Tra radicchio e vombati – Io c’ero: il concerto dei Wombats a Roncade (Tv)

Io c’ero – La Recensione del concerto dei Wombats al “New Age” di Roncade (TV) a cura del Vostro Affezionatissimo

Altro nuovo spazio all’interno del Magazine di Musicastrada, chiamato Io c’ero.  Ascoltare dischi è sicuramente piacevole abitudine, ma l’esibizione “live” riveste, per ogni vero amante della musica, un fascino tutto particolare. Spostarsi per vedere un concerto significa vivere momenti irripetibili ed avere al contempo l’opportunità di conoscere l’artista nella sua dimensione da palco. Questo è solo il primo dei viaggi musicali che vi propone la nostra “vagabonda” redazione.

Il Vostro Affezionatissimo, reduce da una settimana di stress e tutta una sequela di paranoie che avrebbero fatto la gioia di qualsiasi psicoladroteraupeuta da 150 € a seduta, ha pensato bene di autogratificarsi accettando di buon grado una proposta (gratuita) di una premurosa amica che prevedeva una robusta cura a base di ignoto concerto adrenalinico ubicato in una nordica località italica. Il Vostro Affezionatissimo, ottimamente accompagnato, si è così issato a bordo di una nera e transalpina autovettura dotata di regolari catene da neve d’ordinanza, per fiondarsi in un corroborante viaggio farcito di autogrill, allegria e di infinite strade a più corsie che tagliavano dritte come un fuso una bella fetta di pianura padana.

Destinazione raggiunta. Roncade (Treviso). Inverno. Ora locale 17.30. Il Vostro Affezionatissimo, noto cultore di Conan Doyle, non ha avuto nessuna difficoltà a riconoscere una certa rassomiglianza tra questo paesaggio e la Londra di vittoriana memoria avvolta in vellutate spire di nebbia che riuscivano a nascondere, in questo caso ottimamente, una imbarazzante desolazione testimoniata da vie goniometriche completamente prive di bipedi ambulanti. La forma di vita locale indubbiamente più diffusa è infatti il radicchio. Immaginate intere distese di radicchio protette da una spessa coperta di nebbia che vi scrutano con una beota aria da vegetale come a dire “beh…che CAVOLO avete da guardare?”.

Visto che il Vostro Affezionatissimo non è affatto permaloso, ha pensato bene che la vendetta è un piatto che va consumato freddo, ma anche caldo. Quindi dopo una succulenta scorpacciata di fumanti pappardelle radicchio e noci, i Vostri Affezionatissimi si sono diretti al New Age, locale dove di lì a poco si sarebbero esibiti tre vombati, o meglio, The Wombats, per ora placidamente alloggiati in un britannico pullman a due piani piazzato astutamente sul retro (meglio avere sempre un piano di fuga).

Del New Age vi basti sapere tre cose, è un buon posto dove fare musica, se vi beccano senza la tessera ARCI fate la fine del radicchio (credo sia un modo di dire in voga in quei luoghi), ha una temperatura interna che sfiora i 451 Farenheit.

La popolazione spettatrice del locale è notevolmente giovane e piena di giovane entusiasmo, tant’è che quando i tre vombati si sono materializzati sul palco è letteralmente scoppiato il delirio. Canzoni in serie, ritmo ossessivo, refrain incalzanti pronti a far breccia nel cervello musicalmente più refrattario del pianeta. L’energia sprigionata dalla prima all’ultima nota dal terzetto di Liverpool, accompagnata a dire il vero da mareggiate di sudore e temporali di sputacchi, ha qualcosa di encomiabile. Non a caso non hanno resistito all’intero concerto un microfono (prontamente cambiato da un vero vombato mascherato da tecnico da palco), due ragazzi storditi (tipo mal di mare) dall’ipnotico movimento molleggiato del chitarrista e, soprattutto, il riporto del cantante che alla fine del concerto si è trasformato in un ciuffo molliccio spalmato sulla fronte del leader dei Wombats, mostrando impietoso l’incipiente calvizie che il povero Matthew Murphy cercava di mimetizzare con la sua aria da artista maledetto.

Tuttavia la botta di adrenalina che i tre vombati hanno sparato a tutte corde (vocali e strumentali) è arrivata come un’ondata gigantesca che, proprio in occasione del pezzo finale “Lets’Dance to Joy Division”, ha assunto i caratteri di uno tsunami travolgendo tutti i presenti.

Tra questi anche i Vostri Affezionatissimi che, scampati a questa calamità energetica, possono tranquillamente testimoniare di aver assistito ad un piacevolissimo concerto di una band a cui vale la pena prestare orecchio (almeno uno).

Il Vostro Affezionatissimo,
SPA