Ritorno in Siberia Io c'ero i Diaframma al Lumiere di Pisa

Ritorno in Siberia Io c’ero i Diaframma al Lumiere di Pisa

RUBRICA

A cura di Laura Gianni

Non perdono un colpo. Né un briciolo di grinta. E neanche i capelli, che al massimo s’imbiancano un po’.

Foto by Rent

Non invecchiano i Diaframma, saliti sul palco del Lumiere domenica 12 gennaio nell’ambito della rassegna “Aprite le orecchie”, organizzata dall’Associazione Metarock in collaborazione con Furious Party.

Di fronte a un’ex cinema stracolmo, Fiumani e la sua band hanno ripercorso tutti (o quasi) i grandi classici, per una performance emozionante che ha richiamato a Pisa i nostalgici del New Wave degli anni Settanta, nonché i più recenti ammiratori, incantati dal punk rock made in Italy che esce da voci e mani esperte e sapienti.

Con un inizio in quarta come quello di domenica pomeriggio, con due capisaldi della storia dei Diaframma, “L’odore delle rose” e “Siberia”, lo spettacolo non poteva che decollare al meglio. Un live impattante il loro, dall’inizio alla fine, forse l’onda lunga di un 2013 che li ha visti alle prese con la nuova pubblicazione del disco “Siberia” in edizione deluxe, con brani registrati live del 1985, e l’uscita dell’album di inediti “Preso nel vortice”sedicesimo disco registrato in studio dai Diaframma, a cui hanno collaborato Gianluca De Rubertis, Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa), Marcello Michelotti (Neon), Max Collini (Offlaga Disco Pax) e Alex Spalck (Pankow).

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

C’erano anche alcuni bambini al concerto. Chissà se per una volta sono stati contenti di essersi lasciati trascinare dai genitori in un posto che non fosse il parco giochi. Davvero intramontabili questi Diaframma: nemmeno il gap generazionale li tange.

