The FIVE FACES Meali Italian Graffiti

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The FIVE FACES Meali Italian Graffiti

I Five Faces sono uno dei gruppi storici del revival mod italiano. Si formano a Genova nel 1980 nel periodo dell’esplosione rutilante del fenomeno in Gran Bretagna.

All’inizio la formazione era un quintetto composto da Giorgio Lanteri (basso), Gianni Berti (chitarra, voce), Gigi Barberis (batteria), Luca Carminati (voce) e Stefano Argenti (chitarra). Questa line-up ha appena il tempo di produrre un solo singolo autoprodotto su cassetta (Hundreds’ Kids’ Heart/Sunday Life) per la DIY Modern Beat Records. Subito dopo il gruppo si scioglie nel 1981. A questo punto Lanteri e Barberis riformano il gruppo con Raffaele Sanna, (chitarra e voce) adottando un nuovo nome SX225 (un modello di Lambretta) e registrando sempre per la Modern Beat un album intitolato Mini-LP (1983). Alcuni brani di questo lavoro vengono rimixati ed escono nell’EP Circles dello stesso anno. Subito dopo Barberis lascia il gruppo e viene sostituito alla batteria da Pier Luigi Merello. La nuova line-up dura un solo anno e nel 1984 il gruppo si scioglie l’anno dopo. Trent’anni dopo nel 2014 i Five Faces si riforma con Berti, Sanna e Lanteri e un nuovo batterista Pietro Canepa. Firmano per la storica etichetta Detour Records con cui pubblicano due CD, On The Run nel 2015 e SSX225 nel 2017 e un DVD Live In London nel 2016 registrato durante due mini tour inglesi in cui hanno suonato a Putney e Brixton, ad Hull e allo storico pub Essex Arms di Brentwood. Nel 2017 la band torna a calcare la scena italiana andando in tour nella penisola e suonando in locali prestigiosi come l’Hiroshima Mon Amour, Il Mattatoio, la Sacresta Farmacia Alcolica, la Taverna Bukowski, il McRyan e la Claque. Firmano poi per la storica etichetta torinese Toast Records di Giulio Tedeschi (che ha lanciato fra gli altri gruppi come i Righeira, gli Statuto, gli Afterhours e i Marlene Kuntz) e pubblicano nel 2017 un EP di 4 pezzi cantati in italiano intitolato Tempi Modesti e un singolo Mods Mayday. Nell’anno successivo registrano un nuovo singolo, una versione rockeggiante dell’inno del Genoa intitolato Cantico Per Il Mio Grifone (un tratto caratteristico dei mods è la passione per il calcio: anche gli Statuto hanno registrato l’inno del Torino). Dopo un periodo lungo due anni di registrazioni e pubblicazioni rinviate (a causa della pandemia), il 6 dicembre 2020 esce il loro nuovo LP intitolato Meali per la Modern Beat Records.

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Le caratteristiche del gruppo riflettono filologicamente il tipico milieu del punk e soprattutto del mod punk, a partire dalla copertina dell’album: una foto in bianco e nero di una partita del Genoa. Le coordinate tipiche del fenomeno sono la nostalgia per l’epoca beat, per il 45 giri, l’hit parade, il divo circondato da fotografi e ragazzine deliranti, per un modo di vestire che sia solo adolescenziale, per il “fan” e il “fun” e per tutta l’iconografia tradizionale della trasgressione giovanile (inclusa la battaglia fra bande rivali e l’esecrazione dei perbenisti). Dal punto di vista musicale, i Five Faces sintetizzano la lezione del pub rock viscerale dei Dr.Feelgood (i boogie vintage di Voglio Pogare e Volevo Dirti Ciao) e quello intellettuale di Elvis Costello (l’orgoglioso anthem di Gerry E Mary fra mod punk e rockabilly), il revivalismo anni Cinquanta e Sessanta dei primi Jam (la ballata su tempi dispari con echi di psych-beat di Paola Danza, il boogie alla Clash di Gaia Non Si Muove infiltrato da sincopi demoniache) e ovviamente lo ska revival (Specials, Beat e Selecter su tutti) i cui ritmi ballabili e le melodie orecchiabili sono la quintessenza del giovanilismo naif (Simile e Meglio Così fra ska e reggae, Mare con echi di nostalgia da juke-box estivo, lo ska vibrante di Tu Per Vivere con cori e afflato epico alla Clash). Fra tanto modernariato spicca la gemma finale, una cover di Creuza De Ma (dell’immortale Fabrizio De Andrè) suonato usando la progressione dub di Bank Robber dei Clash. La retromania compulsiva dei Five Faces che suonano rievocando la suggestione dei Fifties e dei Sixties come se il tempo non fosse mai passato riesuma perfettamente il classicismo Mod per cui ogni brano è moderno in quanto rivisitazione dei suoni passati. “Il vero Mod non sceglie di essere un Mod, scopre di esserlo. Non è una questione di moda; è la maniera in cui ti senti, in cui agisci e in cui esprimi te stesso. Il Mod lo è nell’animo”.

