Mio caro vecchio Vinile…

di Davide Mancini

No…non è nostalgia…della serie era meglio quando era peggio…no.
Sto parlando di un’altra cosa.
Reo confesso sono rientrato in possesso di un buon impianto stereo e di conseguenza di un giradischi solo di recente. Diciamola tutta. Da sei mesi.

Trattasi di un Pioneer SX 700, credo dei primi anni ottanta, regalatomi da mio suocero. Credo che per un appassionato di musica, regali così si sognano la notte dormendo o di giorno ad occhi aperti quando capiti in qualche negozio di HI Fi, dove entri per fare le solite due o tre domande di rito fino alla quarta, fatidica, del prezzo. Alla cui risposta tiri fuori un bel…”mah! Ci devo pensare un attimo comunque sembra un’affare!!!”
Dopodichè torni bruscamente alla realtà…

Comunque, rimesso in sesto il giradischi (dopo varie settimane di peripezie tra un presunto tecnico ed un’altro che hanno risolto solo in parte i vecchi problemi) passo alla fase 2…metto un disco (“Argus” dei Wishbone Ash ndr), uno delle centinaia che fino ad una quindicina di anni fa ancora compravo e…

…mi fermo…
…nel senso che mi metto fisicamente a sedere ad ascoltare, e mentalmente in pausa da tutto il resto, avvolto da tanto suono, da tanto calore, che quasi non mi aspettavo più.

Voglio dire, che anch’io come sospetto la maggior parte di noi, venivo da anni di “ascolto sbagliato” e quindi IPod o altri lettori Mp3 in cuffia, CD in auto od in casa su impianti da quattro soldi ascoltati mentre faccio altre cose o ancora peggio…dalle casse del computer (che tristezza)
Non ho la televisione ma sono sicuro che tanti la usano a mo’ di impianto alta fedeltà.

Immaginate che le vostre orecchie per 15 o forse più anni abbiano sentito un suono digitale (e quindi fondamentalmente una successione di numeri) e ad un tratto vengono “sturate” da un suono vero, analogico, da quello scricchiolio che per tanti anni ci ha accompagnato nei nostri sogni di appassionati o aspiranti musicisti.

L’effetto è un misto di piacere fisico/mentale insieme alla sensazione del riscoprire un qualcosa di buono, di positivo, di piacevole, di sano che fondamentalmente ci appartiene  e che già conoscevamo ma che per praticità, per pigrizia eravamo stati quasi obbligati a dimenticare. E sottolineo obbligati.

Come ho detto all’inizio non voglio fare il solito “piagnisteo” e dire ed affermare che il vinile è meglio.

Mi sento però di poter affermare due cose fondamentali e molto importanti

1. Il Vinile è diverso. Il CD ha una sua praticità ed un suo suono, l’MP3 è comodo e ti consente di portare in giro un quantitativo enorme di musica, cosa che prima era impossibile, quindi, usati con cervello sono entrambi utili ad accrescere le nostre conoscenze musicali.
Ma il vinile è proprio diverso nell’approccio…non si tratta di stimolare solo l’udito perché ascoltando un vinile si solletica anche la vista guardando le bellissime copertine e tutti i poster/cartoline allegati, e l’olfatto annusando quell’odore di antico, quel dolciastro di cartone che ha preso un po’ d’umido, e il tatto sentendo tra le mani il peso e la consistenza del disco e della copertina (stando bene attendi a prenderlo con il medio nel buco e il pollice sul bordo allargando la mano quel tanto per evitare di toccare i solchi) ed io ci metto anche il gusto…
…si perché “quel suono” mi obbliga a stare e seduto e se sto seduto mi viene spontaneo riempirmi il bicchiere di vino…Che volete farci, c’ho di questi vizi.
Adesso provate a fare tutto ciò con un lettore MP3 o con un CD!!!

2. ci si può appassionare alla musica sentendo un suono che non corrisponde a quello reale, a quello che si sente in un concerto?…e di conseguenza andrò mai a vedere un concerto se sono cresciuto con quel suono nelle orecchie?

Meditate…
…aspetto le vostre considerazioni in merito…

P.s.: complice della mia riscoperta è stato uno di quei negozi che vendono cianfrusaglie usate, dove, alla esorbitante cifra di 13 Euri (si plurale…) ho comprato 7 dischi, in ottimo stato, di Gordon Lightfoot, Jesse Colin Young, Joni Mitchell, Loggins & Messina, due di Bonnie Raitt, John Martyn ed altri due li ho trovati in un mercatino (Carole King e Blood Sweat & Tears).