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine31 Agosto 2012
    Il Punk Militante di Leeds – Band a Confronto: Gang of Four, Mekons, Delta 5, Au PairsIl Punk Militante di Leeds – Band a Confronto: Gang of Four, Mekons, Delta 5, Au Pairs 31 Ago 2012 RUBRICA alfredo cristallo band a confronto  A cura di Alfredo Cristallo I gruppi di punk militante di Leeds sono un prodotto dell’ultima stagione laburista alla fine degli anni ’70 prima dell’era thatcheriana come delle tendenze centrifughe successive al diluvio punk. Leeds, tipica città universitaria, era il fulcro di una corrente culturale e artistica che partiva dai gruppi più politicizzati (maoisti, trotzkisti, marxisti-leninisti) e arrivava fino al situazionismo passando fra varie forme di militanza. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Dal calderone del dipartimento di Belle Arti provenivano i membri di Gang Of Four,  Mekons e Delta 5. I Gang Of Four non erano marxisti puri ma facevano parte di quel pot-pourri ideologico di sinistra autodidatta che fondeva sistemi di pensiero diversi (Gramsci, Lukacs, Althusser, Brecht): il gruppo aggiunse un dosato pizzico di rigore ideologico al suo sound secco, essenziale spezzettato dalle glaciali stoccate funk di Andy Gill (chitarra), dai ritmi anti-rock di Hugo Burnham (batteria) e dalle figure dub di Dave Allen (basso). I testi erano invettive influenzati dal teatro antinaturalista e didattico di Brecht: una feroce descrizione della realtà e delle strutture profonde ed egemoniche che governano la società capitalista(un tipico concetto di Gramsci). Nel primo EP Damaged Goods (1978) sono le pulsazioni del basso, la chitarra tagliente e i loop ritmici a contraltare i desolati sermoni di Jon King (voce) sull’amore romantico (Love Like Anthrax, la title-track). Prima dei Gang Of Four, furono però i Mekons – inizialmente una loro appendice – a firmare un contratto con la label indie Fast Product e a pubblicare il cacofonico hit  Never Been In A Riot (una satira di White Riot dei Clash; 1978). I due gruppi agivano come una cooperativa anche se  l’approccio dei Mekons era più politico, casuale e informale (ovvero egualitarismo e dilettantismo musicale). Il secondo vendutissimo hit Where Were You  uscì a fine 1978, dopodiché passato alla Virgin, il gruppo pubblicò The Quality Of Mercy Is Not Strnen (1979) che divenne un classico del punk indipendente grazie al suo stile sciatto e amatoriale (Trevira Trousers, After 6, What, Dan Dare, Beetrot) ma mise in luce i limiti del loro dilettantismo ideologico di fronte al successo: Jon Langford (chitarra, voce) emerso come leader spinse il gruppo verso un dance pop creativo (Teeth) e poi se ne andò lasciando il gruppo in ibernazione. I Gang, più disciplinati gestirono meglio l’abbrivio iniziale. Fin dalla famosa copertina, l’album Entertainment (1979) è uno dei più significativi capolavori del post-punk con il suo funk sobrio ma aggressivo e remoto (il singolo At Home He’s A Tourist,  Natural’s Not In It, Return The Gift), infarcito di dissonanze laminate (Ether), invettive agit-prop (Not Great Men, Contract), a volte ballabili (I Found That Essence Rare), a volte volutamente disarmoniche (Guns Before Butter). Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Subito dopo il gruppo partecipò al tour di Rock Against Racism con un altro gruppo militante di Leeds, i Delta 5. Nati come propaggine dei Mekons, I Delta 5 (3 ragazze e 2 ragazzi) univano tematiche femministe (Mind Your Own Business, You) al punk-funk dei Gang (con 2 bassi!) e furono famosi per i loro scontri con i membri del National Front, si sciolsero dopo il fallimento commerciale del I° LP See The Whirl. Un altro gruppo agit-funk dello stesso giro furono gli Au Pairs (2 ragazzi e 2 ragazze di Birmingham). Guidati da Lesley Woods erano noti per i loro testi che esaminavano spietatamente la sessualità e le relazioni fra generi. I brani migliori It’s Obvious, Set Up, Come Again, Armagh  sono tutti sul I° LP Playing Wit A Different Sex (1981). Agli inizi degli anni ‘8o  solo i Gang Of Four restavano sulla breccia, con esperimenti armonici come Outside The Trains Don’t Run e It’s Her Factory (dall’ EP Yellow; 1980). Solid Gold (1981) con i suoi ritmi feroci e atonali (Paralysed, A Hole In The Wallet, Cheeseburger) e la disco di To Hell With Poverty furono gli ultimi fuochi. A metà gli anni ’80 i Mekons riemersero con  Fear And Whisky (1985), un album di country con tanto di violino (di Suzie Honeyman), atmosfere da pagliaio (Country), inni alla Woody Guthrie (Chivalry), sovratoni alla Pogues (Hard To Be Human Again, Last Dance). I gruppi di Leeds furono i portavoce degli intellettuali di sinistra: migliori i Gang Of Four la cui musica violenta ma non macho resta la più influente del lotto. leggi anche… La Musica dal MondoMagazineLa Musica Etrusca e l’antichità tra ricerca e sperimentazione in un progetto di archeologia sonora nel percorso di un musicista e produttore toscanoMagazineL’ultimo disco dei Mohicani di Maurizio BlattoMagazineIl Folk Revival Inglese Band a confronto Incredible String Band Pentangle Fairoport Convention Steeleye SpanMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine2 Gennaio 2013Natale a tutto Gospel Io c’ero il concerto di Earl Bynum As We Are al Teatro Era di PontederaIo c’ero: il concerto di Earl Bynum & As We Are al Teatro Era di Pontedera A cura di Laura Martini Lo spirito del natale sta anche nella musica, e quale musica migliore per celebrare una festa così se non un trascinante e coinvolgente gospel? Che sia in una chiesa o in un teatro il gospel sa sempre come farti sentire parte di qualcosa di più grande. Qualche giorno fa ho ascoltato, visto e applaudito Earl Bynum, produttore, autore, insegnante e direttore del coro Virginia Mass Choir, accompagnato dalle due coriste della storica formazione As We Are e, soprattutto, da Cora “sister” Armstrong, una vera forza della natura, che con la sua presenza ha dato un tocco in più all’esibizione. Sono dodici anni che Musicastrada organizza concerti di Natale e ogni anno c’è sempre qualcuno di nuovo da scoprire. Mentre il giovane batterista passa velocemente dalle percussioni al piano e il bassista, altissimo, accompagna il coro, Cora muove le mani sui tasti e canta canzoni indimenticabili, accompagnando magistralmente Earl e il coro. Non importa se oggi lei non ha troppa voce, perchè si sente che le parole e la canzone le vengono dal cuore. Quando accompagna i cantanti sulle note di Bless the name of the Lord, quasi singhiozza e con la voce rotta fa sentire a tutti la canzone, non solo con le orecchie, ma con l’animo. In questo concerto la tradizione del gospel si rinnova con arrangiamenti moderni e trascinanti. È impossibile non battere le mani a tempo e tre ragazze davanti a me non resistono e si alzano in piedi per ballare sulle trascinanti note delle canzoni gospel più famose. Dato che è Natale non manca qualche brano di quelli “che fanno natale”. Il pubblico si riscalda, batte le mani, tiene il ritmo e a stento si contiene sulle poltroncine del teatro. La voce di Bynum trascina tutti in un divertente e squillante Oh Happy Days, che tutti, anche chi non sa le parole, cantano insieme. Il coro saluta il pubblico con una versione gospel di We Are the World tra gli applausi. Ora è Natale! I ragazzi passano tra il pubblico con dei bigliettini, che mani curiose si affrettano a prendere. Non sono biglietti di auguri, non sono biglietti da visita e nemmeno immagini sacre e natalizie, ma minuscoli volantini grazie ai quali scopriamo che con soli 79 centesimi possiamo portarci a casa, sul nostro smartphone o ipod, un po’ di quest’aria di festa che Earl Bynum e il suo coro sanno diffondere. Natale sì, ma senza dimenticare il business. Earl Bynum & As We Are – Open My Heart [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada