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Twee Pop La Postcard e i gruppi punk-pop della giovane Scozia Band a confronto: Orange Juice, Josef K, Fire Engines, Aztec Camera

Twee pop: con questo grazioso nome viene conosciuto una piccola e quasi dimenticata corrente punk dei primi anni ’80, che si diffuse dalla Scozia gettando i semi del pop revival britannico della metà del decennio.

 I nomi di quei gruppi sono ormai largamente dimenticati ma all’epoca contribuirono al superamento sia della spavalderia del rock, sia della solennità militante del post-punk. Molto del merito va alla Postcard, piccola label scozzese fondata da Alan Horne nel 1979. Horne fu uno dei  primi manager che capì che le classifiche indie erano un orizzonte ristretto per i piccoli gruppi indie e decise quindi di puntare a sfondare in un mercato più ampio facendo uso di un suono più melodico e quindi commerciale; oltre a gestire la Postcard, faceva da manager ai gruppi quasi con lo stesso piglio di McLaren (ma senza sfruttarli a suo vantaggio).

La sua prima scoperta furono gli Orange Juice di Glasgow,  il cui aspetto garbato e colto rompeva con i canoni macho o teppisti dei gruppi locali. La loro musica riprendeva il jingle-jangle dei Byrds, mescolandolo col tono depresso dei Velvet Underground e con le progressioni soul degli Chic: i primi 3 singoli del 1980 Falling And LaughingBlue Boy e Simply Thrilled Honey esaltavano soprattutto la loro aria di sensibili e romantici chansonniers. Quel tono gioviale ammantò il LP You Can’t Hide Your Love Forever (1981; con Upwards And Onwards Consolation Prize) e il singolo Rip It Up (1983).

Un’altra scoperta furono i Josef K di Paul Haig (chitarra, voce) e Malcolm Ross (chitarra). Provenienti da Edimburgo e bibliofili accaniti (presero il nome dal protagonista del Processo di Kafka), i Josef K corredavano il loro disco-punk ansioso a metà fra Joy Division e Subway Sect (Radio Drill TimeIt’s Kinda Funny; 1980) con testi esistenzialisti (Sorry For LaughingEndless Soul; sempre 1980). All’epoca del loro I° album The Only Fun in Town (1981) il sound era già più melodico e quindi commerciale (Fun’n’Frenzy, il singolo Chance Meeting) pur mantenendo le loro tipiche chitarre corrosive (RevelationsHeart Of Song).

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La Postcard tentò disperatamente di assicurarsi anche i Fire Engines, che erano i più interessanti del mazzo. Il loro stile pur debitore dei Subway Sect, denunciava tuttavia le influenze della no wave assurdista alla Contortions mentre le (rare) parti vocali di Davey Henderson erano ridotti a vocalizzi sguaiati alla Captain Beefheart. Il loro unico LP Lubricate Your Living Room (1981; Get Up And Use MeSympathetic AnaestheticDiscord) uscì invece per la Pop Aural. Il gruppo cedette a un suono leggermente più commerciale solo con i singoli Candyskin (1981), arrangiato con una sezione di archi, e col funk di We Don’t Need This Fascist Groove Thing (una cover dei Level 42). Più tardi si reinventarono come gruppo pop col nome di Win. Nessuno di questi gruppi sfondò nelle classifiche commerciali a parte il IV° singolo degli Orange Juice Poor Old Soul (I° nella classifica indie ma solo 80° in quella “vera”, 5 posti sotto la soglia di sicurezza) e The Only Fun In Town dei Josef K (I° in quella indie).

Probabilmente il maggior colpo di Horne fu la scoperta nel 1981  del superbo chitarrista e cantautore Roddy Frame (all’epoca ancora teenager). I suoi Aztec Camera furono abilissimi a fondere i ritornelli Sixties di Just Like Gold e Mattress Of Wire (i primi singoli del 1981) con le altrettanto nostalgiche Pillar To Post e Release (intrisa di ritmi carioca), Oblivious e Lost Outside The Tunnel a passo di flamenco fino al soul di Back On Board e al folk We Could Send Letters tutti raccolti nell’album d’esordio High Land Hard Rain (1983). Neanche questo gruppo ebbe molta fortuna ma tracciò una via. Poiché per questo la Postcard va ricordata: i suoi gruppi sancirono il ritorno a una canzone pop più romantica e vellutata.

Quello stile si diffuse subito ad es. con gli Altered Images il cui pop effervescente del LP Happy Birthday (1981), impreziosito dal canto malizioso e civettuolo di Claire Grogan, era una versione confetto dei contemporanei hit dei Siouxsie and The Banshees (la title-track, Leave Me Alone), ma fu anche il punto di partenza del pop epico dei Big Country e della svolta pop dei Simple Minds, raggiungendo infine con gli Smiths (il cui LP d’esordio è del 1983) lo status di perfetta colonna sonora dell’insicurezza adolescenziale.

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