Musica e parole – Parte il nuovo web-magazine di Musicastrada

Parte il Magazine di Musicastrada, una nuova webzine nata con l’ambizione di esplorare in lungo e in largo l’universo musicale con recensioni, classifiche, interviste, curiosità, commenti, pensieri, contributi esterni (anche di musicisti già affermati) ed una serie di rubriche ideate per soddisfare la fame di musica e parole di tutti i fanatici delle sette note.

Il Magazine di Musicastrada si presenta come uno spazio libero e aperto a tutti che comunque può già contare su un solido gruppo di eclettici redattori con gusti, storie ed esperienze diverse, ma accomunati dalla stessa, insana passione per la musica.

Proprio la passione è l’anima di questo progetto. Da veri appassionati infatti cercheremo di trasmettervi i nostri punti di vista, le nostre convinzioni, le nostre impressioni, ognuno con il suo particolare stile ed il suo peculiare modo di vivere la musica.

E se la passione è il motore della nuova webzine di Musicastrada, vorremmo proprio che il vero cuore di questo progetto fossero i lettori. I vostri commenti, i vostri suggerimenti, le vostre richieste e, perchè no, anche i vostri contributi scritti, ed i vostri articoli saranno sempre al centro dell’attenzione di tutta la redazione.

Potrete suggerirci una band da ascoltare, potrete chiedere ad un particolare redattore di recensire  un determinato disco, potrete proporci la vostra Top Five o semplicemente commentare in calce i nostri articoli.

L’importante è che sappiate che tutte le vostre richieste ed i vostri contributi hanno, a partire da oggi, un indirizzo preciso a cui essere destinate, ovvero il seguente: redazione@musicastrada.it

Come in ogni nuova amicizia che si rispetti corre l’obbligo di fare le dovute presentazioni.

Ecco allora in rigoroso ordine alfabetico quelle, più o meno bislacche, dei nostri redattori:

 

Gaia Balatresi:

S’io fossi musica sarei gioiosa
E pure languida quando mi va
S’io fossi nota, sarei confusa
spartito non leggo, in verità

S’io fossi un gruppo, sarei cagnara
S’io fossi uccello, non usignolo
Non saprei fare come l’assiolo
S’io fossi rana potrei gracidar

Lascerei critica a chi la sa far,
S’io fossi a scrivere di belle liriche,
E ascolterei solo quel che mi par

S’io fossi gaia, che sono e fui,
Terrei per me d’ascoltare le musiche
E lavorar lascerei ad altrui

Alfredo Cristallo:

Alfredo nasce a Catanzaro il 27/02/1962 – I Beatles pubblicano “Please Please Me”

Nel 1976 vede il suo primo concerto (Le Orme) – I Ramones pubblicano il loro primo omonimo LP

Nel 1980 si trasferisce a Pisa per attendere agli studi universitari – I Clash pubblicano il triplo LP “Sandinista”

Nel 1988 si laurea in Scienze Politiche – I Pixies pubblicano “Surfer Rosa”

Nel 1999 comincia a lavorare come archivista, cosa che fa tutt’ora – I Fugazi pubblicano Repeater

Alfredo possiede la patente B, parla l’italiano (madrelingua), l’inglese (fluentemente), il tedesco (diciamo che lo traduce)

Veronica Croccia:

Odio il frastuono delle città che invade prepotente le orecchie impedendoti di sentire.

Amo la leggera melodia che un’onda dissipa timida, mentre fugge via frettolosa dallo scoglio appena incontrato.

Amo il coraggio di parlare, confrontarsi, spogliarsi. Odio l’arroganza, l’ipocrisia e il qualunquismo.

Amo la semplicità, la leggerezza e la lentezza perché solo esse permettono di toccare nel profondo se stessi.

Odio i discorsi fatti perché sotterrano l’intelligenza e la curiosità. L’ottundimento, lo odio. Così come la paura.

Ecco: questa sono io. Barista, studente, appassionata di scrittura, fotografia e musica…

Il mio scopo? Dipingere per voi la musica attraverso le parole.

Massimo Frosini (alias Spa):

Nacqui un bel po’ di anni fa con aria da Boss philadelfiano intonando a vagiti “Born in the USA”. Non appena mi accorsi che le cose non stavano esattamente così piansi ininterrottamente per i successivi tre mesi. Col passare delle primavere mi resi conto che vivere in uno stivale non era, in effetti, per niente scomodo e non faticai a meravigliarmi della sua naturale bellezza e della stupenda complessità di altre strambe persone che con me lo abitavano. La musica mi ha subito rapito e, visto che finora nessuno ha pagato per il mio riscatto, continuo ad essere ostaggio di un commando di note e accordi che hanno scandito il tempo della mia vita. Penso che ogni storia abbia la sua colonna sonora e ogni nuova avventura la sua melodia. Ascolto di tutto tranne heavy-speed-trash metal e la musica new age, sono allergico alla quasi totalità dell’hip-hop, adoro le voci femminili e la genialità, qualunque età essa abbia.

