Pifferi, Muse e Zampogne, ad Arezzo un festival di ricerca dedicato agli strumenti ad ancia

di Silvio Trotta

Premessa (a cura della Redazione)
Abbiamo incontrato Silvio Trotta, carissimo e amico e grande musicista, anzi, “musicante” come lui ama definirsi. Il suo lavoro è doppiamente importante perché Silvio è una di quelle persone che amano veramente la musica. Grazie a lui, anche nel Musicastrada Festival, abbiamo potuto sentire tanti gruppi di provenienza popolare (I Viulan, Riccardo Marasco, Musicanti del Piccolo Borgo…), che lui stesso ci ha consigliato. La sua cultura nel campo della musica folk (soprattutto Italiana) gli ha permesso di creare ed organizzare una rassegna dedicata agli strumenti arcaici e della tradizione popolare. Il Festival si chiama “Pifferi, Musee e Zampogne”, e si tiene nel primo week-end di Dicembre presso il Circolo Aurora ad Arezzo, dove Silvio risiede…
Abbiamo chiesto a Silvio di parlarci di questo festival…
Raccontare “Pifferi, muse e zampogne” significa per me, che ne sono il direttore artistico da quindici anni, rintracciare il filo conduttore della mia  vita  di musicista anzi di “musicante” come sono solito definirmi. La valenza dinamica di questa definizione nasce dalla consapevolezza di essere soprattutto un musicista in continua ricerca, una  ricerca nata più di trent’anni fa sui contesti agro-pastorali della mia terra, il Molise, e mai conclusa perché sostenuta dalla curiosità e dall’interesse per un mondo lontano che  nutre e stimola ancora interessanti prodotti musicali da conoscere e condividere. Ogni anno  il mio piccolo grande festival ospita, infatti  gruppi eterogenei  di musicisti che  testimoniano la vitalità  di repertori, tecniche e stilemi di quella musica vissuta che caratterizza la  tradizione orale  e non solo, musicisti che creano nell’humus della  tradizione composizioni nuove tracciando fili significativi tra memoria e contemporaneità. La ricerca quindi continua nell’ascolto e nella scoperta di progetti nuovi, di riproposte autentiche, di sperimentazioni anche audaci ma sempre e comunque all’insegna dell’originario. Mi piace pensare a  “Pifferi, muse e zampogne” come ad uno spazio libero dove  il passato e il presente  dialogano grazie alla musica  e dove i protagonisti possano testimoniare i significati e i valori di un’appartenenza che non declina sotto il peso del tempo. Ciò si è realizzato grazie alla partecipazione di grandi artisti tra i quali voglio ricordare  Luigi Lai, Piero Ricci (Ecletnica Pagus), Ettore Losini (I Musetta), Massimo Giuntini, Alberto Massi, musicisti rappresentativi di quei strumenti ad ancia che caratterizzano e identificano la rassegna. Per il decennale del festival ho prodotto il CD “Soffi d’ancia” (RadiciMusic Records) nel quale ho raccolto 21 brani di artisti che hanno partecipato a “Pifferi muse e zampogne” testimoniando così un vasto e variegato panorama di musica tradizionale italiana. Un punto di forza di “Pifferi, muse e zampogne”, è senz’altro l’ascolto dei concerti in acustico; gli antichi strumenti, privi di qualsiasi amplificazione, possono essere goduti nella loro purezza,  in un ambiente quasi “da veglia”, dove lo scambio emotivo tra gli artisti e gli spettatori fluisce in atmosfere naturali. Negli anni   abbiamo ascoltato ance di ogni genere: semplici, doppie, libere e soprattutto “libere” di cambiare. Credo che l’innovazione inserita nella tradizione sia  l’aspetto più interessante evidenziato dai vari artisti negli anni. Il grande lavoro di ricerca nella memoria e di sperimentazione sugli arcaici strumenti che la tradizione affida alle loro mani ha reso possibile quello che giudico un miracolo sonoro: soffi che riempiono sacche, pelli o solo gote e dopo un breve passaggio tra piccole ance ci regalano sempre e comunque un brivido.

QUANDO?
Arezzo, primo week end di Dicembre

DOVE?
Circolo ARCI Aurora di Arezzo

Nel video che segue gli ARIONDASSA, che sono stati ospiti all’ultima edizione di Pifferi, Muse e Zampogne