Se gli U2 cantassero in italiano Li avete sentiti questi? Luciferme

Se gli U2 cantassero in italiano Li avete sentiti questi? Luciferme

A cura di Roberto Italiani

Nel 1998 precisamente febbraio mentre andavo a scuola ricordo di aver sentito alla radio una voce carezzevole e persuasiva, come del resto il testo che parlava di pegasi dorati e raggi rubati al sole. “Chi è ‘sto qua?” Piero Pelù…uhm no, no…Bonovox che canta in italiano…mmmh, impossibile… e allora? Visto che non esisteva ancora Shazam dovetti faticare non poco per scoprire chi fossero e che questo è stato un gruppo troppo presto dimenticato e ai molti sconosciuto; sto parlando dei fiorentini Luciferme.

Come ho detto più volte il panorama musicale italiano underground anni ’90 andrebbe rivalutato e anzi consiglio a tutti di riascoltarsi qualche gruppo in auge in quel decennio;  i Luciferme sono uno di essi  sebbene poi spariti nel nulla anche per sfortuna.
Ad un primo ascolto non può che non venire in mente lo stile Litfiba, vuoi perché sono ambedue gruppi fiorentini vuoi perchè a produrre i Luciferme era l’ex-Litfiba Moroccolo; ma nel mix sonoro possiamo percepire indubbiamente anche lo stile U2 indubbiamente (non a caso erano stati definiti gli U2 italiani!).

I pezzi sono prettamente pop,ma possiamo sentire ancora una modernità sia nella musica (sanno usare l’elettronica efficacemente nei loro brani), sia nei testi semplici e, appunto, “popolari”. La voce calda e passionale del cantante Francesco  Pisaneschi non ha la potenza vocale di Pelù certo, però sa come giocarci alternando vari timbri vocali.

Hanno all’attivo 5 album, il primo è del 1996, album omonimo; il secondo è Cosmoradio (circa 15mila copie vendute) dove c’è il singolo di cui parlavo sopra: “il soffio”. Questo brano fu presentato a Sanremo nel 1998 e fu eliminato subito (l’anno della vittoria della Minetti per intendersi…l’avete più sentita?).

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Il Fun Club deiSimple Minds prende questa band come collegamento in Italia e Biagio Antonacci gli dà la possibilità di aprire i propri concerti del “mucchio tour” e addirittura fanno da spalla nella tappa del tour al Rolling Stone anche a Bryan May nel 1998.

Consiglio di sentire anche il singolo del 1996, il primo uscito in assoluto dopo la vittoria al Rock Targato Italia del 1993  “Ad occhi chiusi”  che andò in heavy rotation su Videomusic e Tmc2 in quel periodo (secondo me il pezzo più bello, che si trova nel primo album).

Insomma in un percorso che ci siamo promessi di fare, ovvero ripercorrere insieme quegli artisti italiani  che hanno fatto da colonna sonora negli anni ’90 in Italia i Luciferme sono stati degni protagonisti pesantemente  sottovalutati purtroppo.

Ma non è che in Italia vanno avanti solo i raccomandati? (nrd)

