Quando la musica viaggia Io c’ero la prima parte dell’avventura del Musicastrada Festival 2013

Io c’ero: la prima parte dell’avventura del Musicastra Festival 2013

A cura dello Spa

In un panorama musicale intasato di finte pop-star, dischi fac-simile, miti alla deriva, canzoni clonate, note ricostruite attraverso sintetizzatori ad alto coefficiente di complessità, è facile smarrirsi; ogni buon ascoltatore rischia così, suo malgrado, di ritrovarsi in un dantesco inferno sonoro in cui è facile perdere la “dritta via”. Per fortuna, stella polare di tutti gli appassionati, è tornata una rassegna ad  indicare la giusta rotta musicale da seguire. E non si tratta di una viuzza, di un vicoletto, di un pertugio, di un piccolo slargo, ma di una bella, lunga, ampia strada: la strada della buona musica, quella del Musicastrada Festival 2013, giunto ormai al giro di boa.

Considerato quindi che una buona metà di questo stupefacente viaggio musicale è stato percorso, credo sia un momento propizio per rivivere alcune delle tappe, delle atmosfere e delle sensazioni che hanno contraddistinto la prima parte del Festival.

Naturalmente partiamo dal traguardo intermedio ovvero il concerto dell’Orchestrada del 2 Agosto nella sfavillante Piazza Trieste a Pontedera. Un sacco di gente, un sacco di artisti sul palco, un sacco di musicalità diverse. Una produzione originale studiata ad hoc per il Musicastrada Festival, una prima assoluta che ha meravigliato per vivacità e spirito di contaminazione, non a caso infatti era inserita nell’ambito del progetto Transfrontaliero “Sonata di mare”.

Direttrice e capo clan dell’Orchestrada una pimpantissima Claudia Bombardella (voce, clarinetti, sax baritono), scortata sul palco da Gabriele Savarese (violino/bouzouki), Modestino Musico (fisarmonica), Piero Spitilli (contrabbasso), Gabriele Pozzolini (batteria e tamburelli), Ruben Chaviano (violino), Tommaso Papini (chitarra) e Philippe Biondi (direttamente dalla Corsica) alle percussioni.

Ritmi tzigani, musica popolare e tanta contagiante energia, questo il mix giusto che ha permesso all’ensemble di rapire gli orecchi di un pubblico quanto mai attento e coinvolto. Condensare in poche righe l’essenza di un concerto non è affatto facile, però per quegli strani scherzi percettivi che gioca il cervello, direi che, grazie alle melodie che provenivano dal palco, si respirava aria d’estate (avete presente quei profumi dalle fragranze marine portati con disinvoltura da avvenenti ragazze che sorseggiano una birra?). C’era in giro voglia di annusarsi, ritrovarsi, lasciarsi alle spalle qualsiasi bega mentale almeno per una serata, giusto lo spazio di un concerto che è riuscito a coniugare con estrema naturalezza ricerca musicale e leggerezza.

renzo_rubino_musicastrada.bibsosbmdgoo084csg0c0ggk0.79xnbia9ebok80cs8808wocg0.thLa stessa con cui il genio di Renzo Rubino ed il suo POP si sono manifestati l’1 Agosto in Piazza del Duomo a San Miniato. Palco a due piani, luci da arredo ad effetto, testi intelligenti in musica scanzonata ed orecchiabile. Concerto sospeso tra nuvole e allegria che ha fatto volare gli spettatori (con la fantasia) e un sacco di applausi (reali).

Boom di apprezzamenti e pubblico anche per i due raffinatissimi concerti jazz che si sono svolti a il 29 e il 22 Luglio a Montopoli, in quello scenario da favola che è Piazza S. Matteo. Vista mozzafiato e talento a piene note con l’Ivan Mazuze Quartet (il 29) e il Circo New 4tet (il 22) di Pareti, Zanchini, Guidi e Girotto.

Sonorità differenti, ma la stessa ammirabile maestria di Musicisti con la “M” maiuscola in grado di jazzare e improvvisare con una disinvoltura che non può lasciare indifferenti.

