Templi-Underground-Club-di-musica-elettronica-in-Europa_musicastrada1

Templi Underground – I Club di musica elettronica in Europa

RUBRICA

A cura di Musicastrada

Berlino e Londra hanno fatto da culla al movimento della musica elettronica e hanno contribuito in maniera sostanziale alla diffusione in tutta Europa di questo genere. Dai club storici come Berghain, Fabrik e Watergate di Berlino ha preso forma un’articolata cultura musicale underground che anima le notti delle principali capitali europee. Polo d’attrazione della scena musicale electro-swing inglese, le serate White Mink di Londra, Birghton, Bath e Bristol offrono intrattenimento con i migliori dj sets dello scenario internazionale. Non si assiste solo a musica elettronica ad alto volume fino al mattino, ma anche a spettacoli di danza e performance artistiche che vanno dal cabaret al burlesque.

Foto: flick: io_analoger

Famoso proprio per il burlesque è anche l’Apolo club di Barcellona, che ripropone i migliori spettacoli a livello spagnolo del genere durante le serate intitolate “crappy tuesday”. Il lunedì, invece, è dedicato agli appassionati di musica indie, rock e garage. Il Fuse e il Recyclart di Bruxelles sono tra i locali più amati e frequentati nel panorama belga.
Il Fuse dal 1994 intrattiene, infatti, il popolo della notte nelle sue due piste, una dedicata ai prestigiosi Dj-sets dell’ambiente techno e l’altra dedicata alle sperimentazioni musicali più innovative. Fiorente e sempre più popolare è, inoltre, lo scenario elettronico di Praga: il Cross Club è un originale e stravagante locale della capitale della Repubblica Ceca, qui si tengono concerti, mostre, serate dedicate alla lettura di poesie e di musica Rockabilly.
Il Roxy, invece, punta maggiormente su un pubblico notturno amante dell’Hardcore e della pura elettronica. Il Berghain di Berlino assieme al Watergate sono considerati fra i club più esclusivi della Germania e d’Europa, poiché la selezione all’ingresso è rigidissima e spesso occorre fare lunghe file per poter accedervi. Vale, tuttavia, la pena correre il rischio di essere respinti all’ingresso, la lunga attesa viene ripagata dall’acustica spettacolare di questo locale, dallo scenario suggestivo e dalla qualità ineguagliabile della musica e dei migliori Dj che animano la notte berlinese.

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

E’ opportuno ricordare che al Barghain non è possibile utilizzare i telefoni cellulari e della stessa politica è anche il Concrete di Parigi, peculiare locale ricavato dallo scafo di una barca, all’interno del quale il weekend si tinge di rave music fino al lunedì mattina. La scena parigina è ricchissima e variegata, assieme al Concrete, tra i club più esclusivi d’ambiente è possibile incontrare Le Badaboum, Yoyo e lo storico LeRex, ricavato dal seminterrato del cinema storico Grand Rex, uno dei migliori club della scena musicale rock negli anni 80, oggi convertitosi nel punto di riferimento per eccellenza della musica techno parigina. Per quanto riguarda il panorama italiano, Le Cannibale, serata milanese presso il Tunnel Club, costituisce uno degli eventi techno più ricercati della penisola dal 2001.
Le sonorità delle notti targate Le Cannibale spaziano dalla disco alla new wave, dalla house alla techno, facendone uno degli ambienti notturni musicalmente più versatili d’Europa. Data la sua fama e la massiva partecipazione dei “clubbers”, è consigliabile prenotare i biglietti d’ingresso anticipatamente, in quanto il locale ha una capienza ridotta rispetto alla sempre crescente affluenza.

