Oceani di parole cantate scritte ascoltate Via col vento Jalisse Fiumi di parole

Oceani di parole cantate scritte ascoltate Via col vento Jalisse Fiumi di parole

A cura di Roberto Italiani

Quando si parla di meteore italiane il caso più emblematico non può che essere che quello dei Jalisse. Questo duo romano-veneto incarna proprio la meteora, anzi la meteora sanremese per la precisione; che nel 1997 con la canzonetta anche abbastanza bruttina “Fiumi di parole” vinse a Sanremo soverchiando ogni pronostico e favoritismo, tra l’altro con un etichetta indipendente. Canzone presa di mira, bistrattata e parodiata in tutti i modi ma che sicuramente è rimasta ben impressa nei ricordi di tanti ascoltatori del nostro Paese

Ma chi sono questi Jalisse? (che peraltro il arabo significa: siedi e ascolta n.d.r)

Innanzitutto erano una coppia, anzi un duo quando cantavano, e sono una coppia anche adesso nella vita.
Lui, Fabio Ricci, è un cantautore romano alla ricerca di un contratto discografico e soprattutto alla ricerca di consensi. Lei, Alessandra Drusian, è una ragazza veneta molto fine e carina, soprattutto con una bella voce che l’ha portata a vincere anche diversi concorsi e contest prima di approdare a Sanremo.

jalisse_musicastradaIl sodalizio artistico nasce nel 1994. Partecipando a Sanremo Giovani arrivando sesti o giù di li con un pezzo anonimo che nessuno si ricorda. Ma nel 1997 è accedendo alla sezione “campioni” che da perfetti sconosciuti sbaragliano i veri big e vincono il Festival nello stupore generale con “Fiumi di parole” tormentone di quell’anno; tormentone amplificato anche dal clamore che fecero vincendo quel Sanremo…è un po’ come quando si sparge la voce che una cosa è brutta, orrenda, inguardabile e tutti naturalmente poi vanno a vederla per curiosità, ecco!

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Il pezzo è stato anche tradotto in varie lingue. La versione in inglese penso non l’abbiano nemmeno fatta visto che circolava già dal 1988 e si chiamava e tuttora si chiama “Listen to your heart” e la cantano i Roxette!

Infatti il Festival era terminato da poche ore che sulla rete iniziava già a circolare la voce che il pezzo fosse un plagio della famosissima canzone dei Roxette appunto. All’orecchio dell’ascoltatore più attento in effetti non può sfuggire la somiglianza con il pezzo del duo svedese soprattutto nel ritornello dove  struttura e battute sono pressoché uguali; beh, certamente non è stato e non sarà il primo e ultimo caso di “plagio” a Sanremo.

Detto questo al periodo di clamore non sono seguite comparsate televisive, poche foto e poche interviste e pressoché nessuna apparizione pubblica; d’altra parte l’Italia è così, si doveva dimenticare presto della loro faccia e lentamente anche dei “fiumi di parole” che sono state scritte sul loro conto; come può un successo diventare successivamente un flop? E se fossero stati dei talenti? (risata generale…)

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  • Magazine20 Marzo 2021
    Garrincha intervista David Bromberg per WEZGarrincha intervista David Bromberg per WEZ 20 Mar 2021 RUBRICA la parola ai musicisti  A cura di garrincha David Bromberg non ha bisogno di presentazioni e, diciamolo, neanche Carlo Spinelli, aka “Garrincha”. Entrambi, il primo da sempre sul palco, l’altro dapprima “sotto” come spettatore e poi “dietro” in qualità di promoter, rappresentano quello che la filiera musicale deve essere.Il musicista crea la Musica, si proprio con la “M” maiuscola, e l’appassionato ne usufruisce come semplice ascoltatore ma spesso diventa esso stesso un divulgatore.Questa alchimia quando funziona nel modo giusto crea una magia unica che solo la chi ama la musica può capire fino in fondo.David Bromberg è stato protagonista di un concerto memorabile, sia per l’esibizione che per il luogo.Il 23 Luglio 2019 a Calcinaia, si, avete capito bene, e lo ripetiamo a Calcinaia, si è esibito col suo quintetto un musicista che nella sua quarantennale carriera ha suonato con Jerry Jeff Walker, Willie Nelson, Jorma Kaukonen, Jerry Garcia, Rusty Evans (The Deep) e Bob Dylan e che scritto “The Holdup” con George Harrison e che nel 2008 è stato nominato per un Grammy Award. A Calcinaia…Potevamo non intervistarlo?E chi se non uno dei sui più grandi fan poteva farlo? Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui David Bromberg ha appena fatto la prima dose del vaccino anti-Covid e sta benissimo! Al momento non vive a NY ma a Bloomington in Delaware ma pensa di ritornare a NY prima o poi. David si ricorda di aver suonato al Musicastrada Festival due anni fa… Come tutti anche lui è fermo nell’attività concertistica e ha solo fatto qualche livestream. L’intervista è condotta da Carlo “Garrincha” Spinelli, organizzatore di concerti dagli anni 80 e grande appassionato di musica. Carlo si introduce ricordando che ha conosciuto la musica di David grazie alle bellissime recensioni del Mucchio Sevalggio e di Buscadero. Le sue canzoni “The New Lee Highway Blues” e “Spanish Johnny” sono state la colonna sonora di lunghi viaggi in macchina durante tutta un’estate. David ha scritto e composto ““The New Lee Highway Blues” mentre “Spanish Johnny” è stata scritta da Paul Siebel suo grande amico oltre che grande artista, nato nel suo stesso giorno, coincidenza che ha reso ancora più forte la loro amicizia. ———————— Carlo “Garrincha” Spinelli: “Hai iniziato la tua carriera solista nei primi anni ’70 suonando tutti quei generi di musica che qualcuno adesso chiama Americana. Nel tuo ultimo album riprendi “Dehlia” che è presente anche nel tuo primo album. Puoi dirci come è cambiato questo mondo musicale, che tra l’altro amiamo molto da allora? David Bromberg: “Dehlia” era un pezzo che suonavo soprattutto dal vivo, da solo. Nel primo album era stata incisa con un altro chitarrista ma io amavo soprattutto la versione live. Poi con il nuovo album ho avuto la possibilità di registrarla nuovamente con altri musicisti e mi è piaciuta molto questa versione. Per quanto riguarda il genere Americana, questo è un termine che non esisteva prima e che comunque, al momento che è venuto fuori ho subito capito che la mia musica non apparteneva a questo genere, molto western e non così country. Carlo “Garrincha” Spinelli: Le tue canzoni nella prima parte della carriera erano gioielli artigianali anche se non destinati ad un pubblico di massa. Hai anche collaborato con star come Bob Dylan e George Harrison che invece erano vere e proprie star. Quale era la differenza di approccio nella registrazione e arrangiamento produzione fra voi? David Bromberg: La differenza sta nel modo in cui si imparano le cose e io sono una persona che impara facilmente e anche se cerco di copiare la stessa cosa sarà completamente diversa dal suono originale così ho capito che dovevo fare quello che volevo ad ogni costo, anche se ciò può sembrare egocentrico.  Comunque mi state facendo delle domande molto interessanti, nelle interviste ho sempre paura che mi vengano fatte delle domande banali, come ad esempio “quando ripensi alla tua carriera.? La mia risposta è “io non ripenso alla mia carriera”. Carlo “Garrincha” Spinelli: E’ vero che la tua esibizione a “Isle of Wight Festival “ nel 1970 non era stata programmata? Come è stata quindi possibile la tua esibizione e poi la registrazione sull’album? David Bromberg: E’ stato per caso. Io ero al Festival dell’isola di Wight come chitarrista e suonavo con Rosalie. Però ci furono dei problemi legati al fatto che molti forzarono le transenne per entrare gratis come si usava ai tempi. Questo è il tipo di pubblico molto difficile da gestire e Rosalie che