo due piastre e un nastro era tutta un’altra storia: la cura, la dedizione e la minuziosità con cui si doveva lavorare destreggiandosi tra il desiderio della cassetta perfetta e la tirannia del tempo, che spesso troncava sul più bello l’ultima canzone del lato A, davano un tocco in più a quello che era, almeno per me, un regalo speciale da dare e da ricevere.

E la stessa cosa ha fatto Thurston Moorecantante e chitarrista dei Sonic Youth, regalandoci questo mix di ricordi, ritagli e copertine probabili e improbabili che lui, i suoi amici artisti, cantanti, musicisti, designer, poeti, amanti della musica hanno messo insieme in anni di vita vissuta.

Magari il libro ad una prima occhiata potrebbe sembrare più “bello” che “interessante”. Quella copertina rigida che lo fa sembrare una cassetta gigante dice «prendimi!» e gli si obbedisce in maniera compulsiva, mentre le foto delle copertine fai-da-te delle cassette che saltano fuori al primo scorrere delle pagine rapiscono per i bei colori, l’originalità e le storie che sembrano racchiudere tra strisce adesive, fotocopie e scritte a pennarello.

Leggendo poi si trova un insieme di ricordi appassionati, stringati, deliranti, originali, nostalgici e divertiti, canzoni di ogni genere e provenienza, che si apprezzano non a una prima occhiata, ma immergendosi dentro, immedesimandosi, riportando alla luce quelle storie finite chissà dove insieme alle cassette impolverate.

Questo libro, come una cassetta appena ricevuta, va ascoltato, assaporato e scoperto un poco alla volta. E’ bello sapere che quello che potrebbe esser sembrato all’epoca un gesto speciale, ma diffuso, come fare e regalare un mix di canzoni personale registrato su una cassetta, sia invece diventato un ricordo indelebile per qualcuno.

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

Se penso alla “Cassetta” della mia collezione mi viene subito in mente quella che Francesco, il mio inseparabile compagno di banco, mi fece per farmi conoscere gli U2 (120 minuti di musica, 27 canzoni con tanto di punti di gradimento segnati per ogni pezzo) e che mi trasformò in una fan pronta a non perdere nemmeno un’occasione per farmi schiacciare da una folla urlante che canta a squarcia gola le canzoni che quel nastro mi aveva fatto sentire per la prima volta.

Ecco questa sarebbe una storia da “Mix Tape” e come nel libro vi lascio qui la foto della cassetta, un po’ sbiadita dal tempo e dall’uso, alla quale, ripensandoci ora, non capisco perché mai manchi “Stay (faraway, so close!)”, per apprezzare appieno la quale fui praticamente costretta a cercare in ogni videoteca della città l’introvabile film di Wenders in videocassetta.

L’autore:

Thurston Moore è voce e chitarra di uno dei gruppi più influenti del rock dell’ultimo ventennio: i Sonic Youth. Ha collaborato con i più importanti artisti della scena alternativa americana.

La scheda del libro:

Titolo: Mix Tape, l’arte della cultura delle audiocassette

Autore: Thrston Moore (a cura di)

Traduzione: Massimo Gardella

Casa editrice: Isbn, 2008

Lunghezza: 100 pagine

Prezzo22 €

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine4 Settembre 2012
    Mezzi ironici, Mezzi Nostalgici – Io c’ero: il Concerto dei Gatti Mézzi a ColtanoIo c’ero: I Gatti Mezzi in concerto alla Villa Medicea di Coltano A cura di Laura Martini Tra Pisa e Livorno, ma anche più in là, non c’è chi non li conosce. La prima volta che lessi di loro sul giornale credevo che invece che mézzi, nel senso di fradici, fossero mezzi, nel senso di metà di qualcosa… ma mezzi di che? Li guardai storto, ma poi li ho visti in concerto una due tre e anche qualche volta di più e ho sentito e risentito le loro storie di Pisa, del mare, delle colline dove il mare si fa desiderare e di tutti i personaggi che popolano il loro mondo di musica e storia. E ora ogni tanto il vinile, (mi “frugai in tasca”, perchè vuoi mettere quanto è più chic lo swing in vinile?) gira nel mio giradischi, in attesa di vederli di nuovo in concerto. In una afosa e appiccicosa sera di fine agosto sono capitata a Coltano, nella pineta della Villa Medicea, e me li sono trovati sul palco. I Gatti Mézzi. C’era tanta gente, come sempre ai loro concerti, e tutti aspettavano impazienti le loro storie. Perchè il bello delle loro canzoni è che sono racconti, ricordi, frammenti di una Pisa che è e che fu, piatti di cacciucco e zuppa, ritratti di personaggi assai originali che non passano mai di moda, sensazioni e sentimenti che tutti noi abbiamo provato almeno una volta, e chi sta a Pisa anche di più. E allora mi sono messa lì ad ascoltarli battendo il tempo col piede e immergendomi in quei quadretti e nella musica. Il mentaio, ir Gallaccio di Riglione, che ha mandato tutti in visibilio, e il bimbetto scalmanato ormai sono diventati amici nostri. Mentre Tamburo avvista una balena a Bocca d’Arno, tutti ridono e si divertono, ma tra una risata e l’altra, tra un fischio (ma come farà a fischiare a quella maniera?) e una battuta tagliente, c’è anche quel filo di tristezza, nostalgia e malinconia che affiora a momenti, e il romanticismo. Alcune delle loro storie sono di una drammaticità unica, storie tristi che stringono il cuore, ma che sono velate dall’autoironia e da una musica incalzante e avvolgente che ti fa sembrare più leggero anche il dramma del poveraccio costretto a stare sui monti, lontano dal mare, lo straziante desiderio di morire d’incidente stradale, magari con un tuffo nel mare, la fatica del pescatore di cee o i poveri gatti del Giari, sfrattati dal mare deturpato dai cantieri. Le canzoni nuove si mischiano alle vecchie per far contento tutto il pubblico dove nonni, giovani e bimbi ticchettano le dita sulle ginocchia e ballettano con i piedi trascinati dalle note, con il capo steso in avanti pronto a chiedere un altro bis. Gatti Mezzi – Morirò di Incidente Stradale [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada