Punk in rosa – Band a confronto: Slits e Raincoats

Band a confronto: Slits e Raincoats

A cura di Alfredo Cristallo

Il messaggio iniziale del punk era: al diavolo qualsiasi tecnica, è più importante l’anima e l’energia di chi suonaIn questo senso il punk è stato un fenomeno liberatorio: all’inizio dal controllo mafioso dei c.d. gruppi dinosauri sulle classifiche (e vendite) dei dischi, in seguito, attenuatasi la furia iconoclasta, emancipazione dalle convenzioni sociali.

L’emergere dei gruppi femministi è un tipico frutto di questa stagione. Naturalmente il rock inglese e americano aveva avuto le sue figure femminili (Sandy Denny, Joni Mitchell, Janis Joplin, Grace Slick, Joan Baez) protagoniste di un preciso modo d’intendere il ruolo di una donna dentro un universo culturalmente maschile e machista. Ma fino ad allora non erano mai esistiti gruppi interamente femminili. L’esperienza delle Slits e delle Raincoats è stata quindi realmente dirompente aldilà della loro breve vita.

Le Slits emersero nel 1977 e possono essere considerate come le progenitrici delle Riot Grrrls. Aprivano i concerti dei Buzzcocks e dei Clash ed erano titolari di un act feroce all’insegna del totale caos armonico. Ognuno di loro ostentava un tono di minaccia verso qualsiasi maschio. La cantante Ari Up, appena 15enne, dreadlock aggrovigliati, mutandine sopra i vestiti, nata in una ricca e alternativa famiglia tedesca era famosa per le sue stramberie pre-sociali. Viv Albertine (chitarra, voce), nobile, bionda e carismatica veniva dai Flowers of Romance (con Keith Levene poi chitarrista dei PIL e Sid Vicious!), era nota per le sue pose altezzose. La più tranquilla Tessa Pollitt (basso, voce), bruna e taciturna aveva militato in un gruppo femminile dal soave nome di Castrators. Si affidarono nel 1978 al produttore Dennis Bovell che spinse il sound del gruppo verso il reggae (la passione di Ari Up) la musica ribelle par excellence del periodo. Il I° album Cut (1979, con Budgie al posto della batterista originale Palmolive) divenne celebre per la copertina che ritraeva le 3 ragazze completamente nude, coperte solo di fango e perizoma. Forte della chitarra grattugiata di Albertine e delle geometrie vocali sovrapposte allo strillo primordiale di Ari, l’album era un vero manifesto. I pezzi reggae erano usati per parodiare le pose macho (So Tough), o per invettive contro donne stupidamente romantiche (Love Und Romance), vittime dei magazine femminili (Typical Girls)o del consumismo compulsivo (Spend, Spend, Spend). I pezzi dub trattavano di desolazione sociale generalizzata (Newtown) o privata (Ping Pong Affair), a cui le Slits contrapponevano il sogno di una vita naturale e di ritorno a uno stato primitivo, idea che condividevano col Pop Group.

Dal 1980 in poi i due gruppi si fusero professionalmente e sentimentalmente e fondarono una proprio etichetta, la Y. Lo scioglimento del Pop Group causò anche quello delle Slits: Ari Up divenne una panteista rasta, le altre due abbracciarono la world music.

Rispetto alle Slits, l’approccio delle Raincoats era più sofisticato. Anche il loro femminismo era più meditato: coscienza e sviluppo dell’identità personale e professionale della donna in quanto differenziata e non contrapposta al potere maschile. La band formata da Gina Birch (basso, voce), Ana DaSilva (chitarra, voce), Vicky Aspinall (violino) e Palmolive (già nelle Slits) frequentava peraltro ambienti musicali che promuovevano il felice connubio fra jazz e improvvisazione fai-da-te punk.

Non fa meraviglia che il loro primo omonimo LP (1979) proponesse un punk sbilenco, in cui i concetti di ritmo e melodia venivano cambiate all’interno dello stesso brano dando vita a un’arte d’incredibile inventiva. Fra inni femministi (Adventures Close to Home), brani di denuncia (Off Duty Trip, la storia di un processo per stupro, dove lo stupratore venne assolto perché era militare) e passaggi atonali (Fairytale In The Supermarket) il sound del gruppo era dominato da un senso di fatalismo tragico, messaggio pessimista sulla condizione femminile. Forniti di un armamentario di strumenti giocattolo o esotici, le Raincoats proposero nei due LP successivi Odyshape (1981) e Moving (1984) una musica dimessa che mescolava folk, esotismo e fusion etnica.

Si sciolsero poco dopo lasciando in eredità uno dei tentativi più riusciti di rifondare il progressive e un’arte di vocalizzi liberi che diverrà un modello per tutte le successive cantanti.

The Slits – Typical Girls

The Raincoats – Fairytale in the Supermarket