Elino Giusti:

Sono nato nel 1983. A 5 anni poggio per la prima volta le dita su di un pianoforte. A 10 anni compro in un negozio di elettronica la mia prima musicassetta. E’ “Gli Spari Sopra” di Vasco Rossi, dovrei averla da qualche parte in soffitta ancora funzionante. A 13 anni compro nello stesso negozio il mio primo CD. E’ “Così Com’è” degli Articolo 31. Ma l’illuminazione giunge a 14 anni, dopo l’acquisto di “Led Zeppelin II” e di “For Those About to Rock” degli AC/DC. Quest’ultimo comprato perché mi piaceva la copertina. Il rock mi prende: imbraccio la chitarra elettrica ed inizio a suonare nel gruppo “Bladisciark”. A 15 anni partecipo alla mia prima registrazione in studio suonando le tastiere. A 17 anni la passione per il blues mi spinge con altri 4 amici a fondare il gruppo “Freddie Matoro Blues Band”, nel quale suono il basso elettrico ancora oggi. Nel 1999 mi iscrivo all’Università e col passare degli anni entro di diritto nella Top 5 del Club dei Bamboccioni. Ma non avendo amicizie altolocate o un padre presidente di partito, purtoppo, devo rinunciare all’idea di diventarne il leader e quindi, lentamente, mi defilo, assumento posizioni di sempre minor rilievo. Oggi, a 28 anni la mia vita è un precariato di lavori precari: elettricista teatrale, fonico, musicista, responsabile booking & management di Musicastrada e redattore…tutti e cinque contemporaneamente. Insomma, per dirla alla Celentano, una vita ROCK.

Roberto Italiani:

Amante della musica fin dall’età di 12 anni quando lo zio mi fa sentire per sbaglio “The Wizard” degli Huriah Heep (ma dico, si può a 12 anni rimanere folgorato da una band rock anziché da Cristina D’Avena?!).
Ho variegati gusti musicali che dipendono molto dallo stato d’animo del momento; sempre alla ricerca di nuovi scenari e convinto che chi ha detto che la musica si divide in buona o cattiva abbia detto una castroneria! Odiando gli mp3 credo che sia rimasto uno dei pochi a comprare ancora vinili e cd originali, (la musica va anche toccata!). Odio il rumore, amo la pulizia. Preferisco la musica al testo. Non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave  italiana, il free jazz punk inglese invece sì. Sono anche un ottimo chitarrista immaginario ma ho anche una miriade di altri talenti tutti orgogliosamente sprecati.

Gabriella Lucci:

Quando pensavo che cambiare idea fosse un difetto, non sapevo di viaggiare lungo il binario dell’errore.

Sigillata nel vagone merci dei tabù, lentamente, iniziai a soffocare.

D’istinto mi fermai, aprii le porte e lasciai entrare l’aria. Ne bastò una sola boccata e non potei più farne a meno.

Oggi, più inspiro differenze più espiro il bisogno di conoscerle. E sotto effetto dell’ossigeno del mondo, mi scopro insieme cielo e terra, leone e gazzella.

Sostegno di basso e assolo di chitarra.

Al gusto so di pompelmo e di mango, puoi vedermi vestita di nero e di bianco.

Laura Martini:

Saltellando sulle note di “Maledetta primavera”, che nonno metteva nel giradischi, ho mosso i primi passi. Ho viaggiato in auto con i miei accompagnata da Morandi, Al Bano & Romina e Celentano, canticchiando le canzoni di Fivelandia e dell’immancabile Julio Iglesias, a cui nessuna donna pareva resistere. Finalmente in sella a un motorino, nelle domeniche d’estate al mare con gli amici, ho riempito lo zaino con il solo, e tanto amato, stereo rosso, regalo di un viaggio lontano, del quale era rimasta intatta solo la radio. La scuola la ricordo arrotolata all’interno di una delle tante cassette che facevano girare senza sosta il walkman, compagno fedele di passeggiate primaverili e interminabili divagazioni adolescenziali a cui i fratelli Gallagher, Damon Albarn e Billy Corgan, ma anche Jovanotti, offrivano la cornice musicale. Non mi sono persa un concerto degli U2 o dei Subsonica, spero ancora in una reunion dei REM, ma non resisto davanti a un organetto da artista di strada o a un cd mai sentito prima. Prima ascolto, poi scelgo, ma offro un’opportunità ad ogni suono. Sono curiosa e metereopatica, anche nella musica: ogni giorno ha la sua colonna sonora e ogni scorcio, angolo o via ha un videoclip da mostrare e da raccontare.

Ora sta a voi farvi sentire. Siamo pronti ad accogliervi sulle pagine web del nuovo Magazine di Musicastrada. Scrivete al seguente indirizzo: redazione@musicastrada.it