leggi anche…

Gli Ultimi Articoli

un articolo a caso

  • Magazine27 Gennaio 2014
    Elaborazione progressiva Band a confronto Traffic Family Jethro TullElaborazione progressiva Band a confronto Traffic Family Jethro Tull 27 Gen 2014 RUBRICA alfredo cristallo band a confronto  A cura di Alfredo Cristallo Quello che noi chiamiamo progressive rock è in realtà il c.d. Canterbury Sound. Per gli inglesi il progressive rock è invece un genere che nacque dallo smantellamento del beat, dalla nascita della psichedelia e dal revival del blues, del folk, del jazz e della musica classica. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui Il progressive attinse da tutte queste fonti e si propose come musica elaborata, sperimentale, improvvisata, connotandosi per la struttura eccentrica e “difficile” dei pezzi e per la centralità dell’arrangiamento con cui si intendeva superare la “facile” musica commerciale. I gruppi furono tantissimi ma i principali furono tre. I primi furono i Traffic formati nel 1967 da Steve Winwood (voce, chitarra, tastiere; ex-Spencer Davis Group, autore della celebre Gimme Some Lovin’) con Dave Mason (chitarra), Chris Wood (fiati), Jim Capaldi (batteria, voce). Il I° LP Mr. Fantasy (1967) risentiva della moda psichedelica (Utterly Simple,  Hole In My Shoe) del periodo ma la band dimostrò di saper fondere stili disparati sia tecnicamente che melodicamente: nel folk-honky tonk di Heaven Is In Your Mind, nel raga deviato di Paper Sun, nella classicheggiante No Face No Name No Number e nell’epocale jazz-blues aperto di Dear Mr Fantasy. Questa formula venne ripresa nel II° omonimo LP (1968; Feelin’ Alright, Pearly Queen, 40.000 Headmen) e in Last Exit (1969; Medicated Goo). Il gruppo si sciolse e Winwood formò i Blind Faith. Riemersero nel 1970 senza Mason per il leggendario  John Barleycorn Must Die che accentuava la loro propensione jazz (Glad, Empty Pages) o jazz-fusion (Freedom Rider) pur non rinnegando il folk (John Barleycorn). Dopo il live Welcome To The Canteen (1971), i Traffic divennero un gruppo di virtuosi sempre più magniloquenti; si sciolsero nel 1974. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada I più originali furono i Family, nati nel 1967 dall’unione di 5 superbi musicisti, il grande shouter Roger Chapman, Charlie Whitney (chitarra), Rob Townsend (batteria), Rick Grech (basso, violino) e Jim King (fiati). Il risultato fu l’amalgama creativo di stili e arrangiamenti su Music In A Doll’s House (1968) che ondeggia fra barocco (The Chase, Mellowing Grey), psichedelia (Never Like This, See Through Window, The Breeze), soul-rock (Old Songs For New Songs), r’n’b (Hey Mr Policeman) e vaudeville (3xTime). Nel successivo Entertainment (1969) l’abilità sopraffina del gruppo viene filtrata con l’adesione a moduli hard-rock (Weaver’s Answer) e folk deviati (Observations From A Hill, From Past Archives, Processions) ponendo in luce le doti ritmiche della band, il registro rabbioso di Chapman e infine coniando una nuova forma di hard-progressive. Persi Grech (unitosi ai Blind Faith; sostituito da John Weider al basso e violino) e King (tossicodipendente; sostituito da Poli Palmer alle tastiere, flauto, vibrafono), il gruppo si trasformò in ensemble più rock in A Song From Me e Anyway (con Part Of The Load) ambedue del 1970. L’arrivo di John Wetton (basso, voce) al posto di Weider rialzò il tasso tecnico del gruppo che infatti in Fearless (1971) osa brani ancora più eterogenei e geniali (Sat’d Barfly, In My Own Time) e orchestrazioni più complesse (Spanish Tide, Take Your Partners, Burning Bridges). Bandstand (1972) si affida maggiormente all’hard rock (Burlesque, Top Of The Hill) e al folk (My Friend The Sun). L’ultimo LP It’s Only Movie (1973) è un ritorno lambiccato alle origini (Check Out, la title-track). I Family furono il gruppo più autenticamente progressivo del periodo; retrospettivamente sono un gradino sopra gli altri. La palma della celebrità va tuttavia ai Jethro Tull del vulcanico Ian Anderson (voce, flauto, chitarra). L’album d’esordio This Was (1968) presentava un sound essenzialmente folk ma fortemente contaminato dall’hard-rock (My Sunday Feeling, Dharma For One), dal jazz (Serenade To A Cuckoo) e