Niente di nuovo sotto il naso – Fuoriusciti: Choice of Weapon, il nuovo album dei Cult

Fuoriusciti – “Choice of Weapon”, l’ultimo album dei Cult

A cura di Stefania Bacherini

“Un quadro si riconosce dall’odore” – diceva un noto esponente della Transavanguardia italiana. Perché l’arte coinvolge tutti i sensi, nessuno escluso.

Anche quando si parla di musica. C’è chi si riconosce dall’odore e chi soprattutto dalla copertina dell’album più che dal contenuto.
Le immagini, infatti, in questo caso non tradiscono l’influenza della cultura degli indiani d’America, in un mix di magia e misticismo fatto di simboli, teschi e pugnali che vengono offerti quasi come un invito ad afferrarli.

I Cult-ori avranno forse intuito che sto parlando di “Choice of Weapon”, l’ultima fatica dei Cult a 5 anni dall’ultimo “Born into this”.
L’album contiene 10 pezzi inediti tutti scritti a 4 mani da Ian Astbury ed il chitarrista Billy Duffy; in più, una Deluxe Edition con 4 pezzi. Non fatevi ingannare però, quest’ultimi risalgono al progetto Capsule del 2010.

Il primo ascolto equivale allo spaesamento, in particolare nel momento del ritornello.
Che fine ha fatto la band che ha sempre saputo rinnovarsi mantenendo la coerenza e qualità dei riff, degli assoli e atmosfere blueseggianti passando dal new wave e goth rock all’hard rock classico, ispirato agli anni ‘70? La band che ha sfornato pietre miliari del rock degli anni ’80 come “Shel Sells Sanctuary”, “Rain”“Fire Woman” e “Nirvana”?

Nel primo pezzo “Honey from a Knife”, si stenta addirittura a riconoscere il timbro baritonale, marchio di fabbrica di Ian Astbury. L’impressione è che la band abbia perso smalto…anche se, come ripetono nel testo con tanto di coro, “we got the drugs”. Verrebbe da rispondergli, se il risultato è questo provate a cambiare tipo.
Nel successivo, “Elemental light”, si riconosce una dimensione più cultiana ma si comincia a storcere il naso quando parte il ritornello con un refrain abbastanza scontato.
“The wolf” ci regala grandi soddisfazioni ed è sicuramente il brano migliore di tutto l’album che ricorda i grandi classici della band dei tempi di Love e Sonic Temple.
Si passa allo struggente “Life>Death” impreziosito nel finale da un superbo assolo di Duffy e si prosegue con il primo singolo estratto dall’album, la scarica rock di “For the Animals” con il suo pianoforte compulsivo. Non poteva mancare un omaggio al re lucertola nel brano “A Pale Horse”, un pezzo hard blues di tutto rispetto preceduto dal soffuso ”Wilderness Now”.
Conclude l’album l’effettato “This Night in the City Forever”, un brano di grande atmosfera dedicato all’amico suicida.

E con  questo si conclude anche la lunga e spasmodica catarsi di Choice of Weapon: forse una catarsi più spirituale che musicale.

Cult -The Wolf