John Niven

Quando Gesù cantò a X-Factor A Volte Ritorno

A cura di Laura Martini

Che direste se, guardando un programma tipo X-Factor, si presentasse sul palco un ragazzo di 32 anni, belloccio, capello incolto, chitarra a spalle, t-shirt sdrucita dei Mogwai e dicesse di chiamarsi Gesù, Gesù Cristo? E non un Gesù qualsiasi, proprio quello!

“Make it surreal” diceva una maglietta, e sicuramente John Niven l’ha presa alla lettera. In questo libro se ne vedono, e se ne sentono, di tutti i colori. Basta pensare che tutto inizia con il ritorno dalle ferie di Dio, grande amante della pesca, che si accorge di come il mondo non abbia seguito il suo unico comandamento. E per favore non rammentategli quel “falsario” di Mosè, che aveva fatto diventare quell’unico “fate i bravi” una sequela di dieci comandamenti di sua fantasia. Dopo una sfuriata biblica, una rapida e piuttosto esilarante riunione con i maggiori santi, un assurdo incontro con Satana al suo ristorante, a cui si accede con un ascensore accompagnati dalle note di I Believe I Can Fly , decide di richiamare il suo unico figlio, “un adolescente di trentatrè anni che ancora si sente a disagio in giacca e cravatta” che negli ultimi tempi non ha fatto altro che “cazzeggiare” con Jimi Hendrix e qualche giro di chitarra tra nuvole dolciastre, per rimandarlo sulla Terra a rinfrescare un po’ la mente ai sui abitanti.

Gesù esclama: -State scherzando?- Distoglie lo sguardo dal padre e si gira verso Pietro. –Sta scherzando, vero? Io… Papà, cosa ti aspetti che combini laggiù? – Si trovano in mezzo al prato sul quale si affaccia la portafinestra dietro la scrivania di Dio, il prato in cui giocano le anime dei marmocchi.

– Che tu faccia loro da guida. Che tu sia d’ispirazione. Che tu aiuti il prossimo.

– Ma… come?

– L’hai già fatto una volta.”

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Il viaggio, gli incontri e le avventure con la banda di amici fidati, raccattati qua e là, salvati da situazioni difficili, recuperati da vite destinate a spengersi, verso il favoloso mondo di  Los Angeles, della ribalta televisiva e della musica seguita da milioni di telespettatori, è un viaggio divertente, a tratti triste, a momenti assurdo e certe volte anche troppo reale.

La musica, suonata, cantata, ascoltata, fa da sfondo e da guida al ritorno del figlio di Dio che si muove nel mondo moderno cercando di fare il meglio possibile, ma in un modo che non ci aspetteremmo da lui.

Il racconto all’inizio prende per la sua irriverenza, ci fa credere che forse saremo scomunicati solo perchè ci scappa da ridere troppo spesso alle trovate di John Niven, ma poi la storia prende vita e si snoda tra le pagine facendoci riflettere con ironia, e anche con il cervello.

“Gesù appoggia la Gibson e fa un ultimo tirello. Si alza dalla poltrona a sacco, il corpo alto e dinoccolato che si stiracchia con aria languida – Ci becchiamo, Jimi.

-Fa’ il bravo, – risponde Hendrix.

-Come sempre.”

 

Guida musicale alla lettura:

Always look on the bright side of life, Monty Python, Eric Idle

Sunshine of your Love, Jimi Hendrix

The only living boy in New York, Simon&Garfunkel

Come as you are, Nirvana

Song 2, Blur

Purple rain, Prince

Come together, The Beatles

Born to run, Bruce Springsteen

L’autore:

John Niven è nato a Irvine, Ayrshire, Scozia. Scrive per «The Times», «The Independent», «Word» e «FHM». Ha pubblicato il romanzo breve Music from Big Pink e i romanzi Kill Your Friends (per «Word Magazine» probabilmente il miglior romanzo inglese dopo Trainspotting) e The Amateurs.

 

La scheda del Libro

Titolo: A volte ritorno

Autore: John Niven

Casa Editrice: Einaudi, 2012

Collana: Stile libero Big

Lunghezza: 381 pagine

Prezzo: 19 euro

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