Ragazze arrabbiate – Band a confronto: Bikini Kill, Babes in Toyland, L7, Hole

Band a confronto: Bikini Kill, Babes in Toyland, L7, Hole

A cura di Alfredo Cristallo

Il femminismo punk negli USA anni ’90 (o foxcore) è strettamente connesso col fenomeno delle riot grrrls. Il movimento Riot Grrrls nacque nell’estate del 1991 con la marcia su Olympia, presso Seattle di migliaia di ragazze arrabbiate (e giovanissime) e si strutturò sul principio dell’aiuto reciproco per sopravvivere in una società in cui le donne sono penalizzate e indifese fin dalla nascita. In USA, agli inizi degli anni ’90 venivano violentate 1871 donne al giorno: il 61% minorenni. Le riot grrrls sono spesso state vittime di incesti, stupri, sono state precoci tossicodipendenti e a 20 anni sono già sfinite. Il manifesto del movement affermava che le donne dovevano parlare apertamente degli abusi subiti per diventare più forti e non necessitare della protezione maschile.

Questa cultura, che rimetteva in discussione i dogmi femministi, aveva una sua moda parodica della rispettabilità borghese (vestiti bianche da educande e stivali militari, rossetto sexy e piercing al naso, un must), la pratica dell’ostentazione dei soprusi subiti (le scritte Rape e Incest su vestiti e corpo) e i metodi dei gruppi militanti Act Up e Queer Nation: non parlare, agire. Le strutture portanti erano le girlzines (Girl Germs , Action Teen, soprattutto Sassy) che funzionavano da bacheca (per denunciare i nomi dei violentatori) o come spazio di libera autoespressione, e i gruppi di sole donne. Da una girlzine derivò il primo (e forse più influente) gruppo le Bikini Kill, di Kathleen Hanna (voce) e Tobi Vail (batteria) due grrrls radicali (al punto da considerare le lesbiche uniche autentiche femministe) che vennero riconosciute le ideologhe del movimento: ciò che conta nelle loro canzoni sono le parole strillate in arringhe a squarciagola. Le musiche sono punkrock che ondeggiano fra acuta nevrosi e collasso emotivo: Suck My Left One, l’epica Feels Blind, l’inno cingolato di Rebel Girl, Outta Me (peraltro un powerpop), New Radio e Demirep le migliori, tutte nei primi EP e singoli. All’epoca del primo LP Pussy Whipped (1994) erano già sorpassate.

Dalle Sugar Baby Doll, gruppo femminile di S. Francisco (metà anni ’80) derivano le Babes In Toyland, le Hole e le L7. Kate Byelland (chitarra, voce) cresce a Portland in condizioni familiari traumatiche. Dopo le Sugar Baby Doll, forma nel 1987 con Lori Barbero (batteria, ex tossicodipendente) le Babes In Toyland. Con un sound di una violenza inaudita per un gruppo femminile dell’epoca, il gruppo pubblicò Spanking Machine (1990), To Mother (1991), per sbancare definitivamente con Fontanelle (1992). Lasciato alla Barbero il compito di scatenare il pandemonio generale, la Byelland è libera di inventarsi un suo stile chitarristico affilato e viscerale che sottolinei le sue strazianti liriche cantate alternando registri vocali che toccano l’isteria, la rabbia, il disincanto, la disperazione e la frustrazione. Con brani come Bruise Violet, Mother, Bluebell e Jungle Train, l’album è il capolavoro del foxcore: angosciato, autobiografico, catartico.

Courtney Love (chitarra, voce) vissuta in comuni hippie, un passato di furti ed evasioni forma le Hole nel 1991 con Eric Erlandson (chitarra). Col singolo Retard Girl e l’album Pretty On The Inside (1991), la Love lanciò i suoi tesi psicodrammi che mischiano (con toni disgustati o sarcastici) fantasie morbose, temi scabrosi e tragedie morali. Assurta allo status di santa patrona del movement, sposata con Kurt Cobain (coautore di metà del 2° LP), Courtney Love ha dissipato rapidamente la sua aura prima con le sue sceneggiate sul palco, poi ripulendosi per benino e finendo nelle riviste di moda.

Prive di fronzoli ma più dirette furono invece le L7 di Suzi Gardner e Donita Sparks (entrambe chitarra e voce) e Jennifer Finch (basso; già nelle Sugar Baby Doll) che hanno puntato a un misto di R’n’R, hard e punk con urla isteriche in primo piano: brani come Fast And Frightening e Pretend We’re Dead sono quanto meno sincere nelle intenzioni e hanno infatti ottenuto  riconoscimenti negli ambienti maschili(sti) dell’heavy. Il merito del foxcore è stato quello di fornire alle grrrls, una rappresentazione di sé stesse, un eroina che non è terribile: è terrorizzata.

Babes in Toyland – Bruise Violet Hole – Retard Girl L7 – Pretend We’re Dead