faceva uno spettacolo molto intimo non riuscì a reggere il momento e di fronte a una platea così agitata mi chiese di suonare qualcosa di più divertente. Così io davanti a un pubblico così agitato e difficile suonai “Bullfrog Blues” e piacque a tutti. Rosalie riuscì così a finire il concerto e il promoter mi chiese di suonare, al tramonto, per un’ora. E il tramonto era il momento migliore e io mi trovai davanti a una moltitudine di persone che mi chiedeva il bis e che mi apprezzava. Era la prima volta che avevo un pubblico di più di 50 persone, suonando per più di un’ora. Credo che sia stata l’ora più bella della mia vita. Ero un eroe per loro, e il promoter disse a tutti che il giorno dopo avrei fatto un altro concerto.. il che non era vero perché il giorno dopo sarei stato da un’ altro parte. C’erano circa 500.000 persone forse di più, ma ho solo recentemente ho ritrovato qualcuno che era lì e che si ricordava del concerto, il che è veramente una stranezza. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Carlo “Garrincha” Spinelli: I tuoi ultimi dischi, dopo la lunga pausa come “Use me”, “ Slighlty Mad” “The Blues” non sembrano gioielli artigianali, sono gioielli e basta. E’ cambiato qualcosa nell’approccio a arrangiare e registrare? David Bromberg: A dire la verità no, non ho cambiato niente. Ho sempre fatto ciò che volevo, anche perché le case discografiche non riponevano molte speranze sui miei album, sapevano che non ci avrebbero  fatto i soldi e che il mio valore era dovuto al fatto che io non ero come gli altri. Quindi ho sempre fatto come volevo, in tutte le cose. Carlo “Garrincha” Spinelli: In “Use me” come hai convinto tutti questi ospiti importanti? Chi di loro ti ha soddisfatto di più? David Bromberg: La ragione è nel titolo stesso “Use me”. Ho chiesto a questi artisti di scrivere qualcosa per me in modo che io l’avrei suonata. Alcuni di questi non li conoscevo neanche ma sapevo che apprezzavano la mia musica così li ho contattati, e anche se non io non me l’aspettavo mi hanno tutti risposta positivamente. Carlo “Garrincha” Spinelli: Hai avuto una lunghissima carriera. Hai suonato insieme ai più grandi artisti, ti sei fermato 20 anni . E al ritorno hai prodotto forse i tuoi dischi più belli . Ti diverti ancora a suonare? David Bromberg: Certo che mi diverto! Tantissimo! L’unica ragione per cui mi sono fermato è stata proprio perché in quel periodo non mi divertivo. Mi sono fermato per 22 anni, e non ho quasi più toccato la chitarra. Quando mi sono trasferito a Bloomington, il sindaco, grande appassionato di musica, mi ha chiesto se volevo creare qualcosa in ambito musicale. E l’unica cosa che mi sentivo di fare era di organizzare una jam session. E così feci, una acustica e una elettrica. Durante queste sessioni alcuni musicisti molto validi, che mi conoscevano anche prima e mi hanno chiesto di suonare con loro. E io ho iniziato a divertirmi nuovamente. E poi il producer di mia moglie mi ha convinto a fare un nuovo disco. Davide Mancini: Un’ultima domanda. Credi che ci sia un momento in cui è meglio decidere di fermarsi? Forse quando la musica diventa troppo un lavoro e non è più una passione? David Bromberg: Si forse. Solo che io penso di non aver agito consapevolmente. Ripensandoci forse avrei fatto meglio a prendermi una vacanza di 6 mesi, 9 mesi per rilassarmi. Io ho pensato solo che era giunto il momento di lasciare la musica e che fosse giusto farlo. Ci sono alcuni artisti che si trascinano sul palco, e sono solo una copia di loro stessi. Non potevo essere come loro. A me piace improvvisare sul palco, i musicisti che suonano con me lo sanno. Non ci sono le set list e nessuno può chiedermi di fare diversamente. Non potrò mai essere una copia di me stesso. leggi anche… Buoni “motivi” per bere Wine Sound Sistem di Donpasta e CandideMagazineFrancesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole.MagazineMaya – Ok, il pezzo è giusto!: Morning Sun dei Reptile YouthMagazineRagazze arrabbiate – Band a confronto: Bikini Kill, Babes in Toyland, L7, HoleMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! 