dal blues più viscerale (It’s Breaking Me Up). Il II° LP Stand Up (1969; col chitarrista Martin Barre) era ancora più ispirato potendo contare su poderosi hard-rock (A New Day Yesterday, Back To The Family), su quadretti psichedelici (Look Into The Sun) e folk (Fat Man), su eccellenti brani jazz (Nothing Is Easy), persino un brano di Bach (Bouree). In Benefit (1970) prevalgono le arie da menestrello medievale (Witch’s Promise) con influenze hard (To Cry You A Song) o psichedeliche (With You There To Help Me). Raggiunsero infine il successo con Aqualung (1971; Locomotive Breath, My God, la title-track) e l’ambiziosa suite concept Thick As A Brick (1972) che imposero quel folk dilatato che divenne poi il loro standard di riferimento e il loro limite. leggi anche… Una meteora sulla pista Via col vento P. Lion Happy ChildrenMagazineIntervista di Mariano De Simone a Mary Gauthier dopo il concerto al Sonar di Colle Val d’ElsaMagazineMusica per Extraterrestri – Li avete sentite questi?: DvarMagazineNel mezzo di un bosco senza druidi – Li avete sentiti questi?: MidlakeMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine20 Febbraio 2021Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond ThunderdomeSecondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome 20 Feb 2021 RUBRICA ok il pezzo è giusto!  A cura di Giovanni Vannozzi Il 25 novembre del 2020, con l’uscita del primo singolo Faceman, che vanta un picco davvero notevole superando i ventisettemila ascolti/visualizzazioni in poco più di un mese, i Death of A Legend mostrano subito una certa dose di carattere e una pregressa e importante esperienza musicale, forgiata dai membri della band nella scena hardcore punk milanese. Un vero e proprio tributo al tenente Templeton Peck (“Sberla”), celebre personaggio dell’A-Team che – a detta del frontman -, sornione e strafottente com’è, trasmette al meglio il sorriso vincente di chi, nonostante abbia una pessima mano da giocare, scommette la Porche noleggiata durante una serata di poker. Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui La band, che schiera Trippy alla voce, Mark alle chitarre, Zane al basso e Don Malasorte alla batteria, in questo inverno segnato dal virus e senza perder troppo tempo è già pronta per farci ascoltare Beyond Thunderdome, primo lavoro su cui i membri della band appena formatasi hanno potuto lavorare insieme, rielaborando una precedente versione apparentemente poco convincente. Iscriviti alla newsletter di Musicastrada Il suond dei Death of a Legend, con un cantato che riesce bene a spaziare dai toni ruvidi a melodie decisamente più pulite, mescola abilmente i ritmi rock blues della band canadese Danko Jones, tratti stilistici di formazioni come The Bronx e Maylene, ed il groove tipico dei danesi Volbeat. Questo secondo singolo fa ben sperare ad una futura prova full-lenght di certa godibilità, nel frattempo non mi resta che augurarvi un buon ascolto… https://www.facebook.com/DeathofaLegendBand/ leggi anche… La quinta sinfonia di Prato è Spettacolo! Io ci sarò In Piazza Duomo il meglio della scena musicale italiana e internazionaleMagazineIl Punk Militante di Leeds – Band a Confronto: Gang of Four, Mekons, Delta 5, Au PairsMagazineOceani di parole cantate scritte ascoltate Via col vento Jalisse Fiumi di paroleMagazineE’ meglio bruciare che arrugginirsi – Band a Confronto: Nuns, Avengers, GermsMagazine Go back to WEZ!!! Gli Ultimi Articoli Francesco De Gregori, il Principe sopra le nuvole. Lucio il marinaio Il “cammino” inesorabile dei The Black Keys Garrincha intervista David Bromberg per WEZ Gli Avengers di Perugia! LIZI AND THE KIDS Go Hard Or Go Home Paolo Conte e Jeeves, incontro tra due dandy La muta dei Reese…questo il nuovo singolo: Mirror of Weakness Secondo singolo per i Death of a Legend: Beyond Thunderdome MALJE “Jewels” UNA MERAVIGLIOSA VOCE IN EQUILIBRIO FRA VARI STILI Tonno, normalità in controtendenza: intervista semiseria alla band emergente di Firenze Sostieni WEZ - Dona con PayPal - Clicca qui un articolo a caso Magazine26 Agosto 2011Il Musicastrada Festival – Diario dell’organizzatore – La prima settimanafoto di Pierpaolo Pernici Di Davide Mancini (scarica da qui il pdf) Quest’anno vorrei provare a sintetizzare un mese di concerti in un piccolo racconto nel quale vi parlerò di alcuni aneddoti, che hanno caratterizzato questa edizione. Certo non sarà facile e vi chiedo scusa del mio pessimo senso della scrittura…Organizzare un festival come il nostro è come fare un viaggio, un giro del mondo, rimanendo poi fermi in Toscana. Attraverso tutta la gente che incontri, musicisti compresi, si viene a conoscenza di abitudini ed atteggiamenti profondamente diversi dai nostri…alla faccia della globalizzazione!Succede poi di tutto. La mattina ti alzi e dici: “Oggi cosa mi aspetta?”Perché non crederete mica che quando la sera arrivate ai concerti tutto ciò sia frutto di una giornata di lavoro che fila via liscia come l’olio?Per esempio…Domenica 17 Luglio, San Casciano a Cascina, Pisa. Si inaugura ufficialmente il Festival con un concerto molto atteso: un tributo ad Otis Redding, con uno sconosciuto cantante di colore Americano di nome McKinley Moore.Dopo una giornata di intensissimo lavoro (il primo giorno è sempre il più difficile, come rimettere in moto un’auto che è stata ferma per un anno), tutto è pronto per il sound check.Montano i musicisti a turno per fare la prova del suono dei propri strumenti e poi è la volta proprio di McKinley, che sale ed intona “Try a little Tenderness”.Si lo sapevamo e l’avevamo visto su youtube oltre che su disco. Ma la sorpresa è grande lo stesso. Stiamo sistemando le sedie e quando McKinley inizia a cantare ci fermiamo un attimo e vi voltiamo verso il palco, increduli per quello che stiamo ascoltando. Sembra proprio la voce di Otis. La somiglianza è impressionante. Come sempre sentire un’artista dal vivo non ha niente a che vedere con un disco, CD…o peggio un MP3!!!Ma la giornata non è finita. Alle 19 e 55 è tutto a posto, sound check fatto, sedie stese, allestito il banchino con tutto il merchandising siamo pronti per andare a cena e…ecco la pioggia. Si pochi e radi schizzi…quel tanto che bastano a rovinarti il tutto… Di ritorno incrociamo la Hostess che ci ha mandato la Camera di Commercio di Pisa, uno dei nostri sponsor. Una bella ragazza non c’è che dire…Poco dopo incontro un nostro amico grandissimo collezionista di dischi, che da anni segue i nostri concerti. Dopo una ventina di minuti che parliamo di musica, di quell’artista, di quel disco etc mi guarda e mi fa: 
“Però devo ammettere che su una cosa siete migliorati…”“Ah si? In cosa?“Quella!” mi fa indicandomi la hostess… IL giorno dopo, 18 Luglio, abbiamo uno dei concerti èpiù attesi della stagione: dallo Zimbabwe Dudu Manhenga e i Color Blu. Dudu è bellissima, più dal vivo che su foto. La band, i Color Blu, nella quale milita anche suo marito alla batteria sono eccezionali. Chissà come deve essere procurarsi gli strumenti e studiare musica a questi livelli in un paese come lo Zimbabwe, l’ex Rhodesia, un paese guidato da un pazzo come Robert Mugabe…Forse come in Italia?Mah….Parlando con loro, i Color Blu, traspare tutta la semplicità e l’immediatezza del popolo nero africano. Abituati ad avere poco o niente ogni giorno, sono comunque pieni di speranza, solari e direi felici…probabilmente più felici di noi. Il 19 Luglio è una giornataccia nera…nuvoloni minacciosi volano sopra le nostre teste tanto che siamo costretti a spostare il concerto degli americani Moreland & Arbuckle al chiuso presso l’Orto di San Matteo a Castelfranco.Fare concerti al chiuso quando sono previsti all’aperto non è mai un bell’affare…E di solito quando il pomeriggio decidi di spostarti al chiuso poi non piove…Ed invece alle 21 puntualissima ecco un bell’acquazzone degno di questo nome!!! Il loro accompagnatore ha passato degli anni in marina militare, anche nel mediterraneo. Conosce quasi tutte le parolacce possibili immaginabili in una ventina di dialetti delle coste italiane. Io ne so parecchie meno… Il 20 Luglio arriva a Calcinaia Dejuana Logwood a.k.a Mz Dee, accompagnata da dei veri monumenti della musica internazionale come Alberto Marsico, Gio Rossi e Maurizio Pugno.Se c’è una cosa che ti colpisce dei musicisti americani è il loro profondo rispetto per la musica e per chi vi lavora.Mz Dee, come tutti gli altri americani, dopo aver mangiato ti ringraziano