Musica al Dente. Giuseppe Peveri

Scommesse musicali quasi vinte, ma anche scommesse musicali tutte da giocare. Questo “l’azzardato” spirito della nuova rubrica “Saranno Famosi?” ideata dalla redazione di Musicastrada per presentarvi nuovi cantautori di sicuro successo o band che hanno catturato la nostra attenzione. In questa speciale categoria inseriremo anche una sezione dedicata a gruppi di carattere locale (almeno per adesso…) che vogliono farci sentire i loro lavori. Lavori che saranno accuratamente esaminati e giudicati dai nostri collaboratori in un articolo ad hoc riservato alla band di turno. Per farci avere le vostre segnalazioni ed inviarci le vostre canzoni basterà contattarci al seguente indirizzo: redazione@musicastrada.it
Il prossimo neo famoso (in realtà la sua popolarità è ormai in netta ascesa) su cui Gaia Balatresi ha concentrato la sua attenzione è Giuseppe Peveri, in arte Dente.

A cura di Gaia Balatresi

Allora: Tenco non può essere, che non resse a un mondo di papaveri e di papere; Battisti nemmeno, che dopo il divorzio con Mogol si fece meno melodico; non è Ivan Graziani che era un altro tipo fisico. Non è nessuno di questi tre Giuseppe Peveri, in arte Dente, perché come loro sarà difficile che ce ne siano altri, ma in qualche modo li ricorda, li prende a modello, in parte li emula e in parte li considera basi da cui partire per dire la sua nell’ambito della canzone d’autore italiana. E ai grandi nomi italiani in effetti dimostra da sempre di rifarsi: dopo l‘esordio nel 2006 con l’album Anice in bocca, resta fedele ai sapori vintage con un tour intitolato 1910, rivisita Pensiero stupendo di Patty Pravo che diventa la sigla del programma omonimo in onda su Popolare Network, strizza l’occhio ad un titolo celeberrimo con l’ultimo album Io tra di noi del 2011.

E’ in grado, giovane e ancora non inserito nei grandissimi circuiti, di attrarre l’attenzione degli addetti ai lavori: su invito di Federico Fiumani reinterpreta Verde dei Diaframma per una compilation; partecipa con Beato me al progetto “Il Paese è reale” degli Afterhours e a “La leva cantautorale degli anni Zero” realizzato da Club Tenco e Mei con la casa discografica Ala Bianca. Partecipa come special guest ai lavoro di tanti nomi della nostra musica che lo vogliano con loro riconoscendogli carattere e capacità di interpretare il presente e mettrlo in poesia.

Ha le idee chiare il ragazzo e le mette nero su bianco dal settembre 2009 con la rubrica settimanale “Il Disco Di Dente” che cura per Il Fatto Quotidiano, ma non per questo rinuncia al contatto con la gente: già nell’estate dello stesso anno, dopo l’uscita del suo Non c’è due senza te era già in grado di riempire le piazze e i locali nelle 80 date live del suo tour.

Nato a Fidenza nel 1976, Dente si presenta come lo chansonnier italiano degli anni zero: singolare già nel presentarsi al pubblico con un aspetto da clown triste, sognatore e stralunato, canta l’ansia della precarietà affettiva legata a doppio filo a quella sociale che contraddistingue la sua generazione, riuscendo a modulare a questo scopo lo scontento esistenziale dei suoi altissimi modelli con una freschezza che rende la sua musica e i suoi testi attuali e condivisibili anche ai giovanissimi.

Premiato al Mei 2009 con il PIMI per l’album dell’anno, arriva fra i cinque finalisti delle Targhe Tenco, e approda di recente anche a Pisa nell’ambito del Pisarock Festival: resta ironico e autoironico, adorabilmente fragile e per questo credibile come paroliere della situazione attuale, dell’incertezza della vita, dell’amore. Non abbiamo che da aspettare la sua emancipazione dall’immagine di emulo dei nostri più grandi poeti musicali e potremmo iniziare a collezionare gli album.

Dente – Saldati (Video Ufficiale)