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Nella sera dell’Epifania, in uno dei setting storici per il gruppo: il Prodotto Non Conforme, Capannori city. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Dentro e fuori, il pubblico non ha fatto mancare il suo calore nella fredda nottata del 6 Gennaio. Nel calderone i grandi classici del primo album, “Diferoedibotte” (sì, tutto attaccato), i più recenti brani di “Come satura” e infine alcuni dei pezzi che andranno a confluire nel nuovo attesissimo cd, che forse arriverà con il primo sole primaverile. Sempre il solito “sound della bonifia”, come dicono loro, la solita musica che sa di terra, di bosco, di legna. Merita fare un po’ di cronistoria per chi ne fosse a digiuno. Gli Esterina sono Fabio Angeli (voce e chitarra), Giovanni Bianchini (batteria), Michele Vannucchi (basso), Lorenzo Del Grande (flauti, clarinetto basso, sax baritono, vibrafono, glockenspiel, diamonica, synth, campionamenti) e Massimiliano Grasso (piano rhodes, fisarmonica, armonium, elettronica, seconda voce). All’attivo hanno due album: “Diferoedibotte”, disco d’esordio del 2008, registrato presso Groove Factory di Bologna e prodotto da Guido Elmi. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Una seconda versione, questa volta acustica, in cd e dvd live, è uscita nel marzo 2010 con il titolo “Indecorose_esterina.senzacorente” (ancora tutto attaccato), per Arti Malandrine. Il secondo e per ora ultimo album, “Come satura”, è stato invece registrato presso l’azienda agricola biologica Nico di Orbicciano, con la magistrale produzione artistica di Fabio Magistrali. Il terzo lo aspettiamo. Un’attesa che si è fatta più impaziente dopo gli assaggi del concerto del 6 Gennaio. Ancora una volta gli Esterina hanno saputo divergere dai segni, come direbbero loro. leggi anche… Lo Show dei Camaleonti – Io c’ero: I Camillocromo in concerto a PomaranceMagazinePaolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandyMagazineBuoni “motivi” per bere Wine Sound Sistem di Donpasta e CandideMagazineDistruggi il male e va! Ascesa e discesa del “Goldrake” CaraturoMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine8 Maggio 2012L’evoluzione che fa specie. Il video “Scimmie”L’evoluzione che fa specie. Il video “Scimmie” 8 Mag 2012 RUBRICA laura martini le peggiori canzoni che avete mai visto  A cura di Laura Martini E’ vero, certe volte un brutto video può rovinare il futuro di una bella canzone, ma che dire quando invece è proprio “l’inguardabilità” del video che ci fa ricordare una canzone che forse, ma nemmeno tanto “forse”, sarebbe inesorabilmente finita nel dimenticatoio? Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Un esempio, a parer mio, potrebbe essere un video che, grazie a Dio, Youtube ci riporta in versione originale, registrato direttamente da TMC2, canale musicale dell’era pre-MTV. Era la fine degli anni ’90 e dopo una serie di successi Marco Masini ci cantava “Scimmie”. Si fosse limitato a cantarlo avremmo potuto dividerci in due gruppi, i pro e i contro Masini, cosa assai facile vista la storia musicale di un cantante tanto amato quanto odiato, ma come poter dire «bello!» di questo video? Saranno stati anche gli anni ’90, sarà stata anche la moda del biondo platino, qui declinato su barba e capelli (evito di dare un parere a riguardo, ma basta dargli un’occhiata per capire che la cosa non funzionava granché), saranno stati i primi passi degli effetti speciali che oggi ricreano la realtà facendola diventare una magia e illuminano gli occhi del cantante come fiamme dell’inferno, ma Masini che diventa una scimmia urlatrice no, questo non ce lo dovevano fare. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada O forse si, visto che ci ha divertito tanto. Pensando a questa canzone mi viene in mente solo quella scena, ripetuta per ben due volte ai minuti 0.38 e 3.44, che il mio amico Davide ripeteva con enfasi e smorfie, all’improvviso, tra un discorso e l’altro, spiazzando tutti col suo «Sciiiiiimmmmmiiiieeeeee!!!!». Non me ne vogliano i fans di Masini, che so essere tanti, e nemmeno lui, contro il quale non ho personali avversità nonostante non ami la sua musica, ma perché girare un video del genere? Su Wikipedia si legge dell’album da cui è tratto il singolo omonimo: “Questo lavoro discografico è un ripercorrere a ritroso l’evoluzione dell’umanità, comprende 10 canzoni dai climi più rock e testi emozionali che donano a “Scimmie” la forza e la maestosità di un concept album. Con questo album Masini voleva riprendere la musica degli anni settanta che tanto aveva amato; quanto mai positivo il parere della critica, non lo è stato altrettanto quello del pubblico che decretò il fallimento commerciale di un album non capito”. Peccato, forse sono tra quelli che non lo hanno capito, forse sono io che non sono riuscita a cogliere la poesia delle immagini e della canzone. Mi è venuto pure il dubbio che l’abbiano fatto apposta a farlo così brutto, per farlo ricordare. Magari saprà darmi qualche delucidazione quella povera scimmia a cui Masini dà un ciondolo fiammeggiante prima di risvegliarsi dalla trance, in fila alla cassa del supermercato, mentre io continuo a chiedermi “perché lo fai, disperato ragazzo mio?”. leggi anche… Vai Steve Vai Pensieri in musica gli onanisti della chitarraMagazineIntellettuali nevrosi oscuri geometria Colin Newman e i primi WireMagazineMattoni – OK, il pezzo è giusto!: “Breezeblocks” di Alt-JMagazineFrancesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole.Magazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! 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Organizzato da Fonderia Cultart in collaborazione con il Comune di Prato, anche la quinta sinfonia della kermesse non delude le attese presentando una line-up che provoca emozioni solo a pronunciare il nome degli artisti che saranno presenti. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui “Che fine ha fatto Gregg Alexander?” potrebbe essere il titolo di una ricerca sui gruppi anni 90! Voi giustamente direte, chi era costui? Beh…certo questo nome non dice niente ma, partiamo da qua: mente creativa di un gruppo che ha fatto il boom con un pezzo uscito nel 1998; il pezzo era “you get what you give” e loro erano i New Radicals. Ora, forse ancora non vi diranno niente sia il nome del gruppo che la canzone; allora fate partire il video qua sotto e subito vi tornerà alla mente quell’estate lì. Ditemi se non sprizza spensieratezza da tutti i pori questo pezzo! Per chi non la conoscesse, sono sicuro questa canzone risulterà subito orecchiabile e carina, ma chi (come me) se la ricorda è probabile che abbia già premuto il tasto STOP o abbia già buttato il pc dalla finestra, considerato che in quel periodo le radio, le tv e le pubblicità ce l’hanno proposta fino allo sfinimento! Merito come dicevo del Sig. Alexander, genietto del pop, bravo a partorire melodie orecchiabilissime e mai banali come appunto quelle contenute in questo primo e unico album dei New Radicals (Maybe you’ve been Brainwashed too) del 1998. A parte il pezzo di punta sopracitato, comparivano nel disco altri 2 o 3 brani niente male e tutti maledettissimamente orecchiabili. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Beh…che dire? Forse con questo disco i New Radicals volevano lanciare un monito? Volevano far aprire gli occhi alle masse? Ipotesi. Però a partire dal titolo del disco (forse anche a voi hanno fatto il lavaggio del cervello) e ancor più da alcune frasi del testo del singolo “You get what you give”: “Courtney Love e Marilin MansonYou’re all fakesgot to your mansioncome around…we’ll kick your ass in!” si capiva che additavano personaggi del calibro di Manson e Love come dei fasulli consigliando loro di tornare ai loro affari e che se si fossero avvicinati troppo li avrebbero presi a calci nel posteriore! Mi ricordo ci fu un po’ di polemica all’epoca, ma il messaggio forse era l’avvertimento che in quel periodo la scena musicale era piena di fantocci e ciarlatani privi di idee e contenuti tutto creato ad hoc per il businnes.Un monito che non è servito a molto purtroppo, perché anche se negli USA “Maybe you’ve been Brainwashed too” ha venduto oltre 1.000.000 di copie aggiudicandosi il disco di platino, i nostri eroi si sono sciolti e sono spariti nel nulla a differenza dei loro “nemici” che continuano a produrre musica. Di loro rimane questo tormentone molto carino e orecchiabile; è un pezzo che al primo ascolto dici che è una canzone carina, al secondo dici che è piacevole, al decimo sei più titubante ma perseveri nel sentirlo e al centesimo vai in overdose e decidi che è meglio passare su Radio Maria per depurarti appena dopo il “one, two, three..” iniziale! leggi anche… L’Art Rock Romantico – Band a confronto: Magazine, Ultravox, JapanMagazineLa Musica del Deserto Band a confronto Green On Red Giant Sand Meat Puppets Black Sun Ensemble CalexicoMagazineLo Show dei Camaleonti – Io c’ero: I Camillocromo in concerto a PomaranceMagazineNella tana del coniglio! ShE! NoThinG – Rabbit HoleMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! 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Ballare e ammirare la costa di Sestri Levante dalla Baia del Silenzio, con le case addossate alla piccola spiaggia che ora, mentre balli, è un tappeto pulsante di persone che saltano, ridono, si abbracciano e si divertono come non si sarebbero aspettate. E tutti, come una specie di razza aliena dedita al divertimento, hanno qualcosa sulle orecchie, qualcosa che li accomuna e li divide per mischiarli in maniera inaspettata. E sono quelle cuffie con quelle lucette verdi che fanno brulicare la spiaggia. Ballare sulla sabbia con le cuffie che sparano negli orecchi la musica di uno dei canali che il dj mixa dal palco, fare zapping tra le canzoni, con il paese che continua tranquillo la sua serata, è surreale e bellissimo. E’ come stare in una scatola di musica adagiata da qualche parte, nel vuoto, in un luogo indefinito, dove tanti altri come te stanno facendo la stessa folle cosa e chi non ha le cuffie fa parte di un’altra dimensione, dove non c’è la musica, ma solo tante, tantissime persone che cantano a gran voce canzoni diverse che si fondono in un’unica festa. La Silent disco è un’esperienza divertente, una delle “cosa da fare almeno una volta nella vita”, perchè non capita tutti i giorni di potersi scatenare, dimenticare tutto e lasciarsi trascinare dalla musica, dando il via libera ai piedi e ai pensieri. Il bello è proprio che sono le cuffie dalle quali la musica arriva nel silenzio generale, a scatenare la folla. E se te le togli il paesaggio è ancora più surreale: gente che balla, che canta come mai si figurerebbe di fare se solo si ascoltasse, che gesticola per comunicare con chi magari ascolta un altro canale, che con i piedi nell’acqua improvvisa balletti e si tiene le mani agli orecchi per fissare ancora di più le note nella testa. Bisogna esserci per capire come un paio di cuffie possano rendere una serata in spiaggia un evento da ricordare. Silent Disco – Edizione 2011 [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! 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