sempre, come se la cena fosse un elemento accessorio non dovuto. Ma loro, gli americani intendo, sanno benissimo che per organizzare un concerto come si deve non basta solo il promoter…serve anche un buon fonico, un service di qualità, un’allestimento ad hoc, una buona pubblicità etc etc.E di questo, se le cose vanno bene, te ne saranno sempre grati.Ma ci sono poi anche americani…anzi canadesi ben diversi. Come Son of Dave, che definire “curioso” è poco. Se lo avete visto dal vivo avrete intuito che vive in un mondo tutto suo.La faccio breve. Arriva all’aereoporto di Pisa alle 15. Lo vado a prendere e lo porto in direzione dell’albergo…nel tragitto chiede scusa perché sta fisso sul suo BlackBerry a spedire e-mail a destra e a manca.“C’ho da gestire varie ex mogli con figli in giro per il mondo…”Più o meno si giustifica cosìAlle 16 mi dice che ha fame e mi chiede di portarlo ad un ristorante…Alla mia, ovvia, risposta, “I ristoranti sono chiusi a quest’ora” lui mi guarda come se gli avessi detto una cosa fuori dal mondo.“sai…non siamo a Londra qua…Però potrei portarti a mangiare in un tipico fast-food locale. Si chiama ‘Pizzeria Da Antonio’. Ti faccio assaggiare la Cecina…”Ad un’iniziale diffidenza dopo il primo morso al panino con la Cecina segue…il secondo panino…“Buono”…mi dice…”A Londra non c’è…”“Eh no…” rispondo ioIl 22 Luglio a Vicopisano è una giornata bellissima, dopo giorni di nuvole e freddo finalmente il sole. Vicopisano è per noi sempre una gradita tappa…ci si lavora bene, è bello il posto, c’è un bel prato e tanta luce. E’ la giornata dedicata alle percussioni con il doppio appuntamento con il Drum Circle facilitato da Filippo Chiostri e il concerto serale dei Quartiere Tamburi. Sul concerto c’è poco da dire…forse la sorpresa della stagione, con una bella esibizione con le “palle luminose” di una misteriosa ragazza cilena. Il Festival è anche questo; partecipazione spontanea e improvvisa del pubblico.Ciò che ci ha sorpreso tutti è però il Drum Circle. Non tantissima gente ma una varietà assoluta doi età dei partecipanti. Li abbiamo lasciati all’inizio, ma dopo un’oretta sono tornato e non potevo veramente credere ai miei orecchi. I ritmi che facevano erano degni della miglior orchestra di percussionisti che potete immaginare. Tenete di conto che chi partecipava non aveva nessuna, o quasi, dimestichezza con le percussioni.La prima settimana si è così conclusa… DAVIDE MANCINI   [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...] TUTTE LE RUBRICHE TOP FIVE | LETTERATURA IN MUSICA | STORIE DI MUSICI E MUSICA | VIA COL VENTO | OK IL PEZZO E’ GIUSTO | LI AVETE SENTITI QUESTI | BAND A CONFRONTO | LE PEGGIORI MAI SENTITE | PENSIERI IN MUSICA | CONSIGLI PER L’ASCOLTO | SARANNO FAMOSI? | LA PAROLA AI MUSICISTI | IO C’ERO | IO CI SARO’ | IL DIARIO DI MUSICASTRADA | DISCOVERY | FUORIUSCITI | LIFE ON MARRS | MIGLIORARE SUL LUNGO PERIODO | LO SAPEVATE? | DIETRO LE QUINTE CON ascolta Un assaggio dalla selezione settimanale di Gianluca De Vito Franceschi Messages From The Resonator by Globular & Geoglyph Iscriviti alla newsletter di Musicastrada news musicastrada “Yemule Muladdiwen” fuori il secondo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Gospel Festival 2021: il 20 e 21 dicembre il Gospel arriva nei borghi toscani Musicastrada al Womex dal 23 al 31 Ottobre 2021 a Porto Portogallo E’uscito “NAGRAN” nuovo singolo dei Fanfara Station Musicastrada Festival 2021 dal 14 Luglio all’8 Agosto in Toscana In arrivo WEZ la webzine di musicastrada musica pensieri parole in libertà! SuRealistas e Baro Drom Orkestar al “GO ON! Giotto Jazz Festival & Etnica” Fanfara Station Official Showcase Artist @ Womex Digital Edition 2020 Healthy Weight loss E’ uscito RITMO ANIMAL il terzo disco dei SuRealistas Musicastrada Festival nella prima rete italiana di Dolce Vita Festival che puoi sostenere con l’ART BONUS Fotografando la Musica 2019 | XVI anno | I vincitori e i partecipanti Musicastrada al Ment di Ljubljana dal 5 al 7 febbraio 2020 SuRealistas showcase ufficiale Pin Music Conference & Showcase a Skopje Musicastrada al Linecheck 19 > 24 Novembre 2019 Milano [...]

TUTTE LE RUBRICHE

Iscriviti alla newsletter di Musicastrada

news musicastrada