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Una di queste è la scoperta di Juri Camisasca. Battiato e Camisasca si conobbero durante il periodo di naja e Battiato rimase estremamente colpito dalla voce di Camisasca allora ancora legata alla tradizione del pop inglese ma per l’epoca assolutamente inusuale, splendida nel lato tecnico e nuova nell’esposizione. All’epoca Camisasca aveva avuto contatti sporadici col mondo discografico italiano e conduceva una vita del tutto normale (faceva il muratore) tuttavia quello che colpiva di Camisasca era la consapevolezza della musica come strumento liberatorio e creativo e le sue liriche che esaltavano il suo esistenzialismo in maniera talmente radicale e selvaggio da rappresentare un unicum nel panorama dei cantautori del periodo. Il suo primo LP La Finestra Dentro esce nel 1974 per la Bla Bla ed è un disco che si presenta in perfetta antitesi con gli archetipi dell’epoca, con un’utilizzazione dell’accompagnamento talmente insolita da ferire il concetto stesso di arrangiamento e una ricerca vocale ed estetica che scuoteva in modo geniale la formula del cantautore intimista, tutto preso a raccontare al mondo i suoi fatterelli. Ad accompagnare Camisasca c’è un cast stellare: Battiato (produttore e synth), Lino Capra Vaccina degli Aktuala (percussioni), Maurizio Petrò e Mario Ellepi (chitarre), Gianfranco D’Adda (batteria), Marco Ravasio (violoncello), Pino Massara (tastiere e produzione). Di suo Camisasca ci mette la sua incredibile voce allucinata, estrema eppure tecnicamente ineccepibile capace di passare da sequenze robotiche a urli psicotici, al sussurro: ai più può sembrare una versione italiana di Tim Buckley o del Peter Hammill più apocalittico o ricordare Alan Sorrenti e Claudio Rocchi ma la voce di Camisasca è qualcosa di diverso capace di tenere costantemente l’ascoltatore sotto uno stato di continua minaccia tramite la giustapposizione di climi totalmente discordi. Formalmente l’album è un lavoro di folk d’avanguardia (20 passi avanti rispetto a quelli dell’Incredible String Band), in realtà è un lavoro che si insinua nelle pieghe dell’inconscio attraverso ritmiche etniche, inserti elettronici, atmosfere acustiche e mistiche (John, una visionaria autobiografia), tappeti sonori baroccheggianti che portano in mondi tenebrosi (Scavando Col Badile) e descrivono le turbolenze di un viaggio interiore verso l’ascesi. Un discorso a parte meritano i testi surreali e claustrofobici che marchiano i tormenti autodistruttivi dell’autore (“i topi che corrono nelle vene” di Un Galantuomo”dissonante e ossessiva, le reminiscenze kafkiane di Metamorfosi in cui un uomo tramutato in insetto vola verso un’illusoria libertà, Ho Un Grande Vuoto Nella Testa più soave e pacata). Iscriviti alla newsletter di Musicastrada L’ascetico viaggio verso il divino si conclude nei due brani finali (la solenne e splendida Un Fiume Di Luce, il delirio mistico-psichedelico di Il Regno Dell’Eden) che suggellano l’aspetto terapeutico e simbolico di ogni singola nota e individuano come mai prima di allora una nuova maniera d’intendere il rapporto fisico con lo strumento. Purtroppo quello che il pubblico recepì fu solo l’aspetto appariscente del cantante estroso e paranoico che invece di parlare di amore e pace nel mondo parlava di topi, fantasmi e apparizioni notturne. Nel 1975 Camisasca va in tour partendo dai suoi brani e virando poi verso lunghe improvvisazioni creative; con lui armato di chitarra acustica ed elettrica 12 corde, c’è Lino Capra Vaccina, a volte Roberto Mazza (oboe) e Vincenzo Zitello (arpa). Partecipa anche al progetto collettivo Telaio Magnetico e pubblica due singoli La Musica Muore e Himalaya appartenenti al primo periodo. Poi quasi più nulla: Juri inizia a lavorare nelle scuole insegnando musica per bambini, fa meditazione trascendentale, studia la musica ripetitiva di John Riley passando dalla chitarra all’harmonium, studia l’uso della voce, partecipa alla rassegna milanese Il Terzo Orecchio e canta in Clic e Juke Box di Battiato e in Antico Adagio di Vaccina. Finiti gli anni Settanta prende i voti e diventa monaco benedettino. Uscirà dal chiostro nel 1987 per diventare monaco eremita alle pendici del’Etna. Tornerà alla musica solo nel 1988 con Te Deum una serie di canti gregoriani riarmonizzati ed accompagnati dalle tastiere anticipando la new age italiana. Album di culto ormai quasi introvabile, La Finestra Dentro rimane un episodio eccelso del rock veramente alternativo italiano, colpevole solo di esser stato prodotto in un paese alla periferia della discografia d’autore. leggi anche… Un folle folletto Io c’ero il concerto di Adam Green al Circolo Randal di Sestri LevanteMagazineVoci dalle Tenebre Band a confronto Cocteau Twins Dead Can Dance X Mal DeutschlandMagazineOceani di parole cantate scritte ascoltate Via col vento Jalisse Fiumi di paroleMagazineMix Tape, l’arte della cultura delle audiocassette di Thurston MooreMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! 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L’armonica hammond si è arrabbiata sotto la verve delle sue dita, ha dato sfogo alle mille modulazioni di cui è capace, ha danzato e raccontato, un po’ cantando e un po’ gridando, certo facendosi sentire. Non era importante, per chi era lì, sapere che stava ascoltando una formazione che, nata sulle ceneri dei Prisoners, esordì raccogliendo una serie di rivisitazioni di colonne sonore di film e telefilm degli anni ’60 con l’Album Mission Impossible. Forse solo i cultori sapevano che il quartetto aveva proseguito, sempre vicino al mondo del cinema, con The Money Spider interpretando un film di spionaggio con le loro sonorità. Certo i più conoscevano la riproposizione in chiave hammond di The Theme from Starsky & Hutch, sigla del telefilm cult, richiesta a più riprese durante il concerto. Ma che importa: anche chi non li aveva mai sentiti nominare non è potuto rimanere indifferente all’energia di questa band così coinvolgente, si è lasciato trascinare dal dialogo fatto di gestualità e di mimica, ma anche di esplicite richieste che James Taylor ha fatto, giocando col pubblico e con se stesso, scherzando con la musica e trasmettendo a tutti la propria passione. Così movimentato eppure così tecnicamente inappuntabile; divertente e insieme appassionato; così british e così nostrano.                                                                                                                                                 [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! 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