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    Neopsichedelici a Liverpool – Band a confronto: Echo and the Bunnymen, Teardrop Explodes, Wah !Band a confronto: Echo and the Bunnymen – Teardrop Explodes – Wah ! A cura di Alfredo Cristallo La neopsichedelia inglese s’impose alla fine degli anni ’70 come risposta alla fredda nevrastenia del post punk e al ritualismo lugubre del dark. Liverpool fu la culla del genere: a sorpresa, poiché la città sulla Mersey, rimasta immune sia dal punk che dal post punk, si cullava ancora sulle passate glorie beatlesiane. Tuttavia proprio da lì provennero i futuri leader dei gruppi che sarebbero stati capofila del genere. I Crucial Three sono un gruppo ignoto ai più (e d’altra parte scrissero solo 2 brani) ma avevano in formazione Andy McCulloch, Julian Cope e Pete Wylie. Il primo di questi si unì ai primi del 1979 al chitarrista Will Sargeant per formare gli Echo And The Bunnymen e pubblicare l’anno dopo Crocodiles. Nonostante le liriche angosciate e i toni sinistri, il gruppo era in realtà influenzato dal chitarrismo anti-blues dei Television e dalla psichedelia Sixties a cui McCulloch aggiungeva la sua voce solenne a metà fra Sinatra e Morrison. Le tipiche progressioni strumentali allucinogene (Do It Clean), jingle jangle e raga (Stars Are Stars, Monkeys) insieme alle trenodie distorte di Rescue e Going Up e all’incubo apocalittico di Pictures On My Wall coniarono uno stile che semplicemente prima non esisteva: affine ai Joy Division ma non depresso, celebrativo più che sfiduciato o tragico. La consacrazione arrivò con l’album successivo Heaven Up Here (1981), forte di un sound atmosferico, maestoso (Over The Wall, No Dark Things) e ipnotico (A Promise) scheggiato dalla chitarra abrasiva di Sargeant (Show Of Strenght) e reso ora epico (All I Want, la title-track) ora fiabesco (All My Colours) dal canto implorante di McCulloch. Ancora meglio fece il terzo Porcupine (1983; secondo nelle charts inglesi) che riluceva dei cromatismi più caleidoscopici (The Cutter, Back Of Love) e di una fredda purezza alpina (Gods Will Be Gods). La gloria che il gruppo aveva così accanitamente cercato arrivò con Ocean Rain (1984):  i melodrammi di Seven Seas, Thorn Of Crowns e soprattutto The Killing Moon furono l’ultimo tentativo di opporsi alla concorrenza (artistica e di successo) degli U2, prima di convertirsi al pop da classifica. Julian Cope fondò nel 1979 i suoi Teardrop Explodes che esordirono per la Zoo (la locale label indie) con i bizzarri singoli Sleeping Gas e Bouncing Babies. Distanti anni luce dai toni vagamente minacciosi (e a volte pomposi) dei Bunnymen, la musica dei Teardrop era semmai più reminiscente della psichedelia americana successiva alla British Invasion, quella resa famosa dalla mitica compilation Nuggets (del 1972)per intenderci. La musica del primo LP Kilimanjaro (1980), propulsa da fiati funky, ritmi disco e tastiere squillanti (David Balfe cofondatore della Zoo) si connotava per le sue strutture melodiche deviate (come se Eno avesse prodotto i Doors), le atmosfere lussureggianti di Reward, Poppies e Treason e le arie più visionarie (When I Dream). Il manierismo sperimentale di Cope si ripresentò in Passionate Friends e The Great Dominions,  i brani migliori dell’album Wilder (1981). Dopodiché i Teardrop ormai diventato gruppo spalla di Cope si sciolsero durante le registrazioni del terzo LP. Rimasto solo Cope, divenne protagonista di una delle carriere più geniali e sregolate della storia del rock ma capace di firmare LP capolavoro come World Shut Your Mouth e Fried(1984),  sospesi fra poesia, acid-rock, progressive e ritornelli impeccabili. Peter Wylie, il meno fortunato della triade è noto per i suoi Wah ! (o Mighty Wah ! oppure Wah ! Heat oppure Shambeko Say Wah ! ecc. ecc.) titolare di hit eccentrici (Better Scream, 7 Minutes To Midnight), a volte simili al mod punk (Remember) ma sempre arrangiati con squillanti clangori (7000 Names Of Wah) e interminabili crescendo (Wind Up, Some Say). I brani di Wylie sono spesso memorabili; purtroppo non avendo la fortuna di chiamarsi Lennon o McCartney non è diventato famoso come loro. Echo And the Bunnymen – The Killing Moon Teardrop Explodes – Passionate Friend Wah ! – The Seven Thousand Names of Wah! [...]

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