 Così come non è affatto passata inosservata l’abilità, la preparazione, la competenza, la padronanza, insomma il valore di un asso della nuova scena musicale europea. Mi riferisco a Frankie Chavez che il 24 Luglio in Piazza Indipendenza ha aperto la due giorni calcinaiola del Musicastrada Festival. Se non possedete (in ogni senso) il suo disco, siete ancora in tempo per redimervi. Ordinatelo, fatevelo faxare o portare da qualche cicogna che consegna a domicilio neo-talenti musicali. Anche perchè se non avete il cd di Frankie Chavez, significa giocoforza che non avete assistito ad un concerto (altrimenti lo avreste acquistato di sicuro) che avrebbe stregato Macbeth più di quanto non lo abbiano fatto tre megere delle brughiera scozzese. Inoltre solo ascoltando le sue canzoni potrete immaginare esattamente quello che vi siete persi. La sua esibizione calcinaiola è stata infatti un tale esempio di purezza e pulizia sonora che mettendo a confronto il live ed il disco, risulterebbe difficile distinguerli.

The Poppers photo session for cover CD and promotional useIl folk-man portoghese è dotato di una sensibilità artistica davvero encomiabile che si apprezza sia quando affronta brani più lenti, sia quando striglia di brutto la sua chitarra. Un’esperienza semplicemente estasiante.

Più classica, secondo i canoni blues, la performance di Randy “19th Street Red” Cohen (25 Luglio – Calcinaia), anticipata dall’irriverente e sperimentale musica degli Arnesi, un duo spalla che si è fatto acclamare per l’iconoclasta “Blues del Bottale”, oltre che per la varietà di voci, suoni e rime prodotte. I ragazzi (Federico Bientinesi e Luca Martini) sanno come conficcare un ritornello nella testa degli ascoltatori. 

 Per rimanere in tema di giovani, ce n’è uno che come direbbe la nonnetta delle sottilette “spacca di brutto” e il 20 Luglio in Piazza della Chiesa a San Casciano di Cascina ha dato nuovamente prova della sua tecnica e della sua trascinante passione. Danny Bronzini ed il suo trio hanno fatto furore preparando la strada al “blues hammondiale” di Igor Prado, Enrico Crivellaro e Raphael Wressnig.

Concluderei questa iperveloce carrellata musicale a ritroso facendovi stendere, solo per qualche attimo, sul bel pratino verde della Piazza della Pieve di Vicopisano. Rilassatevi e tornate indietro nel tempo (26 Luglio 2013), sintonizzatevi su “Radio Libertaire” e godetevi, tra amici che parlano e qualche buon bicchiere di birra, la vera musica popolare. A ripulirla dalla patina del tempo ci hanno pensato Les Anarchistes, Jacky Micaelli e U Ponticellu (polifonia corsa) per un concerto che è stato un viaggio nel viaggio ed ha toccato melodie tradizionali corse, italiane e spagnole, a tratti amalgamandole, in un impasto sonoro così affascinante e complesso da poter essere riassunto e servito in un’unica parola: autenticità. Anche questo evento era inserito nel progetto tran frontaliero “Sonata di mare”.

Adesso il Musicastrada Festival si appresta ad affrontare la seconda parte del suo viaggio. Si abbandona la pianura e si scopre la natura e la meraviglia delle colline pisane con luoghi, magari meno noti, ma forse ancor più pittoreschi e particolari. Il tutto naturalmente condito, tanto per rimanere nella metafora culinaria, con dell’ottima musica.

trioradiomarelli_musicastrada_lr.3r7zl4htc88w4wgsso4os0k4k.79xnbia9ebok80cs8808wocg0.thProssima tappa: Montecastelli Pisano

Data e ora di arrivo del ciclone Musicastrada: 4 Agosto ore 21.45

Protagonisti della serata: Trio Radiomarelli

Ingresso: ASSOLUTAMENTE gratuito

Segni particolari: Imperdibile.