Prima del Diluvio David Crosby

Prima del Diluvio David Crosby

1965, California: David Crosby e Roger Mc Guinn fondano i Byrds. Entrambi nutriti col folk del Greenwich Village e il bluegrass locale si ripromettono di unire il genio lirico di Dylan all’astuzia melodica dei Beatles. Forti di ben tre chitarre (terza quella di Gene Clark) danno vita a una memorabile cover di Mr Tambourine Man che col suo jingle jangle etereo e scintillante segna di fatto l’inizio del folk rock californiano. Fra il 1965 e il 1966 i Byrds creano una vera sommossa musicale: con le loro pose da drogati, la concezione taumaturgica degli stupefacenti e il loro richiamo a sentimenti puri sono i precursori del movimento hippy cui regalano classici “acidi” come Turn, Turn, Turn e Fifth Dimension.

Dal 1967 è Crosby a prendere le redini del gruppo, sostituendo il folk degli esordi con la psichedelia orientaleggiante del raga rock di Eight Miles High e Mind Gardens e lo space-rock visionario e astratto di CTA 102 (1968): in questo momento i Byrds sono veramente all’avanguardia della scena musicale della Bay Area. Forse troppo perché nel 1969 Crosby distante dall’ideologia country di Mc Guinn viene allontanato dal gruppo e si rifugia fra i Jefferson Airplane cui regala la controversa Triad e la visionaria Wooden ShipsFra il 1969 e il 1971 con il supergruppo Crosby, Stills, Nash e Young, arriva a un centimetro dal paradiso contribuendo a quell’irripetibile impresa con delizie folk-psichedeliche (Long Time Gone, la stupenda  Almost Cut My Hair).


1975, California: David Crosby e Graham Nash (i due condividevano i migliori intrecci vocali nei CSNY) danno alle stampe Wind On The Water
. E’ in quest’album che sono conservati le ultime magie di Crosby, Carry Me e To The Last Whale. Poi l’abuso di droghe, la fine della sua collaborazione con Nash, una serie di arresti per detenzione di droga e di armi nel 1986 e ancora nel 2004 (nonostante le cure disintossicanti), sembrano portare Crosby a un centimetro dall’inferno. Ma cos’era successo fra il 1971 e il 1975? In realtà quando i CSNY si sciolgono, Crosby è non soltanto all’apice della popolarità ma anche al suo picco creativo; decide di pubblicare il suo primo album solista If I Could Only Remember My Name. Raccoglie intorno a sé il meglio della comunità musicale della Bay Area, Kaukonen, Slick, Kantner, Casady (dei Jefferson Airplane), Gracia, Lesh, Kreutzman, Hart (dei Grateful Dead) e ancora Nash, Young, Joni Mitchell e molti altri: nessuno di loro sa che sta partecipando a uno dei dischi che chiuderà la grande stagione californiana dell’utopia.

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L’album sancisce infatti il momento del riflusso dallo spirito comunitario al privato individuale. Agli ospiti è affidato il compito di colorare l’album con suoni tintinnanti, tenuamente impressionisti, Crosby invece fissa l’umore generale dell’album, un lungo bisbiglio esistenziale triste, sognante, rassegnato. Anche le liriche sono quasi inesistenti, Crosby si contenta di dondolarsi in una trance mistica come se parlasse coi fantasmi. L’iniziale Music Is Love è una sola frase ripetuta all’infinito come un mantra, Tamalpais High è costruita su semplici vocalizzi circolari come una nenia notturna, Song With No Words (il capolavoro assoluto dell’album) di un’intensità straordinaria è una preghiera sommessa dove la voce di Crosby è incapace di articolare parole. Le architetture più lisergiche  sono quelle di Laughing, una sola nota sospesa fra cielo e terra, l’estasi barocca di What Are Their Names e Traction In The Rain, mentre Cowboy Movie è più vicina al country blues malinconico tipico del West Coast sound. I lamenti funebri e allucinati di Orleans I’d Swear There Was Somebody Here chiudono un’opera unica perennemente sospesa fra sogno e trip mistico, e segnano l’esaurirsi di un’epoca e di un mito. Crosby non si è mai più ripetuto a questi livelli. Gravemente malato, è sopravvissuto a una difficile operazione al fegato e alla droga, riuscendo alla fine a risorgere come uomo e come artista.

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