Nel mezzo di un bosco senza druidi – Li avete sentiti questi?: Midlake

Li avete sentiti questi?: Midlake

A Cura di Roberto Italiani

Prendete i  primi Radiohead, i primi Jethro Tull e i primi Genesis, e metteli nel frullatore, aggiungete un pizzico di atmosfera medievale, quello che ne uscirà avrà il sapore dei Midlake. Ovvero il sapore di una band americana, per l’esattezza Texana dal tiro molto English con 3 album all’attivo: “Bamnan and the Silvercork” del 2004, “the Trials of van Occupanther” del  2006 e “the Caourage of Others” del 2010 proprio quello che sto riascoltando ultimamente.

Effettivamente ascoltando il primo disco la domanda sorge spontanea come diceva il tizio della tv: “ma questi sono i Radiohead sotto falso nome?!” tanto la somiglianza era palese. Infatti mettevo su il cd quando venivo preso da crisi di astinenza da i primi Radiohead (quelli di Pablo Honey o The Bends per intendersi) ed ero già contento visto il seppur apprezzabilissimo iter artistico che hanno preso il Sig.Tom Yorke e compagni. Poi passando per il puro folk alla Neil Young, arriviamo a questo ultimo disco che  devo essere sincero ho acquistato per l’accattivante copertina, che poi di accattivante non ha proprio niente ma a me richiamava le ambientazioni druidiche delle selve anglosassoni, pensate che flash!

In effetti al primo ascolto sembra proprio di camminare in mezzo ad un bosco ma di druidi proprio non se ne vedono.. solo verde, alberi di qua, alberi di là. I primi 2 o 3 ascolti danno un po’ l’idea che i pezzi si assomiglino un l’uno con l’altro come gli alberi del suddetto bosco inglese, molto contemplativi direi, lineari tra loro, che poi può darsi che la cosa sia anche voluta, sarà data anche dallo stile di cantare di Tim Smith molto “strascicato” e cantilenante. Con il tempo però si apprezzano gli arrangiamenti molto raffinati e curati segno anche di una maturazione rispetto ai primi lavori.
Per esempio “the Fortune”  si fa notare per la sua, diciamo, diversità con le altre tracce del disco come se avessero scritto questo pezzo con le finestre aperte e fosse entrata un po’ di aria fresca, ma non troppa infatti il pezzo dura appena 2 minuti.
Mentre ascoltando la traccia che dà il nome al disco “The Courage of Others” o anche “Children of the Grounds” ci si accorge subito del filone malinconico che poi perdurerà per tutto l’album; sonorità quasi KingCrimsoniane molto suggestive, direi, che terminano in un crescendo di chitarre e cori sicuramente emozionanti  per l’ascoltatore.
Personalmente amo ascoltare questo disco seduto in poltrona, magari in cuffia e subito la mente proietta immagini crepuscolari che richiamano alla natura. Ascoltate “Winter Dies”…
In definitiva disco meditativo e introspettivo ma, se volete un consiglio, da non ascoltarsi quando siete in uno stato d’animo triste e malinconico!

Midlake – Children of the Grounds