The Hard Detroit – Band a confronto: Stooges, MC5 e Frost

Band a Confronto: Stooges, MC5 e Frost

A cura di Aldredo Cristallo

Detroit, la città più industriale degli USA con le sue fabbriche d’auto (Ford, Dodge, Chrysler) e i suoi potenti sindacati (guidati dai leggendari Hoffa e Reuther), la città con la maggiore quota di popolazione nera che sostituì via via quella bianca, la città delle innumerevoli street gang è anche la culla alla fine degli anni ’60 dell’hard rock più violento e sovversivo di sempre. Tre gruppi furono contemporaneamente i capofila di questo fenomeno: quasi uguali per longevità, differenti per fortuna e importanza.

Innanzitutto gli Stooges, i più famosi del lotto, la band che ha legato il proprio nome al giovanissimo Iggy Pop (all’epoca Iggy Stooge; vero nome James Osterberg) che li formò nel 1967 con i fratelli Asheton (Scott alla batteria e Ron alla chitarra) e Dave Alexander al basso. Con i loro riff lancinanti, il loro primitivismo musicale e le degenerazioni di Iggy dal vivo (vomitava sul palco, si faceva picchiare, praticava la fellatio col pubblico), gli Stooges sommano gli Stones, a Doors e  Velvet Underground parecchi gradini in giù verso la perdizione. Proprio l’ex Velvet, John Cale produsse il loro primo omonimo album (1969), uno dei capolavori del rock. Fra la sinistra e lugubre We Will Fall, gli assalti all’arma bianca di No Fun, Little Doll e I Wanna Be Your Dog e la tribale 1969 si snoda in meno di 35 minuti un’incredibile campionario di pezzi uno più demoniaco e depravato dell’altro che supera in un sol colpo blues duro e psichedelia. Il successivo Fun House (1970) aumenta il coefficiente hard del suono fra boogie sfrenati (Down On The Street, Loose), anticipazioni glam (TV Eye), punk (1970), dark (Dirt, molto Doors e quasi Joy Division) fino alla suite cacofonica di LA Blues, tutti lanciati a velocità supersonica e seviziati dalle distorsioni sonore e dagli urli epilettici di Iggy. L’ultimo LP Raw Power (1973, prodotto da Bowie) era un lavoro più vario e meno monolitico dei precedenti nonostante i soliti trash (Search And Destroy, Shake Appeal).

Sebbene privi della stessa aura mitica degli Stooges, gli MC5 possono vantare una forza d’urto equivalente se non superiore, grazie ai 3 front-man, l’assordante chitarrista Wayne Kramer (il primo guitar hero dell’heavy metal) e il suo degno compare Fred “Sonic” Smith più il selvaggio cantante Rob Tyner. Nacquero nel 1964 come emanazione delle White Panther, il gruppo rivoluzionario di John Sinclair, divenendo presto il punto di riferimento degli immigrati bianchi del sud e dei beatnik universitari, suonando spesso nei raduni di protesta (anche ai disordini a Chicago del 1969). Il terribile caos sonoro, i loro riff devastanti e gli slogan incendiari (ad es. “Voglio sentire il suono della rivoluzione”) divennero il marchio dei loro leggendari concerti e rivivono nell’album d’esordio live Kick Out Of The Jams (1969) forte di brani atomici come Ramblin’ Rose, Rocket Reducer n. 62, la title-track, I Want You Right Now e dell’orgia allucinata di Starship. Nonostante siano stati largamente ignorati dalla critica, la feroce determinazione e la carica sovversiva della musica degli MC5 hanno influenzato il punk, l’hardcore e il rap metal.

Al contrario dei giganti Stooges e MC5, i contemporanei Frost di Dan Hartman e Dick Wagner e i loro 3 LP (Frost Music, Rock’n’Roll Music, Through The Eyes Of Love usciti fra il 1969 e il 1970),non hanno goduto della stessa fama né allora né dopo. Eppure la loro musica, un hard rock ruvido e vibrante contaminato con la psichedelia e il beat (Stand In The Shadows, Jenny Lee), appare molto variegata e meritevole di maggiore fortuna; ma i problemi legati alla produzione, promozione e distribuzione degli LP furono fatali. Dopo lo scioglimento Dick Wagner fu l’unico ad avere una certa fortuna collaborando con Alice Cooper, Lou Reed (è lui il chitarrista di Rock’n’Roll Animal) e David Bowie.

Iggy & The Stooges – No Fun (2008)

MC5 – Ramblin’ Rose

Frost – Help Me Baby